Dimissioni

  • sabato 1 agosto 2009

Agli amici ed iscritti del
Partito Democratico di Vicenza

Carissime, Carissimi democratici

Da ieri pomeriggio, venerdì 31 luglio, ore 18,30, sono candidata per la mozione Bersani alla segreteria regionale veneta.
E’ una scelta di campo e l’assunzione di un ruolo che sono incompatibili, con la carica di segretario provinciale di Vicenza che ricopro dal 24 novembre del 2007.
Per questa ragione rassegno con effetto immediato le mie dimissioni dalla segreteria provinciale.
Questa decisione è stata comunicata ieri sera stessa alla Commissione di Garanzia provinciale congressuale che ha il compito statutario di vigilare sul corretto andamento di tutta la fase congressuale.
Ho quindi invitato la Commissione a stabilire subito la data dell’assemblea provinciale che a norma di regolamento dovrà eleggere il nuovo segretario provinciale.
La commissione ha scelto la giornata di SABATO 19 SETTEMBRE presso la sede del P.D. di Vicenza, in via dell’Oreficeria.
Il mandato del nuovo segretario provinciale eletto dall’assemblea del 19 settembre 2009 avrà termine con la conclusione della fase congressuale di rinnovo delle cariche : spetta all’assemblea provinciale stabilire quale finestra temporale scegliere per i congressi dei circoli e del provinciale, se la prima ovvero fra il 15 novembre ed il 10 gennaio 2010 , o la seconda fra il 4 aprile ed il 30 maggio 2010.

Il giorno in cui sono stata eletta segretario provinciale ero nello stesso tempo emozionata e spaventata per il compito che mi era stato dato : ora che non sono più il segretario provinciale posso dire che sono felice di averlo fatto perché sono stati  i due anni della mia vita più intensi e straordinari sotto il profilo umano e relazionale.
Ho conosciuto decine e decine di donne e uomini eccezionali, animati da autentica passione politica  e totale dedizione al progetto di rinnovamento del Partito Democratico.
Sono stati mesi di lavoro intensissimo, di incontri, di grandi battaglie, di obiettivi raggiunti, qualche volta  di dolorose sconfitte.
Spero che anche il prossimo segretario provinciale possa avere la mia stessa fortuna :  unità, spirito di gruppo e la capacità di lavorare tutti insieme per il P.D., le doti che hanno caratterizzato questa provincia e questo partito a Vicenza.

So che la mia scelta di ieri, quella di accettare la candidatura alla segreteria regionale, è apparsa a molti di voi  incomprensibile o  persino intollerabile.
Io avevo proposto e sostenuto sino all’ultimo la candidatura di Stefano Fracasso, espressione dell’eccellenza amministrativa di questi territori, esempio di innovazione e coraggio nei temi ambientali, nelle politiche di integrazione, nelle strutture e reti per l’impresa in una terra di frontiera come Arzignano.
La persona giusta, come dimostrava la stessa lettera di sostegno dei sindaci di Vicenza, Padova, Venezia e Rovigo.
Ma la candidatura di Stefano si contrapponeva a quella altrettanto forte e ben sostenuta, ugualmente caratterizzata per il richiamo all’autonomia territoriale, di Laura Puppato sindaco di Montebelluna.
Fino all’ultimo si è cercata la soluzione unitaria ed una candidatura condivisa : e ieri mattina, all’alba, nell’impossibilità di scegliere fra Stefano e Laura senza rompere tutto ed avere due candidati all’interno dell’area Bersani, è stato chiesto a me.
Perché donna (una delle poche candidate possibili alla segreteria regionale), perché segretario provinciale e dunque legata ai circoli ed alle strutture territoriali del P.D, perché amministratrice sia pure da poco tempo in un comune particolare ed importante come Bassano del Grappa.
Non so se la mia scelta è stata quella giusta : ho deciso con lo stesso stato d’animo di 20 mesi fa, emozionata e preoccupata insieme.
Due anni fa sono partita da Bassano per Vicenza per costruire insieme a tutti voi un nuovo partito : in questo impegno ho dato tutta me stessa, con i miei limiti e le mie virtù, ma ho avuto la fortuna di trovare dirigenti, coordinatori di circolo, sindaci, amministratori, semplici iscritti  che con me ha lavorato senza risparmiarsi e nella massima condivisione.
Adesso da Vicenza parto per il Veneto : con la stessa speranza di cambiamento,  con lo stesso obiettivo di contribuire alla costruzione di partito diverso, con una forte identità politica e un chiaro progetto di governo anche per la nostra Regione ma partendo dalle esperienze vincenti di Vicenza, Schio, Valdagno, Bassano e dei comuni che amministriamo.
Senza però dimenticare chi lavora e con grande sacrificio nel ruolo di opposizione : una risorsa preziosa per il rinnovamento futuro.
Spero di fare insieme a voi questo percorso : non solo con chi voterà me, ma anche con quelli che voteranno per Andrea Causin o Felice Casson, persone alle quali va tutta la mia stima ed il mio incondizionato rispetto per l’impegno che anche loro si sono assunti.
Nel confronto ma insieme possiamo davvero costruire qualcosa di nuovo e più grande.
Un abbraccio a tutti.

