Sanità veneta. Il punto del forum provinciale.
- Scritto lunedì 1 febbraio 2010 da Giovanni Reginato*
Venerdì 22 gennaio si è svolto il secondo incontro del forum sanità: stavolta siamo scesi maggiormente sullo specifico, rispetto all’incontro di dicembre, e abbiamo parlato del piano socio sanitario regionale, la proposta di legge del PD presentata ormai due anni fa e mai discussa, e delle finanziarie nazionale e regionale, in riferimento alla sanità e al sociale.
Come all’appuntamento di dicembre, ci siamo trovati in buon numero, a dibattere di vari argomenti, segno che quando si parla di sanità e la salute l’interesse è grande, ma anche della consapevolezza che molta strada ancora c’è da fare per migliorare la situazione, anche nella nostra Regione. Siamo convinti anzi, che essa rischia di perdere pezzi di un sistema socio sanitario che ancora regge, rispetto ad altre realtà della Penisola.
Ben lungi dal presentare un resoconto dettagliato della serata, desidero solo ricordare brevemente, alcuni degli argomenti emersi. Sono stati descritti i punti principali del piano socio sanitario, riguardanti ad esempio le proposte per l’abbattimento delle liste d’attesa, i poteri delle autonomie locali e le proposte per la nomina dei Direttori Generali, la programmazione ospedaliera, i problemi delle aree vaste, le rideterminazioni degli ambiti ULSS; e anche il delicato tema della continuità assistenziale (fra ospedale e territorio), le case della salute, le UTAP, ed altri argomenti di carattere sociale.
L’On. Sbrollini ha sottolineato, tra l’altro, due aspetti importanti: il Governo Berlusconi, ha iniziato tagliando addirittura il Ministro della Sanità, a confermare la scarsa sensibilità per temi sanitari e sociali. L’altro aspetto riguarda la Finanziaria 2010 di Tremonti: essa parla solo di tagli, che si aggiungono a quelli dell’anno scorso, e si tratta di numeri enormi, 7 miliardi di euro. Anche se riguarda l’intero territorio nazionale è una cifra di tutto rispetto, che, per i Pazienti può significare ulteriori ticket o maggiori liste d’attesa, e per chi lavora in sanità, organici sempre piu’ ristretti, e maggiori difficoltà nell’assistenza. Triste considerazione riguarda la comunicazione: i mass media riportano poco e male questi argomenti, e la popolazione non è adeguatamente informata, a meno che non abbia a toccare con mano per esperienza diretta quanto sta succedendo. In pratica non ha gli strumenti per poter giudicare obiettivamente l’operato del Governo: il risultato si traduce in un forte consenso di cui ancora godono il Premier e i suoi Ministri.
Il Consigliere Regionale Rizzato, ha spiegato i tagli nel bilancio regionale: si tratta di 35 milioni di euro, solo nel settore sociale: su 700 milioni la riduzione è del 5 %. Non poco in tempi di crisi: si andrà a concentrare sui finanziamenti ai Comuni, i cui bilanci sono già in difficoltà, anche a causa dei vincoli rigidi del patto di stabilità, e, giocoforza sulle famiglie. Se si tagliano i finanziamenti alle scuole Paritarie, queste saranno indotte ad aumentare le rette; tagli anche per giovani ed anziani. Boccata d’ossigeno viene dall’approvazione della legge regionale sulla non autosufficienza, proposta dal PD: bene anche l’istituzione degli Hospice (reparti per malati terminali), almeno uno in ogni ULSS, sempre su proposta del PD.
La presentazione iniziale del piano e i risvolti socio sanitari dei tagli nazionali e regionali presenti nelle finanziarie, hanno introdotto gli argomenti e gli spunti del successivo dibattito: gli interventi dei presenti sono stati come sempre interessanti e ricchi di argomentazioni circostanziate e precise. Alcuni degli interventi hanno riguardato il mondo del volontariato: possiamo ben affermare che la consistente presenza di volontari nelle corsie degli ospedali e nel territorio denotano grande sensibilità e spirito di servizio della nostra gente. Questo è un vanto della nostra Regione, risultato della diffusione del solidarismo cattolico con l’impegno sociale di larghi strati della popolazione. In molti casi inoltre il volontariato copre le carenze dello Stato.
È stato toccato poi un altro tema interessantissimo, che riguarda gli organici ospedalieri: per poter erogare un servizio in sicurezza, la Sanità e il Sociale non possono lavorare con personale precario: ci vuole stabilità e sicurezza del posto di lavoro, il precario, se si ritiene svolga un lavoro utile, sia stabilizzato.Altre considerazioni importantissime hanno riguardato la disabilità, e il fondo sulla non autosufficienza: il PD non può esimersi dal prestare piu’ attenzione alle famiglie, che in molti casi sono pesantemente penalizzate anche economicamente, quando in casa c’è un disabile o un non autosufficiente. Ancora sui finanziamenti in sanità: erronea è la definizione di ULSS virtuosa, quando essa fa quadrare il suo bilancio, lasciando magari tuttavia sul tappeto le questioni assistenziali: il termine virtuoso va riservato alle ULSS dove i bisogni di salute vengono tempestivamente affrontati e portati, per quanto possibile, a soluzione.
La buona riuscita della serata mi induce a proporre un nuovo incontro per la seconda metà di febbraio: come ho accennato, mi sembrerebbe interessante ascoltare la voce dai territori e dalle ULSS, le istanze e le esigenze locali, utili ad elaborare i punti programmatici necessari ad affrontare la difficile sfida delle Regionali di marzo.




