“Volgare strumentalizzazione”. Non troviamo parole migliori di quelle usate dal governatore del Veneto Giancarlo Galan per commentare la mozione che presenta in Provincia il centrodestra sulla sentenza della Corte Europea sul crocefisso, l’ennesima goccia in un vaso già traboccato.

Certo, quella sentenza fa discutere e non la condividiamo come non la condividono molti italiani e vicentini. Ma non condividiamo nemmeno la levata di scudi, il comportamento di chi ora si straccia le vesti istituzionali, sfruttando il suo ruolo pubblico, in difesa della religione cristiana e dei suoi simboli, salvo poi comportarsi, sempre sfruttando quello stesso ruolo pubblico, in maniera diametralmente opposta ai principi cristiani. Ci sembra che si predichi male e si razzoli peggio. E’ una difesa che suona falsa come una moneta da tre euro, un atteggiamento ipocrita che ha la strumentalizzazione politica della vicenda come unico mezzo e come unico fine.

Ci chiediamo: che senso ha presentare una mozione per chiedere la proliferazione dei crocefissi nelle scuole e il giorno prima e il giorno dopo sostenere la costruzione di una base di guerra in suolo vicentino, come fa il primo firmatario Cattaneo; base di guerra che di rispetto dei valori cristiani, e non solo cristiani, ha ben poco? Che senso ha difendere a spada tratta il crocefisso, come fanno i leghisti, e il giorno prima e il giorno dopo fare a gara con i colleghi di partito a chi è più razzista e intollerante contro gli immigrati, magari mentre si riempie un’ampolla di “acqua santa” del dio Po?

La sentenza della Corte ha un aspetto positivo: ha aperto un confronto di idee e i confronti sono sempre positivi in un paese infarcito di “yesman”. Ma la piega che ha assunto la faccenda, anche nel Vicentino, ha un sapore quasi medievale, sa di caccia alle streghe, di inquisizione. Se vogliamo parlare di crocefisso, di laicità, di cultura, di tradizioni, facciamolo seriamente e serenamente, e non in modo volgare e strumentale come sta avvenendo in questi giorni in cui sindaci, improvvisatisi talebani cristiani, minacciano multe a chi non espone il crocefisso e in cui vengono compiuti raid notturni contro chi con la sua denuncia ha avviato il processo della Corte Europea, con azioni in perfetto stile Ku Klux Klan.

Anche questa mozione presentata in Provincia è sintomo di un clima fortemente ostile, che in nome delle libertà religiosa intende lanciare una crociata per fini politici. Una crociata di cui nessuno sente il bisogno, così come affermato, pochi giorni fa, dal Vescovo di Padova.

GRUPPO CONSIGLIARE PD PROVINCIA DI VICENZA

Pietro Maria Collareda
Mauro Beraldin
Armido Besco
Luigi Manza
Matteo Quero
Ugo Retis

Vedi anche

  1. «Sul caso Montecchio dal centrodestra comportamento vergognoso».


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