Ginato: «Acqua, la Lega pensa alle poltrone Il Pd difende l’interesse pubblico»
- martedì 8 dicembre 2009

«Nella Lega prevalgono le logiche spartitorie rispetto ai contenuti e al merito. A noi del Pd, invece, interessa difendere e rafforzare gli Ato, unico baluardo degli interessi pubblici nel governo dell’acqua». Con una nota del segretario provinciale Federico Ginato, il Partito Democratico interviene nel dibattito sul rinnovo dei vertici dell’Ato Bacchiglione, che governa sul ciclo dell’acqua.
Ginato interviene sulla scia delle recenti uscite del sindaco leghista di Thiene, Maria Rita Busetti. «L’unica sua preoccupazione sembra essere quella di tirare le orecchie all’assessore provinciale Pellizzari reo di aver ragionato pubblicamente sul futuro dell’Ato, e di aver espresso una posizione che non sarebbe stata concordata all’interno della coalizione di centrodestra. Dichiarazioni che fanno capire quanto nella Lega le logiche spartitorie prevalgano ormai sui contenuti e sul merito. Da un sindaco, mi sarei aspettato qualcosina di più e di diverso. Ad esempio, che la leghista Busetti spiegasse perché il suo partito non ha fermato il decreto sulla privatizzazione delle società che gestiscono l’acqua e che mette in difficoltà le aziende pubbliche del territorio. Aziende efficienti e che, a prezzi contenuti, portano acqua di qualità nelle case di vicentini. E perché la Lega si ricorda degli Ato solo ora e non quando Calderoli ha tentato di eliminarli?. Su tutto ciò il Pd la pensa diversamente. L’acqua deve rimanere nelle mani dei sindaci e gli Ato vanno rafforzati: sono l’unico strumento che gli amministratori hanno per impedire che, nella gestione dell’acqua, prevalgano gli interessi privati. Non vorrei che il via libera alle privatizzazione dei gestori fosse il primo tempo di una partita che prevede l’eliminazione degli Ato: a quel punto l’acqua non sarebbe più nelle mani degli italiani».
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Un commento a "«Acqua, la Lega pensa alle poltrone Il Pd difende l’interesse pubblico»"
Caro Ginato, ed a desso come la mettiamo? tutti speravano che i trasfughi del PD finissero nell’obblio, ignari che dietro questo grosso sommovimento cera un grosso aiscberg che si stava muovendo, e che l’ultima scianz, era l’acettazione della mia mozzione al congresso.
Repulsa quella, non restava che la riaggregazione in un gruppo di centro, dove forse il ruolo dei giovani contava di meno della navigata esperienza dei personaggi che lo componevano, a volte sai nella vita ci vuole anche della modestia, e spesso bisogna fare come fece Mose a suo tempo, porsi una meta, e lavorare perchè a raggiungerla sia il gregge, e non te stesso, certo che di giovani in fuga di recente, ne ò visti parecchi dentro il PD, chi sotto l’ala di Bersani, chi sotto l’ala di Paietta, pardon volevo dire Franceschini, ed altri sotto…. ma i contenuti per superare la crisi nessuno di loro gli à mai espressi, dunque… ti sei accorto che a Vicenza hai perso anche il gruppo storico che à fortemente voluto il PD?
Rigoni Giuseppe
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