Giuseppe Berlato Sella - 8.03.10

Le donne e il mercato del lavoro

Giuseppe Berlato Sella

8 marzo. Una data-simbolo, una ricorrenza che ha visto sfumare il significato originario, per divenire almeno occasione di riflessione e proposta. Il mix lavoro-famiglia, per una donna, diviene sempre più difficile da realizzare, complice sì la crisi ma anche l’offensiva combinata società-welfare, che costringe le donne alle corde.

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Daniela Sbrollini - 23.02.10

«Il lavoro torni ad essere una priorità».

Daniela Sbrollini

La cronaca odierna con il terribile tentativo di suicidio dell’imprenditore salvato dai fratelli, riporta alla luce tutta la drammaticità e le difficoltà che quotidianamente imprenditori, operai e lavoratori di ogni settore devono sopportare. La crisi economica fa riflettere tutti sulla drammaticità del momento che stiamo attraversando.

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25 novembre, giornata internazionale contro la violenza sulle donne

  • Scritto mercoledì 25 novembre 2009 da Marina Petroni*

È una ben triste giornata quella che ricorre oggi, 25 novembre!
Una giornata per ricordare quanto sia diffusa la violenza sulle donne, violenza che viene esercitata in piccolissima percentuale in luoghi pubblici, da parte di estranei e che invece risulta annidata tra le pareti domestiche, ad opera delle persone che più dovrebbero proteggere, sostenere, condividere un progetto di vita comune.
È una giornata difficile, perché anche le Parlamentari europee confermano la cruda realtà dei fatti: le donne stesse, in tutta Europa, non considerano un reato la violenza domestica (98% delle intervistate) e quindi assegnano una dimensione “di scusabilitàâ€, di dialettica coniugale a situazioni anche gravissime, che spesso ritroviamo poi nella cronaca nera.
È perciò evidente che il cammino da fare è ancora molto lungo, la sensibilizzazione contro le violenze domestiche deve essere portata all’interno dei gruppi di discussione, dentro ai luoghi di aggregazione delle donne, in primo luogo, e poi deve diventare motivo di confronto, anche aspro, nella società in genere. Perché è pure molto evidente che non è la denuncia dei casi già avvenuti che può migliorare la qualità della vita delle donne e delle famiglie, ma una reale prevenzione psicologica.
Infatti, ci si è chiesto molto spesso quali siano i meccanismi che trasformano un mite marito e padre in un energumeno che sfoga le proprie frustrazioni sulle persone indifese che si trova in casa!
Non è facile rispondere!
E non è facile immaginare un miglioramento della situazione esistente, considerando il sovraccarico di preoccupazioni che la crisi economica, con la perdita del lavoro e l’inquietudine per il futuro, potrà rovesciare addosso alle famiglie.
Certo non basta dire che si deve eliminare la debolezza per raddrizzare i “rapporti di forza†di un legame, come quello matrimoniale e familiare, che dovrebbe essere improntato al reciproco sostegno e solidarietà. Non è sufficiente quindi dare più forza alle donne, anche se può essere una strada da percorrere per mille altri motivi.
Sappiamo però che un deterrente formidabile contro comportamenti aberranti è il controllo sociale!
Ecco allora che dobbiamo marcare con forza questa giornata, per dare coraggio alle donne di denunciare i soprusi, per incentivare comportamenti di supporto nelle autorità di polizia, per far applicare i giusti protocolli negli ambulatori dei Pronto Soccorsi, per avere giusti e rapidi processi in modo da far uscire allo scoperto il problema e cominciare a valutare la grandezza di tutto l’iceberg.
Il rimedio vero, però, la grande utopia, è pensare ad una società che alleva i suoi figli, maschi e femmine, nel rispetto reciproco e nella valorizzazione delle particolarità di ciascuno.
Certamente è un sogno, ma un grande partito politico come il nostro, come il Partito Democratico, deve proporre anche uno stile di vita che rispecchi i nostri ideali, tra cui annoveriamo il concetto di una vera uguaglianza delle persone, nel rispetto delle differenze.

*responsabile Pari Opportunità PD Vicenza

2009: ancora omofobia?

  • Scritto martedì 24 novembre 2009 da Giacomo Possamai*

2009: ancora omofobia?

