- Scritto venerdì 11 giugno 2010 da Fabio Siviero*

Federico Ginato e Luigi Creazzo
Il PD vicentino dà il via al Congresso che rinnoverà, nella finestra dal 17 al 20 giugno, i suoi organi territoriali locali (i Circoli) e provinciali (la Segreteria e l’Assemblea dei delegati).
Alle ore 24.00 di giovedì 10 giugno, termine previsto per la presentazione delle candidature, due sono stati i candidati che hanno raccolto e depositato presso la sede di via dell’oreficeria le 100 firme necessarie a correre per la Segreteria provinciale; gli iscritti sono chiamati a scegliere tra Federico Ginato, attuale Segretario Provinciale, e Luigi Creazzo, responsabile Diritti e Nuova Cittadinanza del PD veneto.
Questo momento congressuale ha grande importanza per la vita organizzativa e politica del Partito e darà agli eletti il compito di radicare il PD nel territorio vicentino per i prossimi quattro anni, attraverso proposte ed iniziative concrete vicine ai cittadini.
Il programma di Federico Ginato (PDF, 28 KB)
Il programma di Luigi Creazzo (PDF, 48 KB)
*Presidente commissione provinciale di garanzia
Nelle prossime settimane si terranno i congressi del Partito Democratico di Vicenza per eleggere la dirigenza che guiderà il partito nei prossimi 4 anni. Si completa così il percorso che ha visto eleggere in autunno il segretario nazionale Pierluigi Bersani ed il segretario regionale, la vicentina Rosanna Filippin.
Tra il 17 e il 20 giugno verranno celebrati negli 83 Circoli della provincia i congressi dove si voterà per eleggere il segretario provinciale, l’Assemblea provinciale, i segretari e i direttivi dei circoli locali.
Per quanto riguarda la segreteria provinciale, i candidati hanno tempo fino a giovedì 10 giugno per presentare la loro candidatura mentre chi intende candidarsi alle altre cariche lo potrà fare fino alla data stessa dei congressi. A ciascun candidato alla segreteria saranno collegate una o più liste di candidati che andranno a comporre l’assemblea provinciale proporzionalmente ai voti ottenuti dai candidati alla segreteria. In un secondo momento, l’assemblea provinciale eleggerà la direzione provinciale.
Per il segretario provinciale uscente Federico Ginato, eletto nel settembre 2009 in sostituzione di Rosanna Filippin, termina la fase di traghettamento del partito che lo ha visto impegnato nell’organizzare le primarie dello scorso autunno e nel coordinare la campagna per le regionali appena terminate. “Guidare il PD in questo periodo non è stato sicuramente facile” – commenta Ginato – “dal momento che ci siamo trovati in campagna elettorale permanente, prima al nostro interno e poi verso l’esterno. Con questi congressi termina finalmente la fase di rinnovamento delle cariche e il nuovo segretario da settembre potrà concentrarsi con maggiore attenzione sui numerosi problemi che attanagliano la nostra provincia. C’è bisogno di un partito che sia in grado di ascoltare i cittadini, di fare sintesi e di dare delle risposte concrete e non episodiche. Tutto ciò richiede idee al passo con i tempi, una struttura adeguata, dirigenti sempre più competenti e tanta generosità. Sulla qualità dei nostri dirigenti (testimoniata anche dal fatto che governiamo in numerosi centri della provincia) e sulla generosità non temiamo confronti, sulle idee e sulla struttura avremo modo di lavorare con maggior impegno e organicità nel periodo di vacanza elettorale (Roma permettendo) che ci aspetta. Il primo obiettivo è quello di preparare uno schieramento competitivo per le elezioni provinciali previste nel 2012.”
