Federico Ginato

«Una lista forte, con nomi scelti dagli iscritti». Promette questo per le elezioni venete di fine marzo il segretario provinciale del Partito democratico Federico Ginato. Ci saranno dentro i due uscenti, Giuseppe Berlato Sella e Claudio Rizzato, che nel 2005 avevano conquistato più di 13 mila e più di 10 mila preferenze e che si rigiocano il posto sul Canal Grande. Ma, per parlare in termini di briscola politica, gli altri sei della squadra non saranno “scartèle” messe lì per non disturbare i predestinati.
Come arrivare a scegliere i sei, il Pd lo deciderà martedì prossimo, in una riunione della sua assemblea di dirigenti e segretari di circolo del Vicentino. «Porterò una proposta da condividere con tutta la base del partito» annuncia Ginato. Sarà quella delle “primarie”?
Se il meccanismo pensato dovesse essere quello delle votazioni popolari aperte a tutti gli iscritti e elettori, la risposta è “no”. Troppo farraginoso andare un’altra volta a votare. Troppo sbilanciati i numeri territoriali per non temere che le sole grandi aree (Schio, Bassano, Vicenza) esprimerebbero da sole i candidati, senza possibilità di nomi di mediazione in grado di “coprire” tutto il Vicentino. A un’alternativa che faccia comunque esprimere gli iscritti, però, il segretario non rinuncia. Tempo qualche giorno e la si saprà.

Vedi anche

  1. Regionali. Riconferma per i consiglieri uscenti, gli altri candidati scelti dagli iscritti.
  2. Fracasso, Scalabrin, Beraldin e Ruffato i candidati proposti dagli iscritti
  3. Ballottaggi e referendum: lettera di Rosanna Filippin a iscritti e simpatizzanti
  4. Lettera agli iscritti del Partito Democratico
  5. Lettera di ringraziamento del segretario provinciale Rosanna Filippin a iscritti e simpatizzanti

Un commento a "«Regionali, una lista forte con nomi scelti dagli iscritti»."

  1. Rigoni Giuseppe 5 gennaio 2010 - 22:11

    Caro Ginato, quando la classe degli asini si sceglie il maestro finiscono tutti promossi, democrazzia non significa dare il potere alle masse legittimandole a scegliersi i candidati, questo modello di democrazzia è il modello proletario e null’altro, la vera democrazzia attua in se dei meccanismi che selezionino i migliori da mandare ai posti di comando. quando si adotta la tecnica di ponzio pilato che chiese al popolo chi doveva liberare, se GESU oppure Barabba, ebbene il popolo à scelto Barabba, solo che a Barabba non si è ispirato nessuno per fondare una nuova speranza. Il PD dopo aver censurato la mia mozzione al congresso, à finito per entrare in catarsi, e cosi delega l’ultimo della classe, a scegliera tra il popolo i candidati da mandare in regione, siamo messi bene veramente… RIGONI GIUSEPPE


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