No nucleare? Io ci provo

  • Scritto giovedì 11 marzo 2010 da pdmarano*

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8 marzo 2010: è tempo di bilanci?

  • Scritto lunedì 8 marzo 2010 da Marina Petroni*

Difficile proporre riflessioni non scontate sulle donne, sulla vita, sul ruolo, sul futuro delle donne in Italia, oggi 8 marzo 2010. Si rischia, come ogni anno, di parlare, un po’ sconsolate, un po’ orgogliose, della difficile conquista dei diritti politici, in primis il voto, dei diritti sociali, il lavoro, l’istruzione, la carriera, l’UGUAGLIANZA tra i generi. La strada lasciata alle nostre spalle è lunga ed è stata impervia, ricca di sfide e di pericoli, affrontati con molta determinazione. Tuttavia il ricordo delle difficoltà e delle battaglie combattute e vinte è andato via via sbiadendosi nella memoria, al punto che è praticamente impossibile farlo presente alle giovani donne, convinte che la vita riserverà loro “parti uguali” della torta delle opportunità.

Un bel documentario della serie “La Storia siamo noi” della RAI ci dà l’opportunità di fissare nella memoria stagioni che abbiamo vissuto o di cui abbiamo sentito parlare:

Nel 1975, anno internazionale delle donne, finalmente le Nazioni Unite fissarono questa ricorrenza come Festa Internazionale della Donne. In questa pagina possiamo leggere la storia dell’8 marzo, una storia fatta di grandi manifestazioni per il diritto di voto (1910), per chiedere la pace, cercando di porre fine alla 1° guerra mondiale (1917).

Sorge allora il dubbio: ma non era la ricorrenza di una lotta di operai finita tragicamente? Pare proprio di no! Ma allora, perché ne abbiamo parlato per tanti anni?
Credo che il motivo risieda nell’attribuire al LAVORO e alle lotte per un’equa retribuzione, per migliori condizioni di vita nei luoghi di lavoro, un’importanza fondamentale, al punto da creare una leggenda per poter dare valore a questa giornata.

Oggi il lavoro è tornato ad essere la nostra principale preoccupazione, compromesso da una crisi di cui si vuole negare l’esistenza, di cui questo governo non vuole farsi carico.
Per le donne vicentine, occupate per il 54 %, contro un tasso nazionale di occupazione del 47%,è stato un momento molto duro, perché ha fatto ridimensionare bruscamente le speranze personali e familiari: sono in pericolo gli investimenti a lungo termine, soprattutto i pagamenti dei mutui per la prima casa, ma non solo. Si allontanano per le giovani donne le speranze di un inserimento lavorativo adeguato.
Le previsioni per l’uscita dalla crisi sono estremamente variabili, ogni economista dà la sua interpretazione, ma al di là delle teorie, rimane la cruda realtà dei nostri paesi e delle famiglie. Una provincia prima al top delle classifiche economiche, già da molti mesi presenta risultati con il segno meno. Gli ammortizzatori sociali stanno arrivando alla fine, serpeggia tra la gente un senso di disperazione. Le donne hanno pagato la crisi in anticipo, con pesanti adeguamenti nei settori produttivi dove più diffusa era la presenza femminile, soprattutto nel settore tessile.
Non consola molto la ricerca del Dipartimento di Scienze della Formazione dell’Università di Verona sull’imprenditoria femminile. Certo, le imprenditrici vicentine, per la maggior parte artigiane, resistono molto meglio di altre realtà alla difficile congiuntura, ma rappresentano solo il 9%.

