- Pubblicato martedì 12 luglio 2011 da Keren Ponzo
I tagli dei finanziamenti all’istruzione dell’ultimo triennio hanno determinato nel Veneto la riduzione di circa 5000 cattedre. Pensavamo che avessero già chiesto molto al nostro sistema scolastico, ma non è finita qui, ovviamente.
Il ministro Gelmini ha pensato bene di rincarare la dose. Anche per il prossimo anno infatti ci sarà un consistente taglio agli organici della scuola pubblica veneta: previsti 1398 posti in meno. Ancora una volta tagli indiscriminati a tutti i livelli: 34 posti in meno per la scuola dell’infanzia, 748 per la primaria, 143 per la media inferiore mentre le superiori avranno un taglio di ben 541 docenti.
L’aggravante, mi permetto di dire, è che il ministro ha sempre ribadito che il tempo pieno non sarebbe stato toccato: ma come facciamo ad avere il tempo pieno se nella scuola primaria almeno 400 posti da tagliare rientrano tra quelli previsti dalla riduzione del tempo scuola da 30 a 27 ore settimanali? Tale riduzione renderà di fatto impossibile alle scuole primarie venete continuare a svolgere il tempo pieno e questo graverà pesantemente sulle spalle delle famiglie. Senza contare il danno che ne riceveranno gli studenti con la didattica del tempo pieno stravolta, che non vedrà più le compresente.
E la nostra regione cosa fa? Qual è la posizione della giunta regionale? Ci dice che sta alacremente lavorando, congiuntamente con il ministero competente, affinché il Veneto non venga ulteriormente penalizzato e recuperare altresì qualche cattedra – delibera della giunta regionale 72/iim del 24 maggio 2011-. Qualche cattedra? Ma ci si rende conto che sono loro al governo del Paese e della Regione? Si rendono conto che stanno uccidendo la scuola pubblica a tutti i livelli? Probabilmente sì, ma poco importa. Poco importa se un Paese come l’Italia avrà un sistema scolastico da terzo mondo, non in grado di affrontare le sfide del futuro con generazioni nuove preparate e in grado di competere a livello mondiale con le altre potenze economiche, specialmente quelle emergenti. Non gli interessa. E poco interessano anche tutte quelle famiglie che del tempo pieno e prolungato hanno bisogno per la propria organizzazione oltre che per la qualità dell’insegnamento. Poco interessa di tutti quei docenti che non avranno più una cattedra e ragazzi a cui insegnare. Poco interessa del nostro Paese. Un Paese senza investimenti nella cultura e nell’istruzione è un Paese che andrà poco lontano, è un gigante con le gambe d’argilla.
*responsabile scuola PD della provincia di Vicenza
- Pubblicato mercoledì 29 giugno 2011 da Alessandra Moretti
L’impostazione della relazione del Segretario Pierluigi Bersani interpreta il cambiamento: quell’ondata recente di aria fresca e di belle speranzeda cui trarre considerazioni importanti anche per quanto attiene l’organizzazione del partito, il suo radicamento nei territori, il legame tra eletti ed elettori, tra iscritti ed elettori.
Il Paese è già cambiato e noi non dobbiamo far altro che interpretare il cambiamento e tradurlo in fatti operativi sia dal punto di vista organizzativo che da quello programmatico. Da quest’ultimo versante, in particolare, è necessario mettere al centro della nostra agenda il tema dei giovani e del lavoro; perché affrontare questi due argomenti significa guardare al futuro e quindi parlare di famiglia e welfare, di ambiente e sviluppo energetico, di impresa e fisco.
Circa le primarie, ritengo che esse siano il “mito fondativo del PD”, lo strumento più azzeccato per poter valorizzare questa voglia di partecipazione degli elettori che si esprime anche attraverso l’individuazione del miglior candidato.
Credo che proprio su questa partita il PD avrà il coraggio di imporre una linea di apertura, di inclusione e di vera partecipazione, che deve rappresentare ciò che ci distingue da chi concepisce il partito come una proiezione individualistica ed egoistica del proprio leader.
Il nostro vuole invece essere un partito plurale, aperto al territorio e ai circoli; un partito che faccia del confronto il suo punto di forza.
Il PD che cresce nei sondaggi e che si impone come primo partito in Italia, è quello che Pierluigi Bersani ha in questi anni riassettato attraverso una nuova impostazione, che si è rivelata vincente, che rifiuta la concezione del partito dominante, del partito unico che corre da solo.
Gli elettori premiano chi sa fare gioco di squadra; chi sa guidare con autorevolezza il gruppo valorizzando tutte le risorse che ha a disposizione.
Una nuova visone della politica dunque che ci obbligherà anche a rivoluzionare semanticamente le stesse parole, a partire da quella di “partito” che, necessariamente, dovrà confrontarsi con il senso di democrazia partecipata dei grandi movimenti i quali ci guardano e sono in attesa di sentirsi rappresentati da un Pd capace di guidare il Paese verso un’obbligata quanto mai necessaria Rinascita Democratica.
*membro della Direzione Nazionale del Partito Democratico
Pubblichiamo le foto della Festa Democratica Provinciale di Schio. Inviateci anche le vostre!
Per ricevere una copia stampata, si può scrivere una mail o chiamare in segreteria provinciale allo 0444 569552.
Prima giornata



