PFAS: tutela del bacino idrico

On. Filippo Crimì (PD): “PFAS: l’accordo di tutela del bacino idrico di Fratta-Gorzone prevederà la riduzione della loro concentrazione, avviata procedura di riconoscimento come sostanze inquinanti”.

Cristina Guarda (Consigliera regionale del Veneto): “Abbiamo lavorato in squadra per raggiungere questo risultato eccezionale”.

“L’accordo di programma per la tutela delle riserve idriche del bacino di Fratta-Gorzone verrà rinnovato quest’anno e prevederà anche la riduzione preventiva della concentrazione dei PFAS”. Lo spiega l’On. Filippo Crimì, deputato PD, che specifica: “L’accordo firmato nel 2005 da Ministero dell’Ambiente, Regione ed enti locali prevedeva una seri di interventi per il trattamento dei fanghi della concia ma era giunto a scadenza nel 2015 con la maggior parte degli interventi ancora da realizzare. L’inserimento dei PFAS in questo nuovo accordo è stato ottenuto su mia richiesta il giorno stesso della pubblicazione dei dati sui prelievi di sangue effettuati dalla Regione Veneto e dall’Istituto superiore di Sanità, a seguito di un incontro urgente sul tema con il Ministero dell’Ambiente e la Presidenza del Consiglio.
Vista l’importanza e l’urgenza degli interventi da realizzare – continua Crimì -, la Regione e gli enti locali dovranno lavorare di concerto con il Ministero per poter sfruttare appieno le risorse che verranno messe a disposizione dall’accordo in modo da raggiungere gli obiettivi fissati. Allo stesso tempo è stata avviata anche la procedura di riconoscimento degli PFAS come sostanze inquinanti e quindi da monitorare e da ridurre al minimo se ne fosse rilevata la presenza in pozzi e acque potabili.Questa è una dimostrazione che il Governo e lo Stato sono in prima linea per la difesa dell’ambiente e della salute dei cittadini vicentini”.

Sulla medesima questione interviene anche la Consigliera regionale del Veneto Cristina Guarda: “Finalmente un intervento chiaro per la tutela ambientale. Già da tempo parlo dell’urgenza di interventi di bonifica sulle acque superficiali senza però ricevere risposte chiare da parte dell’Assessore regionale all’Ambiente, più spesso critico che propositivo. Questa invece è la risposta giusta. Con il deputato Crimì abbiamo lavorato in squadra e la sua perseveranza, assieme alla disponibilità del Ministero, ci hanno consentito di raggiungere questo risultato eccezionale. Una risposta chiara che ci fa capire come il Ministero dell’Ambiente sia sul pezzo, preoccupato a garantire la qualità della nostra acqua a 360 gradi e consapevole della necessità di intervenire. Che stiano poi lavorando per classificare i PFAS come inquinanti è un’altra importante notizia. Significa che il percorso per proseguire nella bonifica e nella tutela della salute è avviato. L’occasione é imperdibile, ma bisognerà monitorare al meglio il buon uso di queste risorse nazionali, continuando a stimolare i Ministeri e gli assessorati regionali affinché sostengano tutti gli interventi per la riqualificazione delle nostre acque”.

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