Risultati congresso provinciale

Il 4 dicembre 2017, con l’Assemblea provinciale si è concluso il congresso. Di seguito riportiamo i risultati e il discorso fatto durante l’assemblea dalla nuova Segretaria provinciale Chiara Luisetto.

 

 

Inizio questo mio intervento ringraziando.

1241 grazie agli iscritti che nei sedici giorni di Congresso hanno scelto di ritrovarsi per portare il proprio prezioso contributo di partecipazione alla discussione e al confronto nei circoli, condividendo idee, proposte, stanchezze e convinzioni.

A tutti voi, ai 737 che hanno scelto di darmi fiducia, di dare fiducia ad un gruppo e al progetto che abbiamo voluto proporre al Partito Democratico, a coloro che dobbiamo convincere della bontà di questo percorso, a tutti dico che sento forte la responsabilità di onorare questo impegno e di lavorare mettendomi a servizio per ridare entusiasmo e forza al nostro Partito provinciale per farlo tornare ad essere punto di riferimento, luogo del confronto qualificato, della formazione per chi vuol fare buona politica.

Ringrazio Veronica Cecconato e Alfio Piotto per aver reso con la loro proposta questo congresso vivo e vero. Quando ci si mette in gioco e lo si fa credendoci, il confronto diventa strumento di crescita per tutti, dunque grazie per averlo reso tale.

Grazie inoltre alla Commissione Congressuale e ai garanti che hanno seguito i circoli con pazienza e generosità, dedicando del tempo al partito.

Grazie al gruppo di “incoscienti” che ha deciso assieme a me di imbarcarsi in questa avventura credendo che ne valga ancora la pena, oggi forse più che mai. Senza di loro non saremmo arrivati qui oggi.

Ci siamo.

Si comincia da qui a costruire insieme un percorso, più volte me lo avete sentito dire, che riparta dalla base, dai nostri circoli e dai nostri amministratori. Accanto a loro nel realizzare, mettere in movimento e comunicare buone pratiche, per dar loro quella “cassetta degli attrezzi”, quegli strumenti necessari a saper leggere, affrontare e proporre soluzioni credibili alla complessità che ci presenta il tempo in cui viviamo.

Dobbiamo farlo parlando la stessa lingua, affrontando i temi in modo territorialmente coordinato: da un lato i nodi, le questioni specifiche che attraversano alcune aree della provincia, dall’altro approfondimenti e campagne unitarie di informazione pulita, vera su questioni che ci coinvolgono tutti, che diventino collante al nostro interno e ci rendano chiaramente identificabili dagli altri. Penso ad esempio alle questioni ambientali, socio-sanitarie, al tema del lavoro, dell’organizzazione territoriale delle nostre comunità attraverso unioni e fusioni, questioni che abbiamo la responsabilità di affrontare ascoltando chi vive e conosce i problemi, chi ha le competenze per tracciare soluzioni, chi ha il compito negli enti locali di portare avanti battaglie di civiltà.

L’obiettivo è essere interlocutore credibile per l’associazionismo, le categorie economiche, le forze sindacali, il mondo civico. Ma senza rincorrere i comitati, senza inseguire i temi, senza stancarci di parlare alla testa e non alla pancia dei vicentini. Va fatto e va comunicato bene, con efficacia e chiarezza, in un tempo nel quale le notizie false ci stanno mangiando democrazia, incattivendo i cittadini sempre più disorientati e attirati da fake che alimentano scientemente un distacco crescente dalla politica e dai partiti.

Per non arrenderci ripartiamo allora dalla classe dirigente che, a livello locale in particolar modo, può essere sentinella dei problemi e risorsa a cui attingere, a cui dobbiamo stare accanto sostenendo con la formazione sia coloro che già amministrano, sia chi aspira a ricoprire ruoli nella propria comunità.

Nel 2018 voteremo a Vicenza, Quinto vic.no, Marostica, Recoaro Terme, Castelgomberto, Bolzano vic.no, Chiampo, Enego, Rossano v.to, comuni nei quali la corsa sta iniziando e dove dobbiamo supportare i nostri candidati, favorendo quel rinnovamento e quell’avvicinarsi alla politica dei più giovani che soltanto una solida formazione potrà rendere costante e duraturo nel tempo. Educhiamo all’impegno quotidiano, all’approfondimento, aiutando a non scoraggiarsi di fronte alle sconfitte e insegnando a costruire una visione più ampia rispetto a quella chiusa sulla propria singola realtà locale.

Siamo luogo di cultura, crescita, formazione politica, vogliamo svolgere questo compito, essenziale a rafforzarci e “starci dentro” ai processi,  per capirli e poterli governare.

Con una capacità di mettersi a sistema, di fare squadra anche con le altre province venete sui temi regionali da affrontare in modo coordinato e con una voce.

Impariamo insieme a parlare con una voce, ad essere credibili perché coerenti e ad affrontare le sfide e le fatiche che ci attendono con la consapevolezza che saranno anni di testa bassa e lavoro duro per riconquistare fiducia, riavvicinare, organizzare.

Questa legge elettorale che cala dall’alto nomi e riferimenti, lo sappiamo, non ci aiuta e anzi penalizza il nord Italia e noi in particolar modo ma dobbiamo farci sentire. Dobbiamo ricordare al partito nazionale che far parte del Partito Democratico del Veneto e della provincia di Vicenza richiede molta più determinazione, tenacia e resistenza che in altri luoghi e qui, e noi, ora più che mai abbiamo bisogno di riferimenti che siano presenti e competenti. Un grazie sentito a chi finora lo è stato e continua ad essere presente sul territorio.

Tante sono le sfide e le difficoltà che ci attendono, ma sappiamo essere capaci di grandi cose. Le 6387 persone che domenica hanno votato per scegliere il proprio candidato sindaco sono segno tangibile di che cosa, un partito che sa mobilitare attorno a figure positive e riconosciute, è capace di realizzare.

Grazie ai tanti volontari e militanti che si sono affrontati fino in fondo. Una grande prova di partecipazione democratica di cui fare tesoro per trovare lo slancio ad una corsa che è per Vicenza, ma è per tutta la provincia, per tutte le amministrazioni in cui stiamo bene operando o che ci candidiamo a guidare.

Il congresso è concluso e i circoli si sono espressi con chiarezza. A me, al gruppo che mi seguirà, a tutti noi insieme il compito di impegnarci con gioia a costruire un Partito Democratico coraggioso che si apra al contributo di quanti vogliono concorrere alla sua crescita. E’ questa una casa politica nella quale confrontarci, discutere con franchezza, guardarsi negli occhi e riconoscersi comunque dalla stessa parte per provare ad essere degni con il nostro agire di quei valori costituzionali ai quali guardiamo come riferimenti.

Lo dico spesso ai nuovi cittadini ai quali ho l’onore di attribuire la cittadinanza, magari dopo troppi anni di attesa: i diritti e i doveri che giurate di rispettare sono la nostra spina dorsale. Sta a noi stare con i piedi per terra, le spalle dritte e il sorriso in faccia. Che sia in così che affrontiamo da oggi questa avventura.

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