Con un sorriso

Rosanna Filippin

Bassano – Vicenza , 1 agosto 2009

, ,

Vedi anche

  1. L'on. Sbrollini sulle dimissioni di Veltroni
  2. “Le dimissioni di Massimo Signorin sono una buona notizia per Arzignano”
  3. Il PD al rinnovo degli organismi locali

6 commenti a "Dimissioni"

  1. ERGRIO 6 agosto 2009 - 12:42

    Cara Rosanna,
    l’appetito vien mangiando, e allora avanti con le cariche.
    Per corretezza dovresti allora dimetterti anche da assessore esterno all’urbanistica di Bassano ,
    (Non conosciamo le tue competenza in campo urbanistico)

    Questa e’ la strada per Roma, ma non e’ la strada giusta per il PD.
    Tutto viene gestito dall’alto e la spartizione del potere non ha nulla da invidiare al PDL
    Saluti

  2. ENRICO 15 agosto 2009 - 15:04

    Come si suol dire l’appettito vien mangiando.
    Sei appena stata “nominata assessore esterno a Bassano(senza misurarti con il voto di gradimento degli elettori)
    con un assessorato non certo facile e anche senza avere grosse competenze specifiche.
    Dici tu stessa che la tua candidatura puo sembrare incomprensibile e forse intollerabile.
    E allora accontentati di quello che hai ricevuto e lascia spazio anche a altre persone,
    Buon ferragosto

  3. ENRICO 16 agosto 2009 - 13:51

    HO SCRITTO UN COMMENTO
    CHE NON E’ STATO ANCORA PUBBLICATO.
    DOVE C’E LA VERA DEMOCRAZIA E LA POSSIBILITA’ DI ESPRIMERE PARERI DIVERSI, NON SI CENSURANO I COMMENTI
    SALUTI
    ENRICO

  4. enrica tessarolo 23 agosto 2009 - 23:57

    E’ pur vero che ad agosto tutti anelano il meritato riposo; si stacca la spina, si va in vacanza , qualcuno anche solo con la mente, che rivolge altrove rispetto agli usuali impegni ed interessi. Di questa distrazione approfitta forse la politca, che un po’ in sordina tasta nuovi terreni, esplora ardite possibilità, lancia sassi per poi ritirare la mano, pensando che in fondo solo pochi l’hanno vista impegnata in quel lancio. Ma c ‘ è chi, per passione o per noia , i quotidiani, anche nei focosi giorni d’agosto, continua a leggerli, scoprendo così la possibile tresca tra PDL e PD , l’affaire Costa/Fassino – Galan in funzione anti Carroccio.
    Dopo mesi durante i quali l’identità del PD si è fondata molto anche sull’ antiberlusconismo, riusciamo ad immaginare quale reazione possa innescare la scoperta di tali intenzioni in quegli sparuti lettori agostani elettori, iscritti, militanti nel PD, nel PD veneto ?

