Lettera aperta del segretario provinciale Ginato all’on. Calearo
- Pubblicato venerdì 6 novembre 2009 da Federico Ginato
Caro Massimo,
mi permetto di scriverti alcune righe all’indomani della tua decisione di lasciare il Partito Democratico e, nel farlo, cercherò anche di interpretare i sentimenti degli iscritti e degli elettori che ti hanno votato non più tardi di un anno e mezzo fa.
Quando Walter Veltroni annunciò la tua candidatura al Parlamento più di qualcuno nel PD rimase letteralmente incredulo perché sembrava inconcepibile che un confindustriale di peso, addirittura un “falco” nelle trattative con i sindacati, venisse candidato, come capolista, da un partito di sinistra. Molti di noi però giustificarono e approvarono la scelta: se il PD voleva e vuole essere un partito del lavoro, oltre che di tanti altri valori, deve anche rappresentare adeguatamente il mondo imprenditoriale.
Quante volte abbiamo detto che la ricchezza del partito sta non solo nella pluralità delle culture che lo hanno fondato ma anche nelle biografie, necessariamente diverse, delle persone che hanno deciso di aderirvi? Innumerevoli.
In questi mesi non ci siamo pentiti della scelta, lavorando fianco a fianco abbiamo imparato a conoscerci, ad apprezzare il tuo impegno e ad accettare anche quegli aspetti del tuo agire che magari si conciliano meglio ad un consiglio di amministrazione che ad un partito.
Ora, nel mezzo di un percorso ancora lungo, difficile ma non privo di soddisfazioni (e penso al successo di partecipazione delle ultime primarie) arriva la tua decisione di lasciare il PD per andare, presumo, nel gruppo misto della Camera. La giustificazione, mi par di capire, è “che il PD non è più quello di Veltroni ma sta prendendo una deriva socialdemocratica che lo porta lontano dal mondo imprenditoriale.”
Sulla base di queste tue dichiarazioni, mi sento di esprimerti alcune considerazioni che per ragioni di sintesi preferisco esporre per punti:
1. Quando un esponente politico perde una battaglia congressuale non abbandona il partito lamentandosi del fatto che il partito non ha avuto la lungimiranza per seguirlo, ma lavora ancor più per dimostrare la validità delle proprie idee.
2. Non credo che il PD stia seguendo una deriva socialdemocratica se con “deriva socialdemocratica” intendi la volontà di costruire un partito che non riconosca e non valorizzi le altre culture fondative: cattolico-democratica, ambientalista, liberal-democratica, ecc. Vorrei però sottolineare che partiti socialdemocratici, nelle varie accezioni nazionali, hanno guidato e guidano grandi paesi europei (Spagna, Inghilterra) anche per i risultati che hanno saputo conseguire in campo economico.
3. Per quanto riguarda i rapporti con gli imprenditori, c’è inoltre da aggiungere che Bersani è sicuramente uno degli interlocutori più attrezzati per dialogare con loro (non è il caso di ripercorrere qui la sua biografia politica ed i suoi rapporti con il mondo economico).
4. Non ci sono elementi per dire adesso, come ha fatto Rutelli, che il progetto del PD sia fallito. Almeno che Rutelli non confonda i suoi fallimenti personali con quelli del partito che, con non poche titubanze, ha contribuito a fondare. Rutelli avrebbe avuto più coraggio, lui che “coraggioso” lo è da sempre, se avesse ammesso che nel progetto ha creduto solamente nella misura in cui poteva consentirgli di ridiventare sindaco di Roma.
5. Sono convinto che si sia tornato a parlare di “nuovo centro” non tanto perché il PD è in crisi ma perché, esattamente al contrario, ad essere in crisi è il PDL. Chi lavora ad un progetto “centrista”, cioè, lo fa perché spera o crede in uno smottamento degli attuali assetti partitici del centrodestra, e segnali che si vada in questo direzione ce ne sono già in abbondanza.
Arrivati a questo punto, caro Massimo, non c’è molto altro da dire. Ho evitato di rilasciare ai media delle dichiarazioni polemiche per non avallare l’idea che il nostro sia un partito afflitto da una litigiosità perenne ma credo anche che i Democratici vicentini si meritino qualcosa di più di un addio a mezzo stampa.
