La sanità veneta nell’era Zaia

  • Scritto martedì 1 giugno 2010 da Giovanni Reginato*

Martedì 25 maggio si è riunito il forum sanità, nella sede provinciale del PD.

L’ultimo incontro del forum si era svolto a Bassano, il primo marzo, nel corso della campagna elettorale. In seguito, dopo il voto e la successiva fase di assestamento, sono state nominata la Giunta e le Commissioni Consiliari. A quel punto, mi sembrava utile un nuovo incontro con i componenti del forum, per fare il punto sulla situazione attuale, commentare le prime prese di posizione dell’Assessore alla Sanità Luca Coletto e del Presidente Zaia, e per valutare le prospettive future e le possibili proposte del PD. All’incontro hanno partecipato anche i due Consiglieri Regionali Vicentini, Giuseppe Berlato Sella e Stefano Fracasso, quest’ultimo componente della quinta commissione. Il loro contributo è stato utile e preciso nel ricordare le pesanti responsabilità e il vuoto politico lasciato dalla precedente amministrazione, sia nei lavori della commissione che del consiglio, e i dati di bilancio, oltre che le prospettive future.

In realtà il PD di proposte in tema di sanità ne ha già fatte parecchie, a partire dal Piano Socio Sanitario regionale, depositato ormai 2 anni fa all’attenzione del Consiglio Regionale e della quinta commissione, e mai discusso. A fronte di ciò fa da contraltare la grave responsabilità dell’amministrazione Galan, che nel quindicennio trascorso alla guida del Veneto non ha mai voluto affrontare l’argomento, e non ha mai redatto un nuovo Piano sanitario, dimostrando in tal modo di navigare a vista, in tema di sanità, e di governare l’esistente con un sostanziale vuoto di idee, e senza una visione strategica del futuro. Nel corso dei precedenti incontri, tale argomento è stato già trattato, anche se, ovviamente, in molte occasioni esso riemerge, a dimostrarne l’importanza.

Nell’incontro del 25 maggio sono stati affrontati vari argomenti, ma sono stati particolarmente sentiti quelli relativi al bilancio regionale, al deficit del comparto sanità, e ai conti delle ULSS: cercherò di fare una sintesi, con particolare riguardo a questi temi.

È emerso che il deficit regionale 2009 ammonta a circa 101 milioni di euro, e che i dichiarati 25 milioni in realtà sono il risultato del riaggiustamento artificioso dei conti degli anni precedenti. Oltre a ciò è dolorosa la prospettiva che nel 2010 il deficit raggiunga i 150 milioni di euro, se non interverranno manovre correttive. Si è ricordata inoltre la pesantissima la responsabilità della precedente Giunta, che nell’imminenza delle elezioni regionali abolì l’addizionale IRPEF (dello 0,5 %) ai redditi  superiori ai 29.500 euro, privandosi così di 130 milioni di entrate.

È stato poi posto il tema della sostituzione del Segretario Regionale alla Sanità, Ruscitti: la Lega vuole furbescamente nominare un commissario, cosa che farebbe la Giunta, anziché un Segretario, come spetterebbe al Consiglio. Tutto per avere le mani libere nella scelta di un posto che sarà delicatissimo, in previsione dei prossimi tagli, che saranno invitabili.  HYPERLINK “” \l “top#top” \o “blocked::#top” Continuando con i problemi di bilancio, non poteva mancare l’accenno alla costruzione dei nuovi ospedali, in project financing: in questo modo per molti anni somme ingenti verranno sottratte ai bilanci delle ULSS, con alto rischio di tagliare risorse ai Servizi. La nostra proposta  consiste nell’istituzione di un fondo regionale ad hoc, riservato al project financing.