    Meglio non saltare a conclusioni rapide e viscerali ( allucinante; la Caporetto per il partito, una follia , un suicidio ) ; meglio cercare invece di accostare la faccenda con raziocinio, spirito critico, menta lucida e aperta. E allora la presunta tresca veneta PDL PD conduce ad alcune irrinunciabili riflessioni su questo nuovo partito che veramente fatica a definirsi.

    La prima riflessione è questa: la compattezza del partito al suo interno; o meglio, per capirci: Costa parla per sé o per il partito? Fassino perla per sé o per il partito ? E se entrambi parlano per sé , cosa dice il partito, la segreteria nazionale ? E se parlano per il partito, perchè non è il segretario in carica ad esprimersi ? Ovvero visto le ambizioni federaliste del PD, su una questione tutta locale come le alleanze in vista delle prossime regionali, perchè non è il segretario regionale e solo lui ad esprimersi ? Il fatto che questa questione sembri trita e ritrita – era stata posta con forza già da Debora Serraccchiani lo scorso inverno – , non fa che dimostrare quanto poco, se non nulla, sia sia fatto su questo problema ; avviso ai naviganti: sembra quanto mai opportuno che le mozioni intenzionate a concorrere alla segreteria nazionale arrivino al congresso anche con delle proposte concrete capaci di regolare la comunicazione esterna ed interna del partito, con delle regole semplici ma efficaci in grado di tutelare l’identità che il partito dopo averla discussa, si vorrà dare.
    A questo proposito non si può sorvolare sulle querelle innescata dalla sentenza che esclude i professori di religione dagli scrutini: quella espressa dalla Binetti è l’opinione del partito o è la sua personale? Considerandone il mediocre spessore intellettuale, la banalità e incompetenza delle conclusioni, c’è da augurarsi che l’ opinione della Binetti sia sua e solo sua; la posizione del partito avrebbe potuto essere di più ampio respiro, attingendo, per esempio, alle considerazioni che sul tema dell’ insegnamento della religione a scuola , alcune menti fini dell’ intellighenzia patria stanno formulando ormai da qualche tempo: l’insegnamento della religione è imprescindibile in un paese come il nostro , la cui storia e civiltà da almeno 1700 anni si intreccia al pensiero cristiano; ma deve essere insegnamento della religione, del suo umanesimo, della sua storia, e , trattandosi di un insegnamento obbligatorio previsto dai curricola formatvi delle scuole statali, la scelta dei docenti non piò che spettare allo Stato, sulla base di certificate competenze e curricola. Si arriva a ridefinire il Concordato…..
    Peccato che una posizione su questa questione il partito non l’abbia presa…… oppure, tacendo ha avallato quella dell’ intraprendente teodem, ….oppure il partito una posizione ce l’ha , ma non era il momento opportuno per esprimerla…..