- Scritto martedì 1 giugno 2010 da Federico Ginato*
Cari democratici, care democratiche,

domani è la festa della Repubblica. Una data che sembra dimenticata, come ormai dimenticate e prive di senso appaiono le feste del 1° maggio e del 25 aprile. Per la maggioranza degli italiani sono forse diventate un’occasione in più per fare shopping o per organizzare la classica gita primaverile mentre quei pochi che ancora osano ricordarne il significato più profondo appaiono irrimediabilmente come dei nostalgici. Non è infatti più “di moda” ricordare che la Stato repubblicano assieme alla Costituzione, ai valori del lavoro e della Resistenza sono i pilastri sui quali abbiamo costruito una convivenza pacifica, in grado di garantire all’Italia uno sviluppo economico capace di rispettare la dignità umana ed i diritti fondamentali del cittadino.
E forse ricordarlo non è nemmeno politicamente conveniente dal momento in cui ci sono partiti che, alla ricerca di una legittimazione culturale e politica, hanno costruito parte delle loro consenso su una tenace ed organica revisione della storia d’Italia.
Che senso ha dunque festeggiare la Repubblica? Trovo la risposta nelle sagge parole del Presidente Napolitano secondo cui “celebrare la Repubblica e l’Unità d’Italia è un investimento per il domani, per favorire la soluzione dei problemi che sono dinnanzi a noi”.
Vorrei allora che ci ricordassimo tutti che festeggiare domani la Repubblica non significa voler vivere nel mito del passato ma camminare con un passo più fermo e rapido verso il futuro. Significa uscire dagli angusti confini di un localismo sempre più esasperato e inconcludente per ritrovare una coesione nazionale che ci permetta di costruire uno stato su base federale più efficiente ma anche più giusto, più libero, più solidale. Una coesione che non potrà mai esserci se non si ritorna ad un rispetto, non solo formale, dei valori che alimentano la nostra Costituzione. Sono valori eterni sui quali abbiamo costruito la nostra democrazia e che possono ancora illuminare i momenti di difficoltà che come italiani ci troviamo e troveremo a vivere.
Ecco perché vi chiedo di festeggiare la Repubblica esponendo con orgoglio la bandiera tricolore alle vostre finestre. Ogni famiglia ne dovrebbe avere una. Come Partito Democratico ieri sera ne abbiamo distribuite 500 ai coordinatori di circolo, chi ne fosse sprovvisto può richiederla a loro o alla sede provinciale del partito.
Un grazie di cuore e buona festa.
*segretario provinciale del Partito Democratico
- Scritto lunedì 31 maggio 2010 da Federico Ginato*
Con la riforma Gelmini si può dire addio ai percorsi individualizzati e addio anche alla qualità dell’insegnamento poiché non si migliora la scuola tagliando gli insegnanti e aumentando il numero degli alunni. La visita alla scuola di Montecchio ci conferma che i tagli indiscriminati di organico avranno un impatto durissimo nelle classi dove il numero di alunni disabili e stranieri è significativo: con l’abolizione delle compresenze e l’avvio del percorso che porterà al docente unico nella suola primaria, si elimineranno automaticamente i percorsi pensati per le categorie in maggiore difficoltà (durante le ore di compresenza uno dei due insegnanti si dedica normalmente al recupero o rinforzo di situazioni problematiche) e si costringeranno gli alunni con DSA (disturbi specifici dell’apprendimento) come dislessia e disgrazia a rivolgersi ad aiuti privati.
Alla manovra per ridurre i posti in organico si accompagnerà l’aumento del numero degli alunni per classe. Nelle materne l’anno scorso non si poteva costituire una classe se non c’erano almeno 18 bambini (la precedente normativa ne prevedeva 15). Stessa situazione alle elementari, dove nel 2009 il numero minimo è salito da 10 a 15 per classe. Ma non basta. Dal prossimo anno scolastico le scuole dovranno prepararsi alla fase due: dopo avere alzato l’asticella del numero minimo legale (al di sotto del quale non si può istituire una classe) anche il numero massimo di alunni è destinato a salire. Alle elementari e medie avremo classi con 26-27 ragazzi e alle superiori con 30-33.
