25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne
- Pubblicato mercoledì 25 novembre 2009 da Marina Petroni
È una ben triste giornata quella che ricorre oggi, 25 novembre!
Una giornata per ricordare quanto sia diffusa la violenza sulle donne, violenza che viene esercitata in piccolissima percentuale in luoghi pubblici, da parte di estranei e che invece risulta annidata tra le pareti domestiche, ad opera delle persone che più dovrebbero proteggere, sostenere, condividere un progetto di vita comune.
È una giornata difficile, perché anche le Parlamentari europee confermano la cruda realtà dei fatti: le donne stesse, in tutta Europa, non considerano un reato la violenza domestica (98% delle intervistate) e quindi assegnano una dimensione “di scusabilità”, di dialettica coniugale a situazioni anche gravissime, che spesso ritroviamo poi nella cronaca nera.
È perciò evidente che il cammino da fare è ancora molto lungo, la sensibilizzazione contro le violenze domestiche deve essere portata all’interno dei gruppi di discussione, dentro ai luoghi di aggregazione delle donne, in primo luogo, e poi deve diventare motivo di confronto, anche aspro, nella società in genere. Perché è pure molto evidente che non è la denuncia dei casi già avvenuti che può migliorare la qualità della vita delle donne e delle famiglie, ma una reale prevenzione psicologica.
Infatti, ci si è chiesto molto spesso quali siano i meccanismi che trasformano un mite marito e padre in un energumeno che sfoga le proprie frustrazioni sulle persone indifese che si trova in casa!
Non è facile rispondere!
E non è facile immaginare un miglioramento della situazione esistente, considerando il sovraccarico di preoccupazioni che la crisi economica, con la perdita del lavoro e l’inquietudine per il futuro, potrà rovesciare addosso alle famiglie.
Certo non basta dire che si deve eliminare la debolezza per raddrizzare i “rapporti di forza” di un legame, come quello matrimoniale e familiare, che dovrebbe essere improntato al reciproco sostegno e solidarietà. Non è sufficiente quindi dare più forza alle donne, anche se può essere una strada da percorrere per mille altri motivi.
Sappiamo però che un deterrente formidabile contro comportamenti aberranti è il controllo sociale!
Ecco allora che dobbiamo marcare con forza questa giornata, per dare coraggio alle donne di denunciare i soprusi, per incentivare comportamenti di supporto nelle autorità di polizia, per far applicare i giusti protocolli negli ambulatori dei Pronto Soccorsi, per avere giusti e rapidi processi in modo da far uscire allo scoperto il problema e cominciare a valutare la grandezza di tutto l’iceberg.
Il rimedio vero, però, la grande utopia, è pensare ad una società che alleva i suoi figli, maschi e femmine, nel rispetto reciproco e nella valorizzazione delle particolarità di ciascuno.
Certamente è un sogno, ma un grande partito politico come il nostro, come il Partito Democratico, deve proporre anche uno stile di vita che rispecchi i nostri ideali, tra cui annoveriamo il concetto di una vera uguaglianza delle persone, nel rispetto delle differenze.








Un commento a "25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne"
come mai nessuno vi degna di qualche commento?
rigoni giuseppe
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