    Ma torniamo alla tresca estiva tra PD e PDL e alla necessità di approcciare la questione con mente lucida .
    Riemergono difficoltà di comunicazione : è opportuno, costruttivo che iniziative di questo genere, obiettivamente ad un primo acchito, sconcertanti, disorientanti, siano affidate ai media senza che chi le intraprende senta l’esigenza di fornire un chiarimento, se non altro agli iscritti ? E’ sufficiente una newsletter da diramare attraverso i database delle segreterie provinciali ……..una semplice newsletter in cui tu Fassino, tu Costa o chi altri scrivi “ caro iscritto al PD , in questo giorni leggerai nei quotidiani questo e questo….. sappi che ritengo valida questa strategia di alleanze per questo e questo motivo ….adesso ti ho spiegato, sei convinto, voterai ancora PD alle prossime regionali ? “
    Sarebbe anche un modo per tastare il terreno del consenso, perchè contrariamente a quanto auspicano Costa e Fassino, cioè un fronte capace di allontanare la Lega dal Governo regionale , l’alleanza PDL -PD potrebbe generare un allontanamento di entrambe le basi elettorali, proprio a vantaggio del Carroccio, o verso l’astensione: in nessun caso avrebbe vinto una matura democrazia.
    Piace Fassino grintoso che a Goffredo De Marchis [ intervista a Repubblica , 20 Agosto 2009 ] dichiara di voler giocare per vincere; lui, filiforme e dinoccolato, acquista i volumi di un oplita spartano, entusiasma, davvero, riscalda e incoraggia i cuori, come un veterano combattente quando non si arrende ad un Veneto e ad una Lombardia terre straniere per il PD, ha ragione da vendere…… ma poi incespica : “ Lì non basta riproporre il centro sinistra classico, il differenziale di voti è enorme . “; “ Bossi si sfida con nuove alleanze “ [ Repubblica, 20 agosto 2009 ]; “ le alleanze a livello locale devono essere figlie di processi politici che maturano nei territori, non di una formula astratta calata da Roma “ [ Corriere della sera, 18 agosto 2009 ] . Incespica Fassino su contraddizioni e strategie di facciata, anziché sostanziali.
    Vediamo le contraddizioni.
    Fassino parla di centro sinistra classico, anche costruendo parallelismi storici con il vecchio PSI “ c’ è stata una lunga stagione nella quale il PSI governava a Roma con la DC e gran parte egli enti locali con il PCI “ [ Corriere della sera, 18 Agosto 2009 ] ……, ma allora la novità del PD, dove sta? Il problema qui non è tanto l’opportunità o meno di presentarsi in Veneto e Lombardia nelle fogge del centro sinistra classico, ma piuttosto, a due anni dalle primarie, parlare ancora di PD nei termini di centro sinistra classico. Veramente crediamo che i milioni accorsi alle primarie del 2007, i nuovi iscritti, abbiano dato credito ad un partito di centro sinistra classico? Non hanno , invece , tentato di investire la propria passione e fiducia politica in una forza partitica, che necessariamente guardando ai filoni più progressisti del pensiero politico occidentale, sia in grado di declinarli alle esigenze e alle aspettative di una economia, di una società, di stili e abitudini di vita, di una mentalità che difficilmente possono essere comprese e gestite con approcci di matrice classica: l’ attuale crisi non è forse il risultato anche di politiche economiche ispirate ad uno zelante liberismo classico?

