Lega contro lo SPRAR? Per il PD è una scelta miope e controproducente

3 settembre 2017

 

La Lega contro lo Sprar? E’ una scelta miope che non pensa alle ricadute in termini di sicurezza, ma risponde a basse logiche di consenso elettorale.

Chi ottiene l’asilo esce dagli Hub e dai radar, ma non è ancora in grado di costruirsi una vita autonoma, per questo lo  SPRAR, che gestisce soprattutto la seconda accoglienza, ha la l’obiettivo di accompagnare coloro che hanno il permesso d’asilo ad un percorso di formazione e all’inserimento lavorativo. Si evitano così le situazioni di marginalità che tanto preoccupano perchè è in questi contesti soprattutto che possono nascere occasioni a delinquere.

L’adesione allo SPRAR per i sindaci è quindi la scelta più intelligente perchè offre risorse per organizzare in modo pianificato l’integrazione di chi ha tutti i diritti di restare in Italia, ma non ha ancora le capacità di inserirsi nel mondo del lavoro. Senza contare che lo SPRAR offre anche occasioni di lavoro per molti giovani veneti che sono assunti come operatori dagli enti gestori del programma.

 

Se si può comprendere il malumore e il disagio di chi ha problemi economici e non accetta il sostegno dato ai richiedenti asilo perché vorrebbe che tutte le risorse disponibili fossero dedicate al proprio caso, non si può accettare invece  la strumentalizzazione che di questi disagi viene continuamente portata avanti dalla Lega.

Un politico e un amministratore devono avere una visione generale della situazione e comprendere che chi ha il permesso e può restare in Italia, se non è messo nelle condizioni per farlo, diventa un problema anche per la comunità.

lI mezzo per prevenire questo possibile disagio sociale è lo SPRAR. Non utilizzarlo per principio è veramente stupido e controproducente.

Ci auguriamo che i sindaci che, più dei politici della Lega, conoscono la realtà territoriale e devono rispondere direttamente  ai loro cittadini, comprendano tutte le conseguenze delle scelte che sono chiamati a fare. Anche perché aderire allo SPRAR pone un tetto (3 ogni mille abitanti)  alla possibilità della prefettura  di inserire ulteriori richiedenti asilo nel territorio comunale che aderisce al programma. Quindi non solo un aiuto per l’inserimento di coloro che ci  sono già, ma un limite ai nuovi arrivi.

Il no della Lega allo SPRAR nasce dall’ignoranza e spera nell’ignoranza dei propri amministratori e dei propri cittadini.

Questo no può essere condiviso solo da chi non sa veramente di cosa stiamo parlando.

 

Giulia Andrian

Referente Immigrazione Partito Democratico Provincia di Vicenza

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