Ginato: «Stipendi, la Lega pensi a tagliare quelli dei deputati».
- martedì 24 novembre 2009

«Troppo comodo parlare di tagli agli stipendi della giunta ora che a Vicenza la Lega Nord siede sui banchi dell’opposizione». Così il segretario provinciale del PD Federico Ginato interviene sulla proposta del presidente della Commissione bilancio di Vicenza Daniele Borò di tagliare le indennità della giunta.
«Il consigliere Daniele Borò – continua Ginato – dovrebbe cercare di ricordare, piuttosto, che il ministro leghista Roberto Calderoli ha presentato un disegno di legge che taglia sì il numero degli amministratori locali ma, guarda caso, si dimentica di tagliare non solo il numero dei parlamentari ma anche lo stipendio faraonico che percepiscono».
«È bene ricordare – aggiunge ancora – che un sindaco di una città come Vicenza percepisce un terzo di quanto viene percepito da un parlamentare. Viene il dubbio che anche i ministri della Lega siano afflitti da una doppia morale: quella da applicare al portafoglio degli altri e quella da applicare al proprio. E quest’ultima è quasi sempre molto più elastica. La vera mancanza di rispetto sta nel numero e negli stipendi principeschi dei parlamentari, dimostrando quanto il governo sia interessato a tutelare i privilegi di pochi a discapito delle vere necessità del Paese».
Il segretario del Partito democratico considera, infine, i tagli nei diversi settori. «I leghisti sono bravissimi a tagliare in modo indiscriminato i fondi alla scuola, alla sicurezza, agli stessi enti locali, lasciando soli i cittadini italiani proprio in un momento di crisi, in cui le aziende chiudono e la disoccupazione cresce a dismisura a dispetto del vuoto ottimismo del presidente del Consiglio».








Un commento a "«Stipendi, la Lega pensi a tagliare quelli dei deputati»."
Aggiungerei che sarebbe altresì corretto che gli eventuali eletti che per qualsiasi ragione cambiassero idea sull’appartenenza al partito che con l’attuale formula delle liste chiuse li hanno fatti eleggere , dovrebbero avere almeno l’onesta di riconoscere almeno l’intera retribuzione ricevuta alla originale formazione politica del territorio !
( suggerimento da inserire in un auspicabile codice disciplinare del partito… )
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