    Fassino afferma che le alleanze a livello locale devono scaturire da processi politici territoriali, e non essere calate da Roma: Giaretta , segretario regionale , è quanto meno scettico : “ Che il PD possa contribuire a far raggiungere il traguardo del ventennio al gruppo di potere allestito da Galan e distintosi per un considerevole attivismo affaristico, mi sembra improbabile e non sarebbe compreso dai nostri elettori “ [ Corriere della sera 20 agosto 2009 ]; Felice Casson è più esplicito : “ Il PD veneto non alza bandiera biianca e non inneggia a Galan. E a Piero Fassino ricordo che qui non siamo disposti ad accettare alleanze e candidati imposti da Roma “ , Andrea Martella, depuitato veneto, boccia la linea Fassino. Dunque sembra che per i veneti del PD questa alleanza non s’ abbia da fare; e allora Fassino o li ascolta questi veneti o deve ammettere che secondo la sua visione del partito , le allenaze anche a livello locale , devono continuare a rispecchiare le volontà romane; e siamo al classico centralismo democratico……
    Vediamo infine la debolezza della strategia approntata da Costa e Fassino.
    L’obiettivo è arginare, contenere una forza politico-culturale che spaventa, la Lega; spaventa perchè controllando il governo regionale veneto, ora con la legge quadro sulla riforma federale dello Stato, attraverso i decreti attuativi “ una regione come il Veneto spingerebbe fortissimo sull’ acceleratore “ , parola di Flavio Tosi, sindaco leghista di Verona, papabile per la carica di governatore alle prossime regionali. Quindi con un governatore leghista , F assino e Costa paventano una politica regionale sempre più rivolta al separatismo dal resto del paese e sempre più isolazionista dal resto del mondo, Unione Europea in primis.
    E’ un timore fondato: per mantenere desto il proprio elettorato e per distrarlo dai molti suoi compromessi, la Lega, ora forza di governo, non esita a cavalcare le proprie posizioni più estreme, veicolando modelli culturali , oltre che politici, nocivi a tutti, al Paese , alla sua economia, alla sua cultura; è questo il problema che il contenimento della Lega deve risolvere, ad là del fatto che le sua rivendicazioni autonomistiche rientrino in una reale strategia di governo, o siano piuttosto uno specchietto per allodole.
    Quindi le ragioni di Costa e Fassino sono condivisibili.
    L’alleanza con il PDL è davvero la via vincente al contenimento della Lega?
    A primo acchito sembra che, con questa alleanze, il PD si appresti più che altro ad imitare la Lega: non si alleò anche la lega, a suo tem po con Forza Italia , per entrare nella stanza dei bottoni
    ?……..
    Ma tentando di approfondire ci si deve chiedere quali siano le ragioni del successo della Lega.
    Una prima ragione, ora che la Lega è forza di governo e possiede un proprio quotidiano, può risiedere nelle sua capacità di controllare efficacemente la propria immagine attraverso i media…. bisogna quindi fare apostolato, girare il territorio e cercare un confronto, se non un dialogo ancora l, proprio con l’elettorato leghista, a cui vale la pena di disvelare alcuni peccatucci del Carroccio:
    il silenzio assordante con cui la Lega ha lasciato correre l’effluvio di denaro pubblico al Sud clientelare del sedicente Partito del Sud, abilmente confuso, questo silenzio complice e colpevole, dalle esternazioni sull’ inno di Mameli, sul dialetto a scuola ……
    l’invenzione delle ronde…….si pagano già tasse, imposte, tributi, contributi e questo governo , inclusa la Lega , non è in grado di farli bastare per finanziare un efficiente servizio delle forze dell’ ordine
    la politica immigratoria, che, stando alle stime di Bankitalia, toglie lavoratori alle aziende e alle famiglie in difficoltà complica la vita con vergognose procedura burocratiche per la regolarizzazione delle badanti extra UE; è bene far sapere che non tutte le domande per l’inserimento nel decreto flussi in scadenza nel dicembre 2007, dicasi 2007 , sono state evase………molte a 20 mesi di distanza sono ancora lì che aspettano, e con loro anche le famiglie., oltre che le badanti.
    La politica economica; visto che l’ elettorato leghista, soprattutto in Veneto , è particolarmente sensibile al destino del frutto del proprio lavoro, giustamente, quali sono le strategie delineate dalla Lega per affrontare e uscire indenni, se non rafforzati da questa crisi? Il federalismo? Il dialetto a scuola ? Le critiche all’ inno di Mameli? Una mentalità sempre più isolazionista, proprio adesso che i mercati emergenti hanno la faccia gialla e un tantino abbronzata? Le solite prediche contro l’Euro che ha fatto crollare export e lievitare i prezzi ?