Seconda giornata



Terza giornata



Quarta giornata



- Pubblicato venerdì 17 giugno 2011 da Il Gazzettino
I
l Pd Vicentino è già in campagna elettorale e dopo quella referendaria guarda alla grande festa democratica in programma a Schio da domani. La lunga marcia del partito in vista del rinnovo della Provincia, tra un anno, prosegue a ritmi serrati. Un Pd che, anche alla luce del recente tonfo elettorale del centrodestra e del successo del referendum, lancia il guanto della sfida agli attuali inquilini di palazzo Nievo e forse per la prima volta in tanti anni lo fa coltivando e la speranza concreta di un cambiamento.
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La corsa per Palazzo Nievo è ufficialmente aperta. Il Pd di casa nostra non perde tempo e inizia già a pensare, a distanza di un annetto dall’appuntamento con le urne, ai prossimi appuntamenti elettorali. Con una priorità: il rinnovo, appunto, dell’amministrazione provinciale. La sfida è in salita, ma i democratici ci credono e ci credono perché questa volta intravedono la concreta possibilità di un inversione di tendenza. «Guardiamo, ad esempio, a quello che è successo pochi giorni fa nella Treviso di Gentilini e di Gobbo», spiega il segretario provinciale del Pd Federico Ginato. Il riferimento è anche lì alle recentissime elezioni provinciali, con il centrosinistra che «è arrivato a un incollatura dall’alleanza Pdl-Lega». Un segnale, prosegue, che fa ben sperare e che conferma «il buon radicamento del nostro partito sul territorio».
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- Pubblicato giovedì 19 maggio 2011 da Federico Ginato
“La demagogia leghista sulla questione dell’immigrazione è ormai arrivata al capolinea, per anni hanno seminato pregiudizi e paure, additando il centrosinistra come la causa di tutti i mali, ora di quei pregiudizi e di quelle paure sono vittime gli stessi politici leghisti.” Così Federico Ginato commenta le polemiche seguite all’arrivo dei profughi nel vicentino, “È la legge del contrappasso ed è evidente che nella LEGA di lotta e di governo si è rotto qualcosa: chi è di lotta come il presidente della Provincia Schneck non va più d’accordo con chi si professa di governo e cioè il presidente della Regione Zaia e il ministro Maroni. Non so se i veneti siano interessati a sapere quali delle due anime prevarrà ma di sicuro sono interessati a capire come pensiamo di risolvere il problema. Il PD non sottovaluta assolutamente l’impatto che potrebbe avere l’arrivo di alcune centinaia di profughi ed esprime un giudizio critico per come sono stati trattati i sindaci che dovevano essere coinvolti fin dall’inizio in quanto primi rappresentanti dei cittadini. Detto ciò, i problemi restano e dobbiamo affrontarli con coraggio e buon senso.
Ai Sindaci chiediamo di avere fiducia nelle istituzioni e di collaborare per trovare una sistemazione ai profughi che possa garantire una buona accoglienza ma anche i necessari controlli sanitari e l’applicazione di misure di sicurezza affinché nessuno debba ricevere un danno. Al Presidente della Regione Zaia e al Presidente della Provincia Schneck diciamo che nessuno può chiamarsi fuori alla prima difficoltà giocando a scaricarsi le responsabilità l’uno con l’altro, hanno sempre detto che governare a Roma, Venezia e Vicenza sarebbe stato molto utile per i cittadini perché creava una filiera politica, ora dimostrino di avere la capacità, la forza e la volontà di affrontare questa crisi che altrimenti saranno solamente i Veneti a pagare.
Al Governo infine chiediamo di stanziare immediatamente tutte le risorse necessarie per affrontare la situazione e di porre precisi limiti temporali alla permanenza dei profughi.
Il PD e i suoi amministratori, per il bene della nostra terra e dei suoi valori, non li lasceranno soli.”
*segretario provinciale del Partito Democratico
- Pubblicato giovedì 19 maggio 2011 da Emilia Laugelli
Era il 1999 e nel Kossovo imperversava la guerra, il Comune di Schio si fece promotore di un’iniziativa, denominata “progetto OASI”, al quale aderirono altri comuni dell’alto Vicentino, un gruppo di cittadini e diverse associazioni. Come Assessore al Sociale, mi recai personalmente al Centro di Pronta Accoglienza di Trieste per accogliere e portare a Schio, in un appartamento del Comune, una famiglia di 9 persone, rifugiati politici in fuga dalla guerra.
Da allora, sotto la tutela dei progetti umanitari dell’Acnur (Alto commissariato nazioni unite per i rifugiati) i Comuni dell’Alto Vicentino hanno accolto e ospitato, per periodi più o meno lunghi, decine e decine di profughi e rifugiati.
Nacque in quel contesto un’associazione, “Il mondo nella città”, che in questi giorni sta lavorando al fianco della Prefettura e de per l’accoglienza dei profughi dalla Libia.
L’Alto Vicentino è sempre stato attrezzato per la gestione di progetti umanitari. Nessuno si è opposto ad una scelta di solidarietà e accoglienza gestita con la serietà che serviva e gli strumenti giusti.
Quando c’è lungimiranza ed esperienza, non c’è emergenza che possa spaventare. Mi auguro che questo modello possa diventare patrimonio di tutta la provincia e del Veneto, e che lo spirito solidaristico di questo territorio recepisca oggi più che mai il grido di aiuto che si sta sollevando dalle terre africane.
*direzione provinciale del Partito Democratico