Cordialmente,
Federico Ginato








19 commenti a "Lettera aperta del segretario provinciale Ginato all’on. Calearo"
Calearo è andato via? Era ora!!!!! Un elemento del genere stava al PD come uno squalo in una piscina per bambini. Non avete perso niente, anzi, semmai ci guadagnate in coerenza!
Bravo Federico a scrivere questa lettera aperta a Calearo. Hai dmostrato grande dignità e una identità del nostro partito che noi ,suoi elettori circa un anno e mezzo fa, abbiamo dato fiducia alla sua persona. Mi auguro ora che Calearo, come è stato sentito in numerosi incontri da noi suoi elettori, voglia incontrarci di nuovo per spiegare in un dibattito aperto le sue ragioni e noi spiegare la nostre ragioni. Una di queste sarà di chiedergli di dimettersi da Deputato e la lasciare il suo posto ad una altro iscrito al PD.
Condivido ogni parola di questa lettera.
Complimenti Segretario.
Condivido la tua lettera.L’onorevole Calearo ha presenziato la presentazione del nostro circolo e quindi la delusione per me è doppia.La scusa della socialdemocrazia non tiene anche perchè Bersani ha più volte chiariato che il nostro partito sarà vicino al mondo produttivo che comprende imprenditori e lavoratori uniti per la stessa causa ossia la crescita economica e ha auspicato la detassazione del lavoro a discapito della rendita finanziaria.Due punti che dovrebbero essere visti con favore dalle imprese.
Caro segretario provinciale,
a parte il fatto che se ne stanno andando un po’ tanti e non sono tutti ingrati in cerca di poltrone, a parte il fatto che sarebbe piu’ intelligente chiedersi se qualcosa non ha sbagliato già anche il nuovo salvatore della “ditta”, considerato che torto e ragione non stanno mai tutti da una sola parte,
ma perchè fate tutti finta di non sapere che il nome di Calearo ci ha portato un sacco di voti moderati? Siete ingenerosi, ma anche vi nascondete la verità, quando lo volete per forza paragonare a una qualunque Filippin (e non è l’unica)candidata senza meriti e votata perchè la lista è chiusa…… Siamo senza rappresentanti in Europa perchè i Compagni da Roma hanno voluto il vegliardo capolista: questo non è stato e non continua ad essere parecchio dannoso per il PD Veneto? Piaccia o meno, Calearo è un nome come Colaninno con la differenza che lui l’imprenditore lo fa davvero, non è figlio di papa’ ( e risparmio il papa’). Vogliamo essere anche noi onesti intellettualmente e dare a Massimo quello che gli spetta? Si sa che i “sinistri DOC” l’hanno mal accolto e peggio sopportato, pur se lui, contro ogni aspettativa, ha lavorato per il PD sia alla Camera che nel Veneto con i parlamentari(….ma già, erano quasi tutti con noi e non con Bersani, vero?) oltre che sul territorio e con le imprese…Perchè non siamo onesti e non gli riconosciamo di aver fatto un enorme atto di fede nel mettersi con Veltroni, ex comunista, con Nerozzi, sindacalista, dimostrando quello che aveva già dimostrato nelle contrattazioni da presidente industriale,(altro che Falco!) cioè che credeva nell’anacronismo operaiocontro padrone,. lotta di classe etc, guardando piu’ avanti verso una società interclassista, oltre la storia passata della repubblica, verso un futuro in cui ad unirci dovrebbero essere soltanto i valori veri, l’umanesimo, il benessere e la giustizia sociale per gente che si guadagni il pane lavorando e non chiacchierando o sfilando per i viali…..magari dando priorità ai Dico e alla dose minima di droga, anzichè preoccuparsi degli asili nido e del lavoro precario…
Puo’ non essere simpatico, dato il carattere spigoloso, io non voglio prenderne le difese, oltretutto lo conosco poco e comunque non ne ha bisogno, ma io sono per l’obiettività e vorrei che si parlasse sempre e solo di fatti e di idee, invece che attaccare le persone in quanto tali e in base all’utilità per il partito, usando metri e misure diversi a seconda della provenienza partitica storica .Questo PD è la riedizione riveduta e corretta del vecchio PCI meno dignitosa ed autorevole di quanto non lo fosse negli anni settanta, visto che ha perso anche il carisma dei suoi comandanti… ci vuole stomaco ad essere vicentini e votare per Lojero Bassolino e compagnia cantante.
A che serve sfilare, sbandierare, se poi nei fatti non c’è coerenza?