La fiducia nel sistema paese sta crollando: non solo appaiono ad ogni angolo furbi e furbetti, con tesori nascosti e “amici” compiacenti. Anche le semplici regole della democrazia, una data, un orario, una firma, sono variabili, stiracchiabili di qua e di là, a seconda della convenienza. Di sicuro, dirà, o ha già detto, era un complotto, perché si sa che i talebani e i comunisti in realtà sono le stesse persone.
Propongo un 8 marzo di rifiuto dell’ovvio, di trasformazione delle MIMOSE così inermi in CARCIOFI, che mi sembrano decisamente più agguerriti e minacciosi.
Dobbiamo vigilare su questa democrazia così teorica e fragile, non possiamo rischiare di trasformarci tutte o in veline o in casalinghe della pubblicità, ci sono cose più serie da fare nella vita che togliere la polvere da scaffali e pavimenti!
PER ESEMPIO VIVERE UN 8 MARZO DI VIGILANZA PER LA DEMOCRAZIA!

*responsabile Pari Opportunità PD Vicenza

Il PD provinciale ha scelto gli otto candidati alle prossime elezioni.
Otto figure capaci e competitive, espressione delle diverse anime interne e vicine al partito e delle professionalità ed esperienze che esso contiene. A fianco dei due uscenti riconfermati Giuseppe Berlato Sella e Claudio Rizzato, il PD mette in campo sei nomi di primo piano, «una squadra con una buona componente femminile e con un’ampia esperienza amministrativa alle spalle (quasi tutti i candidati sono o sono stati amministratori locali) – afferma il Segretario provinciale Ginato – che darà certamente soddisfazioni in termini di proposte e sarà in grado di raccogliere un ampio consenso».

Questi i nomi:
Mauro Beraldin, nato e risiede a Bassano del Grappa, 50 anni. Ragioniere e ufficiale degli alpini in congedo. Impiegato ASL. Nel 1995 è stato candidato sindaco di Bassano per la lista “Progressisti”, oggi Consigliere Provinciale e Presidente del Consiglio Comunale di Bassano.
Eleonora Bertin, nata a Belluno, 31 anni, vive e lavora a Vicenza, è impiegata e laureanda in Politica ed Integrazione europea. Aderente al progetto del PD dalla sua nascita, è membro del coordinamento cittadino ed è stata delegata al congresso nazionale di quest’anno.
Franca Bortolamei, nata a Gazzo padovano oggi vive e lavora a Vicenza, 60 anni, è logopedista. Dopo essere stata assessore alla cultura, dal 1993 al 1997 è stata sindaco di Gazzo. Da sempre impegnata nell’associazionismo cattolico, è stata vicepresidente del settore adulti di A.C. nella diocesi di Vicenza.
Stefano Fracasso, già sindaco di Arzignano dal 2004 al 2009, 45 anni, insegnante di liceo si è occupato per anni di questioni ambientali, ora è consigliere comunale
Mario Marobin, 59 anni, nato in provincia di Vicenza e laureato in Fisica, dopo aver insegnato nelle scuole secondarie, lavora nell’industria privata nell’ambito della ricerca e dello sviluppo nel settore dell’automazione di fabbrica. E’ vicesindaco del suo comune a Campiglia dei Berici.
Cristina Ruffato, nata a Vicenza e vive a Zané, 44 anni è medico e svolge attività di formazione presso i corsi di qualifica professionale del Centro Studi Musicoterapia Alto Vicentino. Attualmente è capogruppo per il PD in consiglio comunale a Zanè (dove è stata candidata sindaco nel 2009 e dove vive da circa otto anni) e coordinatrice del locale circolo.

In questa pagina le schede di tutti i candidati.

La campagna elettorale del Partito provinciale inizierà ufficialmente con una grande cena, aperta ad iscritti e simpatizzanti, alla presenza di Giuseppe Bortolussi e dei candidati Consiglieri. L’appuntamento è per martedì 16 febbraio alle ore 20 al ristorante Ai Gelosi di Quinto Vic.no.
Per prenotazioni, telefonare alla sede provinciale del PD al numero 0444.569552 o inviare una mail all’indirizzo segreteria@pdvi.it.

Intervista a Daniela Sbrollini

  • giovedì 28 gennaio 2010

Fonte: Radio Radicale
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