Altra questione centrale è l’indebitamento delle scuole, nella nostra provincia ci sono istituti che da mesi pagano di tasca loro gli stipendi e non hanno i soldi per le supplenze.
A tutto questo si aggiunge l’assenza totale di strumenti didattici anche banali; mentre viene pubblicizzata la lavagna interattiva multimediale come la frontiera tecnologica che rende gli istituti all’avanguardia, nelle scuole non ci sono soldi per la cancelleria di base e sempre più le insegnanti pagano con i loro soldi ciò che serve agli alunni oppure sono costrette a chiedere aiuto alle famiglie o agli enti locali, già in difficoltà, per le fotocopie, i gessi, il materiale anche per il più semplice progetto didattico
*segretario provinciale del Partito Democratico
- Scritto giovedì 13 maggio 2010 da Federico Ginato*

La discussione tra Covolo e Faccio su Facebook (via iodemocratico.it).
Dalle parole del Sindaco di Breganze Silvia Covolo abbiamo capito che, secondo lei, i leghisti sono “più neri dei neri” e si collocano quindi in una spazio politico e, soprattutto, ideale che sta più a destra della vecchia Alleanza Nazionale. Anzi, con lo slogan “boia chi molla” sembra quasi rimpiangere i tempi del fascismo e di tanti giovani che, tragicamente, aderirono alla repubblica di Salò. Queste considerazioni sono suffragate anche dalle sue dichiarazioni rilasciate ad un quotidiano dove afferma che, con le sue parole, voleva solo sottolineare che la “Lega è un partito di destra”.
Ora, a fronte di tutto ciò, credo sia lecito domandare al senatore Franco, segretario provinciale della Lega Nord, se condivide le dichiarazioni rilasciate da un sindaco vicentino iscritto al suo partito. Caro senatore, la Lega è un partito di destra? I leghisti sono “più neri dei neri”? Oppure ci stiamo solo occupando di una amministratrice particolarmente confusa sul piano ideale e storico che, dopo appena un anno, è già messa in discussione dalla stessa maggioranza che l’ha appoggiata? Immagino che il PDL di Breganze avesse le sue buone ragioni quando, qualche settimana fa, ha deciso di costituire un gruppo a sé e ha ritirato gli assessori che aveva in Giunta dopo aver accusato il Sindaco di non coinvolgere nessuno nelle decisioni che riguardano il paese. Viene quasi da pensare che anche loro non sentano il bisogno di una “donna della provvidenza”.
*segretario provinciale del Partito Democratico
Ha avuto luogo nei giorni scorsi, nella sede provinciale del Partito Democratico, un incontro sulla questione della pedemontana veneta.
Alla presenza dei coordinatori di circolo e degli amministratori locali dei comuni interessati dal passaggio della superstrada, si è costituito un importante gruppo di lavoro sul tema, che avrà il compito di raccogliere le istanze del territorio, fare sintesi delle diverse posizioni emerse e tenere costanti rapporti con i Consiglieri regionali vicentini.
I referenti, rappresentativi delle zone maggiormente attraversate dalla pedemontana, sono figure di grande competenza che da tempo si occupano a livello locale della questione: Alfio Piotto, coordinatore di zona del PD sarà il referente per l’area bassanese; Alberto Rigon, consigliere comunale di Breganze sarà il referente per il thienese e Maurizio Scalabrin, già sindaco di Montecchio Maggiore, che si occuperà dell’ovest vicentino.
“Questa iniziativa” afferma il Segretario provinciale Federico Ginato “vuole essere una risposta concreta del Partito provinciale in termini di vicinanza al territorio su una questione controversa che ha visto gruppi di cittadini attivarsi per proporre osservazioni e modifiche ad un progetto quantomai impattante a livello ambientale. Il Partito Democratico vicentino vuole sostenere le iniziative promosse a livello locale e dar loro maggiore forza attraverso questo gruppo di lavoro.”