Ha vinto Peppone, ok, ma non pretendete che tutti siano disposti a fare Don Camillo!
mi spiace… ma per me ha ragione Calearo, e spero che metta in piedi qualcosa di buono, lui che ha peso. Quelli come me possono restare o meno, tanto non contano niente!
Nel PD vicentino non abbiamo bisogno di atti di fede.
Le primarie sono andate forse meglio del 2007 a Vicenza e ciò non giustifica l’atteggiamento di Massimo. Cos’è? Siamo tornati ai lattanti che quando perdono se ne vanno portando via il pallone? Caro Massimo, puoi andare, ma come ti è stato dato, il pallone ce lo lasci… tanto tu l’hai ribadito in più sedi e a più riprese che ne hai ancora di palloni a casa tua. Per quanto riguarda una riflessione a respiro più ampio direi che la rappresentanza che Calearo garantiva nel partito è e sarà importante; sono fermamente convinto che, a Vicenza, il mondo dell’artigianato e della piccola e media impresa troverà rappresentanza nel PD perchè lo “scudo fiscale” ha sortito i suoi effetti.
…spero che metta in piedi qualcosa di buono, lui che ha peso.Quelli come me possono restare o meno, tanto non contano niente!…
cara Regina non Le sembra una tipica conclusione forzista?
Complimenti Segretario
Possibile che nessuno dica mai “mi dispiace”?
Non per scusarsi, ma per esprimere un sentimento, non siamo il partito della gente, che deve tornare a parlare con le emozioni?
Il mio primo pensiero non è stato di rabbia, ma di sconforto. Massimo, al di là di tutto è stata una figura ampiamente positiva e coinvolgente con i semplici attivisti, capace di partecipare alla vita nei circoli e ad entusiasmare le truppe.
Con la sua partenza mi sono nate molte domande, sul presente ed il futuro del PD, perché comunque al PD di Veltroni, Nerozzi-Calearo ed altri, ci abbiamo creduto, o forse non tutti? mah
L’idea che si potesse costruire un’Italia diversa e migliore, un partito progressista che sapesse riformare la società partendo dalla vita della gente, che si potesse fare.
Queste cose non vi dicono più nulla?
Non penso che il PD abbia bisogno di chi ha sempre le verità in tasca e sta sempre a strillare accuse, imparaste a riflettere, magari non da soli, ma condividendo, forse la smetteremmo di sentirci una bozza incompleta ed a perdere elezioni su elezioni.
Smettetela di criticare Roma, se non riuscite ad essere positivi e sereni voi.
PS: ho trovato la lettera molto equilibrata ed adeguata.
@ROBERTO. grazie, tu hai dato il tono piu’ consono al mio stato d’animo, fatto proprio di “mi dispiace=che rabbia!” abbiamo perso un’elezione dopo l’altra, tuttavia abbiamo voluto credere proprio a quel PD così bene sintetizzato dal binomio Nerozzi-Calearo, e adesso ci ritroviamo a perdere dei pezzi significativi – non pensiamo solo ai voti!- e per tutta risposta, invece di interrogarci, di parlarne insieme, di cercare di capire, assistiamo alla levata di scudi, questa sì la puoi chiamare giustizialista , soprattutto da parte di ragazzi che ancora – mi scusino eh- non sanno ancora abbastanza della vita vissuta, come fosse un gioco si accalorano ad insultare, (buffone?!), a creare catene di santantonio con l’ingiunzione imperativa dimettiti! … magari il loro “capo” è un vecchio compagno che trema per la sua , di candidatura… ma da chi siamo rappresentati noi, a Vicenza, in provincia, in regione? Il carisma chi l’ha visto? Mi sembra tanta presunzione, troppa arroganza, sempre pronti a stigmatizzare per distinguersi, quasi mai a chiamare intorno ad un tavolo per ascoltare e confrontarsi. Piccoli Napoleoni crescono armati contro,
non amano le costruzioni Lego. Hanno solo certezze. Studiare sui libri forse non basta per capire che il dubbio è… ..mah, mistero!
