Sbrollini: «Zaia è stato abbandonato in aula dalla sua maggioranza».
- Scritto giovedì 11 febbraio 2010 da Daniela Sbrollini*

Nella seduta del 10 febbraio l’aula di Montecitorio era chiamata ad approvare un provvedimento fortemente voluto dalla Lega e in particolar modo dal Ministro Luca Zaia. Mi riferisco alle disposizioni per il rafforzamento della competitività del settore agroalimentare. Nella fase di votazione del provvedimento l’aula ha assistito ad un confronto interno alla maggioranza che si è tradotto in un chiaro segnale politico rivolto alla Lega e allo stesso Ministro Luca Zaia.
La sensazione, e i fatti ne sono testimoni, Si è trattato di un segnale chiaro giunto dai banchi del PDL che, tra assenze e mancate votazioni, hanno di fatto visto l’abbandonare del Ministro Zaia che si è visto ritornare il suo provvedimento in commissione per un nuovo approfondimento. Nei fatti: la maggioranza ha affossato il provvedimento.
Si tratta di un chiaro segnale politico del PDL che esprime tutta la sua difficoltà nell’accettare la candidatura del Ministro Zaia a Governatore del Veneto. Questo non è altro che un nuovo segnale di sofferenza e di malcontento interno alla coalizione di Centrodestra, malcontento altrettanto presente tra l’elettorato Veneto.
La candidatura di Luca Zaia rappresenta un elemento di tensione e di divisione costante, sia nella politica che nella società veneta; il fatto registrato ieri sera in aula è un segnale forte che può rappresentare bene le difficoltà interne di una coalizione che potrebbe risultare incapace di governare la regione.
Il Veneto non ha nessun bisogno di un Governatore prigioniero dei Partiti o imbrigliato in mille mediazioni. Al Veneto serve uno slancio d’apertura e di coraggio sul futuro, per questo considero la proposta del centrosinistra e la candidatura di Giuseppe Bortolussi non una improvvisazione, ma una buona occasione per porre una reale prospettiva nella Regione. Si tratta di una candidatura che offre garanzie e capacità che possono ricercare e trovare la sintonia e il consenso con la maggioranza dei Veneti.
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