Dovremo fare i conti, purtroppo con una riduzione dei trasferimenti statali al Veneto per la Sanità, pari a circa 100 – 120 milioni (in meno, in relazione alla finanziaria del Governo): ciò si tradurrà come minimo in un blocco del turn over del personale. Occorre ricordare che in Veneto la spesa complessiva per il personale sanitario negli ultimi anni è calata, maggiormente rispetto alle altre regioni italiane, anche se c’è un aumento pro capite di 25 euro (in 5 anni !!, siamo all’ultimo posto !!), contro gli 87 euro della media in Italia. La traduzione pratica di questi numeri significa organici all’osso, migliaia di giorni di ferie arretrate, migliaia di ore di straordinari, e altre situazioni che abbiamo più volte denunciato e per le quali non abbiamo avuto risposte convincenti. Un blocco del turn over sarebbe devastante, come lo è la mancata stabilizzazione dei precari: se i lavoratori servono vengano messi in ruolo, ponendo fine ad una stressante e demotivante incertezza sul proprio posto di lavoro e sul proprio futuro. La nuova amministrazione regionale non può continuare ad ignorare che negli ospedali del Veneto mancano circa 1000 medici e 2000 infermieri, come denunciava il precedente Assessore Sandri (leghista e veronese, come quello attuale). Ora, che risposte dà o darà l’assessore Coletto ? L’amara verità è che dai nostri Consiglieri Regionali viene stimato in circa 200 – 230 milioni il fabbisogno ulteriore per la sanità Veneta 2010: verranno recuperati probabilmente con nuove tasse, o con ticket. A fronte di tutto ciò, assistiamo a dati a dir poco allarmanti sulle Case di Cura accreditate: spendiamo, negli ultimi 5 anni 16 euro in più per abitante, enormemente al di sopra della media italiana, che ne spende 2,5 in meno. L’Italia spende meno per le Case di cura, e noi, in evidentissima controtendenza, aumentiamo di moltissimo la spesa pro capite la sanità privata, diversamente rispetto ad esempio alla Lombardia, che spende 5 euro in meno.

E’ del tutto evidente che per la sanità veneta si preparano anni di ulteriori sacrifici, dopo quelli di vacche magre appena trascorsi. In tal caso occorre guardarsi in faccia e dare contenuti agli slogan che a lungo sono stati sbandierati: che cosa vuol dire federalismo ? Anzitutto assunzione di responsabilità, che deve valere a tutti i livelli. Nella nostra Provincia, e anche in quella di Treviso, vi sono tutto sommato buoni standard di prestazioni, e i sacrifici li abbiamo già fatti, quando si effettuava il riparto dei fondi regionali per le ULSS: sarebbe disdicevole far ricadere ancora su di noi gli ulteriori tagli  che purtroppo si prevedono: i Vicentini hanno già dato.  Unanime è stata, fra i componenti del forum, l’accordo su questo punto.

Non manca fra i democratici il senso di responsabilità, e la consapevolezza che le risorse non sono infinite. Occorre avere il coraggio di dire che alcuni ospedali non hanno più ragione di esistere, se non quella di voler averne uno vicino ad ogni campanile. Oggi questo non è più possibile, pena lo spreco di denaro pubblico (che potrebbero essere usate in altro modo, ad esempio sulla prevenzione), e, in alcuni casi un incremento del rischio clinico: basti solo l’esempio dei reparti d’ostetricia dove si fanno solo cento parti all’anno, in cui possiamo dire che vengono meno anche i criteri di sicurezza.

In conclusione, il forum deve costituire un osservatorio attentissimo sulla realtà sanitaria veneta ed in particolare della nostra provincia, in strettissima relazione con gli operatori del settore, con gli amministratori locali (da seguire, a tale proposito, i lavori delle conferenze dei Sindaci e del loro coordinamento), con le associazioni di volontariato (delle quali il PD costituisce sicuramente un interlocutore affidabile), e ovviamente con i circoli del Partito Democratico.

*Responsabile Sanità PD Vicenza

Vedi anche

  1. Sanità veneta. Il punto del forum provinciale.
  2. «Voto di fiducia in Regione, Zaia inizia proprio male».


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