Regina. Ti prego. Lo so che non ti stanno troppo simpatici quelli che non hanno le tue stesse idee. E lo so che ti scaldi facilmente. Hai un carattere focoso, e questo è sicuramente un punto di forza. Ti prego solo di abbassare un po’ i toni e di cercare di pensare che altre persone possono non condividere le tue idee. E magari, se devi proprio insultare le persone (“Piccoli Napoleoni”), magari prima vai da loro, e ti confronti con loro. Insultare su dei commenti di un sito internet persone con cui non hai mai parlato (almeno con me) e di cui probabilmente conosci poco niente, tanto dal punto di vista politico quanto dal punto di vista umano, te lo potresti anche evitare. Certo, visto che io “non so ancora abbastanza di vita vissuta” è possibile che la comprensione di questo tuo comportamento sia al di là della mia portata. Cercherò di maturare al più presto, se è così.
Un saluto non polemico,
Stefano Poggi, quello che gioca a insultare.
Vrrei rammentare a Ginato che Massimo Calearo non à mollato in un momento qualsiasi, ma à mollato con Rutelli dopo aver assistito al congresso farsa che la sinistra organizzata ha inscenato dopo aver censurato la quara mozzione al congresso, la mia mozzione, in cui chiedevo al PD di dotarsi oltre che del nome dell’omologo partito americano, anche dello stesso statuto, che prevede due livelli di tesserati: i sostenitori che pagano poco e possono concorrere solo per le cariche locali, ed il secondo livello dei grandi elettori che concorrono per la camera il senato e le Europee, e prima di ogni elezzione al momento di scegliere le candidati, una convention dei grandi elettori permette a chiunque di esporre le sue testi. poi una votazione premia i migliori e non sono le segreterie che scelgono i ruffiaNi per mantener saldo il potere dei professionisti della politica, in America agirono così con OBAMA E CON LA CLINTON, questi soggetti vanno poi alle primarie dove tutti possono concorrere, anche quelli che non sono del partito.
Il secondo punto che avevo sviluppato era la scelta preventiva di un progetto sulla legge elettorale, messo appunto, per eliminare la cancrena della polverizzazione partitica, che à portato il nostro sistema politico ormai a livello di quello AFGANO, in cui ogni partito si trasforma in un clan che concorre al saccheggio dello stato, e chi meglio del doppio turno alla francese può portarci a realizzarlo, i Governi Francesi a quarantanni dalla morte di DEGAULLLE non hanno ritenuto di doverlo cambiare per non finire nel disastro come l’Italia, se dunque Calearo ha scelto di mollare più che denigrarlo si dovrebbe ragionevolmente comprendere che allo stato attuale non ce più posto per quelli come lui dentro il PD, e questo è un guaio serio per l’ITALIA. Rigoni Giuseppe
Spostare l’asse del partito totalmente a sinistra significa indurre tutto il ceto medio e gli imprenditori a riversarsi nel centro destra. per vincere sul centrodestra, dobbiamo ricreare le condizzioni per cui poter far convivere assieme gli imprenditori e la sinistra dentro lo stesso contenitore politico, vi siete mai chiesti come mai in America esiste un solo contenitore politico che rappresenta tutto il centro e la sinistra? il motivo è semplice si sono dati delle regole valide che diano possibilità a tutti di essere in qualche modo rappresentati dentro un unico contenitore politico, in assenza di queste regole finiremmo sempre per scambiare il principio della democrazzzia con quello dell’eugualitarimo proletario, mentre la parola democrazzia à un significato piu vasto, e significa dare rappresentanza alla sociatà nella sua pluralità organizzata, per una certa sinista Italiana però,
democrazzia significa ancora dominio della base proletaria sul resto delle categorie, queste però sono tesi Staliniste, non fu del resto la lotta tra Lenin e Trotzi che permise l’avvio della lotta proletaria contro il resto della società organizzata a suo tempo in Russia, ed i risultati li abbiamo visti alla fine, ed ora per colpa delle ottusità dei boscevichi la Russia dovrà pagare un conto immenso alla storia, dunque cerchiamo di essere obiettivi, a proposito andate da Galla a comperarvi il mio ultimo romanzo il Convento Scomparso e dopo averlo letto sarete tutti più riflessivi. rigoni giuseppe
Buongiorno a tutti,
io sarò veramente molto veloce.
Credo che l’Alleanza per l’ Italia (http://www.alleanzaperlitalia.it/) deve diventare anche l’alleanza per l’impresa, l’alleanza per l’economia, l’alleanza per le professioni.
Dobbiamo essere vicini a chi veramente lavora e produce nel paese.