    Ma sacramento!!!!!! E nessuno si incazza !!!!
    No nessuno, tanto meno i leghisti, che vedi caso , però , coincidono per la maggior parte, con quella compagine economica che è oggi maggiormente in sofferenza.
    Non si incazzano nemmeno i democratici: concentrati nell’ offensiva antiberlusconiana, ora disponibili a rinnegare per lo meno a livello locale – me come può reggere un partito in una tale schizofrenia ? – , hanno dimenticato l’altro avversario, mancando molte occasioni di colpirlo nel suo stesso terreno di battaglia. .
    La Lega aveva esordito bene, avvicinando la gente alla politica, rivendicando una politica ancorata al territorio, insomma abbozzando una forma rinnovata di democrazia. Peccato che non abbia proceduto in questa direzione e si presenti oggi come una forza politica e culturale retriva, che trae i propri vantaggi politici , anziché dalla costruzione di una partecipazione attiva e consapevole alla politica, da una propaganda demagogica e mistificatoria; piace ancora perchè comunque è sempre nel territorio, ne parla la lingua e lo sta ad ascoltare…. poi se le cose non si fanno, è sempre colpa degli altri. Si parla qui del partito; è vero invece che molte amministrazioni locali rette da leghisti funzionano bene.
    Nel suo confronto con la Lega , la posta in palio del PD deve andare oltre il governo regionale o il contenimento della Lega; deve essere la capacità di offrire un’alternativa di più ampio respiro, di offrire ai territori programmi e visioni capaci di valorizzarne i sistemi economici , di migliorarne gli standard di vita. Lo affermano, in altri termini, Felice Casson : “ Il metodo da mettere in campo deve essere radicalmente diverso… le alleanze si devono fare sui programmi, credibili e condivisi. “ [ Corriere della sera 19 agosto 2009 ], lo dice Sergio Romano: “ Per battere la Lega non basta immaginare nuovi schieramenti, e nuove alleanze. Occorre ….dimostrare che il governo, quale che sia la sua composizione, è disposto a fare scelte nuove, coraggiose e in alcuni casi ,inevitabilmente impopolari” e lo dice Eugenio Scalfari che in una intervista televisiva ha espresso chiaramente la necessità di una mutazione antropologica per il nostro paese: chi altro se ne può far carico, se non il PD ?
    Al mondo produttivo veneto il dialetto a scuola o il nuovo inno, non gli cambia la vita ; gli interessano di più discorsi che rivedano la struttura degli studi di settore, che gli facilitino l’accesso al credito, che gli assottiglino il ciarpame burocratico, rimasto tale nonostante otto anni di Lega al governo; gli dà fastidio, si capisce, che ci si occupi delle sanatorie per gli extracomunitari , quando per una concessione edilizia e qualsiasi altro tipo di permesso pubblico si diventa idrofobi e l’unico supporto sono avvocati, commercialisti, notai… che costano cari-
    Anche questo è il mondo, è la lingua dell’ elettorato leghista, un elettorato che l’oplita Fassino, ridivenuto filiforme e dinoccolato, si arrende, con la sua incongrua strategia di alleanze, a considerare straniero al PD. Vincerà giocando in questo modo?

    Non per semper fidelis, Enrica Tessarolo, delegata provinciale PD Vicenza.

  5. Daniela Dall'Osto 7 settembre 2009 - 15:58

    Condivido pienamente le osservazioni di Enrico ed Engrio sul tuo comportamento politico riguardante il PD.

    Il fatto stesso di aver dato le dimissioni dalla segreteria provinciale per ricoprire un assessorato ( carica impegnativa sia per il tempo da dedicare sia per le competenze) ed aver accettato di competere per la Segreteria regionale, sminuisce la tua immagine ed il ruolo delle donne in politica… sembrando una pura rincorsa alle cariche.
    Questo ci fa capire il tuo comportamento avuto nel passato. Quando si vuole essere dappertutto è come non essere da nessuna parte.

    Auguri per la tua corsa!! Cordiali saluti

  6. Antonio 25 settembre 2009 - 15:14

    Oh ma ‘sto sito quando è che lo aggiornate?
    L’ultimo post data 1 agosto, cioè quasi due mesi fa.
    Nel frattempo, per dire, è stato eletto il segretario provinciale provvisorio, mentre metà dei circoli della provincia hanno già svolto le votazioni per il congresso…
    Animo!


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