On. Calearo: Berlusconi e la Lega dimenticano il Veneto!
- mercoledì 11 marzo 2009
Berlusconi e la Lega dimenticano il Veneto!
Viviamo una delle crisi più drammatiche che il nostro sistema economico abbia mai affrontato. La situazione è drammatica e il premier sorridente se la prende con i mezzi di informazione che descrivono la realtà. Ogni giorno chiudono fabbriche e negozi. Ogni settimana le aziende vedono diminuire ordini
e fatturati, migliaia di lavoratori perdono il posto. E il governo che fa? Getta fumo negli occhi degli italiani.
Leggo le tabelline sui finanziamenti di opere pubbliche distribuita ieri dal Cipe e mi chiedo fino a quando si potranno continuare a prendere in giro gli italiani con questi trucchetti da illusionisti. Ma davvero qualcuno crede che per rimettere in moto il Paese il Ponte sullo Stretto di Messina sia l’opera
più importante? O, per stare a casa mia, a Vicenza, finanziare la ristrutturazione di un aeroporto come quello di Vicenza che in questi anni, al di là di qualche collega imprenditore con il jet privato, ha fatto decollare
solo debiti e buchi di bilancio?
Se poi andiamo a guardare nel dettaglio l’elenco delle opere pubbliche finanziate ci accorgiamo che la fetta più consistente va al sud. Per carità, è giusto distribuire le risorse equamente in tutto il territorio nazionale, ma non mi pare che il finanziamento della Caltanissetta-Catania o delle reti
metropolitane di Palermo e Catania sia un modo per premiare la buona amministrazione di quei territori.
Che ne pensano i colleghi leghisti, i ministri veneti di questo governo, il presidente Galan?
La grande fetta del PIL Italiano si produce nelle nostre fabbriche, i nostri amministratori pubblici sono esempio di correttezza e buona amministrazione, eppure, in un momento di difficoltà come questo, il governo si dimentica completamente della vera e autentica locomotiva del Paese.
Mi chiedo: quanti chilometri di ferrovia ad alta velocità si potrebbero realizzare con i 1,3 miliardi destinati ai primi lavori per il Ponte sullo Stretto? Un’opera che costerà 6 miliardi di euro (e sono pronto a commettere
che il prezzo lieviterà almeno al doppio) è veramente essenziale al nostro sistema economico? O piuttosto non servirebbe investire in un sistema di trasporto efficiente, nel riammodernamento di una rete stradale obsoleta, nell’avvicinare l’Italia all’Europa dotandoci di infrastrutture all’altezza delle sfide che ci attendono in futuro e provando a guardare con un po’ di lungimiranza verso i mercati e i sistemi paese con i quali già oggi noi imprenditori ci confrontiamo tutti i giorni?
Calearo, Federalismo, Parlamento
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