Io sono un “nuovo” della politica prestato alla politica, però ho visto in questa iniziativa la voglia di creare (io sono un uomo dell’impresa, sì…) qualcosa che mancava nel paese, tante persone di buona volontà che ci hanno messo la faccia.
In un mondo di pecore, avere la voglia di metterci la faccia non è semplice, quindi ringrazio gli altri e voi che siete qui perché credo che sarà un’avventura molto interessante per il paese. Grazie.
Se avessimo potuto dare la preferenza alle persone invece che alla lista potrei anche capire che chi è stato eletto faccia delle scelte diverse. Così no!
Quando è stata annunciata la candidatura di Massimo Calearo confesso che ho avuto qualche giorno di sbigottimento e di avvilimento anche perchè ricevevo continuamente gli sfotto’ di quelli che fino a quel momento erano stati dalla parte del falco della Finmeccanica: ” non poteva andarci meglio-dicevano- ci siamo liberati di un c. e lo abbiamo appioppato a voi: due piccioni con una fava”.
Ebbene Massimo Calearo è venuto nella nostra Valle piu’ volte, disponibile, impegnato; si è dato da fare; ha creato un sito per tenere i contatti con le zone. Ha inaugurato uno stile che ho apprezzato e che avrei sempre voluto fosse quello dei nostri eletti e dei nostri dirigenti. Un bel giorno Massimo Calearo afferma che le province devono essere abolite, come da programma del PD. Come oche starnazzanti gli sono saltati addosso dicendogli che aveva capito male. E Massimo Calearo ha parlato sempre meno; ha chiuso il suo sito. Aspettava il momento per andarsene. Non so se qualcuno della segreteria provinciale o regionale aveva visto i sintomi dell’allontanamento ed ha fatto qualchecosa per evitarlo. Temo che l’impegno per programmare e realizzare la propria carriera fosse cosi’ pressante da togliere ogni capacita’ di operare per l’unita’ del PD, per non perdere una persona, che ha avuto coraggio, capacita’ di cambiare. Nella lettera aperta del segretario Ginato avrei voluto anche una nota di rammarico per la perdita che il partito ha subito ed il riconoscimento che forse qualche torto lo hanno avuto anche i dirigenti, poco attenti ed in altre faccende affacendati. Personalmente ringrazio Massimo Calearo per l’impegno, la buona volonta’, lo stile che ha portato nel breve periodo che è stato nel Pd con l’augurio che si possa ancora camminare verso obbiettivi comuni.
ALEXANDER PLATZ Era il 1960 quando accompagnato da un Ebreo, andai a far parte dei circoli Ginevrini, a quel grande pensatoio del futurismo Europeo, che preconiò con molti anni di anticipo la caduta del muro di Berlino, e con la caduta del muro, anche la caduta dell’inganno comunista che si celava dietro quel muro. Eravamo tuttti giovani allora, e con la caduta del muro, credavamo nella possibilità di costruire un’Europa unita e forte, che superasse gli steccati degli stati nazionali, tutti dominati dai loro egoismi, e dalle lobbi mafiose, e politico religiose. Fu il grande movimento denominato Neuie Forum, che riuscì ad aprire la breccia per primo al di la del muro, tra la nomenclatura militare della ex DDR di Hulbrict e di Honecher, e più in la dentro le viscere della Cecoslovachia a partire dalla Skoda di Pilsen. Ricordo all’epoca i primi viaggi oltre cortina nel 1.961 prima a Praga e poi a Mosca, nessuno di noi cercava la gloria, ci bastava sentirci partecipi di un grande gioco, un gioco che alla fine avrebbe sconvolto pacificamente il mondo, ed avrebbe tolto a tutti in casa nostra un alibi, per cui giustificare la presenza del fascismo come antidoto alle dittature rosse, che al di la del muro dominavano la storia. Dopo quei fatti, nessuno di noi à avuto successo in politica, a parte il professoor Havel a Praga, gli altri hanno tutti una professione, ed ogni tanto mandano dei messaggi al mondo politico, come sto facendo io adesso, coscienti tutti di aver svolto un ruolo chiave nel riassetto della futura Europa, che solo di recente à visto rattificato il suo trattato costituzzionale.
