- Scritto sabato 1 maggio 2010 da Chiara Luisetto*
Un Primo Maggio in pericolo quello che festeggiamo quest’anno.
Molti negozi in tutta Italia saranno aperti e molti lavoratori del settore commerciale costretti al loro posto, senza alcun rispetto per il significato profondo di questa festa.
Beniamino Deidda, procuratore capo di Firenze, parla di “sordità culturale” pensando al silenzio che circonda i processi sulle morti bianche, la stessa superficialità con cui spesso si legge questa festa tanto da ritenere superflua la chiusura degli esercizi commerciali, come si trattasse di un normale sabato di spese.
Ma il Primo maggio è ben altro, una data fondamentale da rispettare e salvaguardare perché ci parla di ciò che facciamo, del nostro agire quotidiano e delle mancate tutele che lo indeboliscono.
E’ di questi giorni l’emendamento Damiano che colpisce l’impianto del ddl sul lavoro, restituendo ai lavoratori la libertà di scegliere, caso per caso, se ricorrere alla giustizia ordinaria oppure all’arbitrato dopo che la controversia sia sorta e non all’inizio del rapporto di lavoro come voleva il governo.
Una vittoria importante che va nella direzione delle modifiche proposte dal Presidente della Repubblica al “collegato lavoro”, le quali hanno costretto la maggioranza a correggere alcuni punti in contrasto con principi e norme inderogabili, anche se purtroppo sono ancora molti gli aspetti di questo provvedimento che peseranno sulle lavoratrici e i lavoratori. Vengono, ad esempio, ridotte le sanzioni per il contrasto del lavoro sommerso; penalizzate le lavoratrici limitando il part – time nelle pubbliche amministrazioni e sostituendo i “Comitati per le pari opportunità” con organismi generici sul “benessere lavorativo”; ridotti i permessi per l’assistenza a persone non autosufficienti; abbassato vergognosamente l’obbligo di istruzione a 15 anni seguito da un apprendistato senza garanzie formative; cancellata la responsabilità penale verso i lavoratori esposti all’amianto negli aerei e navi dello Stato.
Una politica del lavoro distruttiva, portata avanti dal ministro Sacconi che ha anche ridotto le sanzioni previste dal Testo Unico sulla Sicurezza e vuole ora mettere la mani sullo Statuto dei Diritti dei Lavoratori, non certo per aumentarne garanzie e tutelare diritti, bensì al solo scopo di mettere al riparo i soliti furbi che non rispettano, mettono in pericolo, lucrano sulla pelle di chi lavora.
Noi, Partito Democratico, diciamo NO a questo continuo svilimento del lavoro, all’assoluto disinteresse per chi vive la cassintegrazione, la disoccupazione oppure è vittima della poca sicurezza nei cantieri e nelle aziende; i quattro incidenti sul lavoro al giorno, i 1600 all’anno non possono passare sotto silenzio o peggio ancora essere oggetto dell’indifferenza del Governo.
Il Primo Maggio deve essere una giornata rispettata e celebrata, occasione non perdibile per far luce sulla situazione drammatica di molti lavoratori.
Non dobbiamo stancarci di pretendere più sicurezza, maggiore equità, pene più severe per chi mette in pericolo la vita dei lavoratori e soprattutto più dignità alla base dell’occupazione, oltre la conservazione del presente, pensando alle nuove generazioni di lavoratori che devono poter crescere nel nostro Paese, senza essere costretti a cercare le opportunità che meritano altrove.
Buon Primo Maggio a tutte le lavoratrici e i lavoratori del nostro paese!
*responsabile segreteria provinciale PD
- Scritto martedì 30 marzo 2010 da Federico Ginato*
Le vittorie di Lonigo e di Cogollo del Cengio dimostrano che il PD è in grado di mettere in campo persone e progetti capaci di avere il consenso degli elettori. Spero che le vittorie di Giuseppe Boschetto e di Riccardo Calgaro pongano anche qualche domanda ai livelli “alti” del partito: perché si riesce ancora a vincere a livello locale mentre a livello regionale e nazionale si passa da una battuta d’arresto all’altra? È solo merito delle persone e di alleanze più o meno trasversali? Personalmente non credo che le sconfitte siano da addebitare agli elettori bensì all’incapacità dei partiti di dare delle risposte valide e soprattutto chiare alle preoccupazioni e alle attese della persone. Il PD nei prossimi giorni dovrà interrogarsi su questo ed evitare di perdere tempo in una caccia all’untore quanto mai inutile e dannosa.
*segretario provinciale del Partito Democratico
Stefano Fracasso e Giuseppe Berlato Sella, rispettivamente con 9246 e 7866 preferenze, sono stati eletti consiglieri regionali del Partito Democratico per la Provincia di Vicenza. Su 14 seggi che in Veneto spettano al PD, 2 sono stati infatti attribuiti alla nostra provincia.

Risultati definitivi.
AGGIORNAMENTO 30 marzo ore 9:42
Aggiornata la pagina di ContiamoVI con i dati definitivi della Provincia di Vicenza.
Qui la pagina del Ministero dell’Interno con tutti i risultati.
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AGGIORNAMENTO 29 marzo ore 23:24
Concludiamo la diretta di ContiamoVI. I dati dello spoglio si possono seguire sul sito del Ministero dell’Interno.
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Dopo il successo delle primarie ritorna ContiamoVI: in questa pagina puoi seguire lo spoglio dei seggi della provincia.
Attenzione: RISULTATI PARZIALI.
ContiamoVI riporta dati non ufficiali, passibili di errori ed inesattezze. Si declina ogni responsabilità.
- Scritto martedì 23 marzo 2010 da Davide Del Sale*

La vicenda prende risvolti inquietanti soprattutto perché vengono coinvolti dei bambini della scuola elementare, come al solito l’amministrazione Cecchetto riesce a trasformare anche un principio legittimo in un disastro per la città…
Giusto è rientrare dei costi ma sbagliatissimo il modo, non si possono mettere dei bambini alla berlina togliendogli il cibo dalla bocca per colpire i genitori… le problematiche possono essere molteplici e di varia natura, forse se si uscisse dalla logica dello stato di polizia e invece della Polizia locale si fosse intervenuti con gli assistenti sociali si poteva capire il perché delle insolvenze… e sicuramente se non si fosse seguita la strada di colpire i bambini ma si fosse proceduto con ingiunzioni di pagamento e pignoramenti si sarebbe evitato una violenza su chi non ha nessuna colpa.
Lascio a voi pensare come si sono sentite quelle creature quando gli si è detto davanti a tutti: tu non mangi perché i tuoi non possono pagare!
Grazie a DIO i bambini sono più saggi di questi adulti che li amministrano e si sono spartiti il cibo come insegna la nostra cultura e civiltà.
Queste azioni approssimate dell’amministrazione Cecchetto dimostrano ancora una volta il livello di dilettantismo che finisce per colpire la dignità di tutto il paese.
Montecchio non è solo un paese dove si devono togliere le panchine per l’ordine pubblico, dove si fanno ordinanze sulle galline nei balconi o si lasciano i bambini senza cibo… occorre che chi ha amore e dignità per questo paese faccia sentire la sua voce uscendo dall’ipocrisia degli schieramenti politici, ora non è più una questione di destra o sinistra ma di rispetto dei Montecchiani.
Ed ora non manca altro che il solito “brava Milena” del Senatore Franco per completare l’opera.
*Coordinatore circolo PD di Montecchio Maggiore