Ora inizzierà un’epoca nuova, un’epoca in cui la sovra struttura del governo Europeo, darà disposizzioni con diritto ai governi locali, e questi dovranno rispettarle, e più che alla esposizione delle croci nelle scuole, speriamo nella giustizziia federale, che con gradualità, ma anche con fermezza, riesca a mettere alla sbarra le malavitosità
locali che dominano i poteri nei singoli stati Europei, le malavitosità che vorrebbero disporre dei mezzi di comunicazione a loro piacimento, quelle che vorrebbero varare a livello locale delle leggi che producessero la immunità totale ai singoli padrini, quella che dovrebbe mettere alla sbarra tutti coloro che vorrebbero frammentare i singoli stati con delle secessioni, creando delle mini repubbliche dominate dalle mafiosità locali, quelle che vorrebbero mantenere le patrie neutrali per programmare le evasioni,e poi produrre delle leggi di tutela contro la rivalsa dei cittadini onesti.
Ecco perchè il giorno dell’aniversario della caduta del muro ero contento, perchè sento di essere stato utile all’Europa, e sopratutto all’Italia che da sempre è pervasa dalla mafiosità, contro la grande massa di cittadini onesti RIGONI GIUSEPPE
VARIATIGRAD…. il coordinatore del PD Vicentino voleva trasformare il caso Calearo, come hanno fatto a suo tempo gli stessi soggetti dentro la Margherita, con il caso di Carraro di Padova: e cioè cooptare un imprenditore anche abbastanza in vista, farlo eleggere onorevole, e poi ostentarlo come un feticcio agli iscritti, onde non possano dire (ma al nostro interno non ce spazzio per gli imprenditori). Massimo Calearo però non è Carraro, ed à accetato l’incarico penso sperando che venissero cambiate le regole interne al partito, e che il ruolo degli imprenditori e del ceto medio venisse legittimato dal congresso, con delle regole statutarie precise, cosa che non è successa, ed allora penso che ne habbia tratto le logiche e dovute conseguenze, abbandonando il partito.
Così adesso sarà la presidentessa passionaria, a dover mantenere le promesse di rifondare il partito, togliendolo dalle grinfie dei professionisti della politica ed anche dalla sue stesse grinfie, e riportandolo nelle mani dei cittadini che rappresentano la società. Come non vedere la degenerazione del sistema, che al momento da potere solo ai professionisti della politica, ed à trasformato Vicenza in una Variatigrad, dove solo i fedelissmi al capo fanno carriera, indipendentemente dalla loro mediocrità e dalla loro esperienza, ed anche dai loro trascorsi politici, quello che conta è di non contrastare mai il capo. così lui ha scelto dal direttivo del PD Vicentino, i più adatti a far avanzare se stesso nella carriera, i suoi gregari del domani, gregari che dentro il direttivo non hanno certo primeggiato, e poi à infilato i suoi fedelissimi sotto l’ala di Bersani e perchè nò, anche sotto l’ala di Franceschini, e da li sotto il futuro in politica e garantito. Rigoni Giuseppe
Vorrei spendere con un commento a sandro, del primo inserto, no.. Sandro stai sbagliando, comunque la si veda, la perdita di Calearo è grave per il PD, molto più grave della perdita di Rutelli, quello è un professionista della politica, Calearo è un libero imprenditore con le idee aperte, Ma appunto per questo diventa per noi una perdita grave, sulla quale andrebbe aperto un confronto, sulla nostra identità, se vogliamo essere un partito aperto, oppure un partito classista, sullo sfondo ce sempre la tragedia di Veltroni, e se vogliamo anche di Prodi, che se ne sono andati grazzie alla massiccia denigrazione della sinistra. Ce un punto in cui il Caudillio à ragione i comunisti come del resto i fascisti esistono ancora in Italia, e producono ancora molti danni per il paese.
Caro Ginato, durante il mese di dicembre ò dato le mie dimissioni dal partito democratico di Creazzo, motivo, ( mi sono reso conto che il modello di democrazzia che imponeva il segretario Professione, aveva di fatto chiso in un ghetto il partito) così ne sono uscito, per qaunto alle sorti della sezione di Vicenza che per anni avevo seguito, non credo siano migliori, e sono servite da trampolino di lancio a persone del tutto impreparate e bramose di mettersi in vista e di fare delle facili carriere in politica, in somma dei futuri professionisti della politica.
Così con gran sollievo di tanti di voi, anchio mi associo alla fila di coloro che vi abbandonano, augurandovi un futuro senzaltro radioso. con le mie scuse ai lettori del blog. RIGONI GIUSEPPE
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