Mercoledì 25 novembre alle ore 20:30 nella sede dell’Informagiovani a Vicenza in contrà delle Barche 55 (di fronte al teatro Astra) si terrà l’iniziativa “2009: ancora omofobia?” organizzata dai Giovani Democratici della provincia di Vicenza (in collaborazione con la Rete degli studenti e Aletheia).
Gli ospiti saranno Franco Grillini, presidente onorario di Arcigay, deputato per i Democratici di Sinistra dal 2001 al 2008 e storico esponente dei movimenti omosessuali e Fausto Raciti, segretario nazionale dei Giovani Democratici. Il moderatore sarà Enrico Peroni, presidente di Aletheia (associazione LGBT vicentina). Il dibattito andrà ad affrontare la tematica dell’omofobia sotto diversi profili: si partirà dalla “legge Concia”, affossata un mese fa in Parlamento, che prevedeva l’aggravante della discriminazione sessuale per le aggressioni personali, per arrivare alla discussione sui diritti civili, tema sul quale l’Italia è in pesantissimo ritardo rispetto agli altri paesi europei.
La fase congressuale ha permesso al Partito Democratico di tornare a fare politica, quella vera: abbiamo ricominciato a parlare di temi importanti, ad interagire con i diversi mondi che compongono la società italiana. Ora però non possiamo fermarci altrimenti torneremo ad avvitarci nello sterile dibattito interno che ci ha bloccato nell’ultimo anno: dobbiamo continuare a promuovere incontri sui territori, lavorando per la creazione di una chiara e forte identità del nostro partito. E come giovani di sicuro non possiamo e non vogliamo tirarci indietro.

*segretario provinciale dei Giovani Democratici

Con Berlusconi libri a pagamento per tutti.

  • Scritto martedì 24 novembre 2009 da Keren Ponzo*

â€Il Governo ha soppresso con la finanziaria lo stanziamento di 103 milioni di euro per la fornitura gratuita dei libri di testo nella scuola dell’obbligo. E’ l’ultimo scippo del governo alle famiglie, alla scuola e agli enti localiâ€. Lo ha detto Manuela Ghizzoni, capogruppo del Partito Democratico in commissione cultura alla Camera.
Continua Ghizzoni:“Il ministro Gelmini intervenga immediatamente per porre rimedio a questo ennesimo scippo. La gratuità dei libri nella scuola elementare è prevista per legge dal 1964. Dal 1998 e con le successive leggi finanziarie, fino a quella del 2007 del governo Prodi, la gratuità è stata estesa alle scuole secondarie in forme legate al reddito. Di segno opposto la politica del governo Berlusconi che ha completamente cancellato queste risorse. Ci sono poi due aspetti gravi di questo ennesimo colpo di mano. Da un lato il governo taglia ancora una volta risorse fondamentali per la scuola e il diritto allo studio e non ha nemmeno il coraggio di farlo alla luce del sole, semplicemente non rinnova lo stanziamento di risorse stabilito dal centrosinistro nel 2007. Dall’altro lato l’esecutivo non toglie il diritto, ma intende scaricarne l’onere sulle famiglie e sugli enti locali. Se la finanziaria non verrà cambiata, i Comuni verranno privati dello stanziamento e, in base alla leggi vigenti, saranno costretti ad erogare i libri gratuiti alla scuola primaria a loro spese. Non possono scaricare tutti i tagli di Tremonti sui cittadini e sugli enti locali già in difficoltà. Ancora una volta la maggioranza si riempie la bocca col federalismo e poi vara misure centraliste che deprimono gli enti locali, ormai considerati dei bancomat dalla maggioranzaâ€.
L ‘art. 3 della Costituzione cita: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Sarà ancora così per le famiglie con meno possibilità, che vivono, magari, anche in comune che non può intervenire economicamente a sostegno anche della spesa dei libri scolastici?Il diritto allo studio sarà ancora garantito?
Auspichiamo allora un intervento netto del ministro Gelmini, almeno in quest’ambito, per evitare ulteriori pesanti ripercussioni sulle famiglie e sulla scuola.

*coordinatrice Forum Scuola PD Vicenza

Sui diritti dei bambini oggi in Italia

  • Scritto venerdì 20 novembre 2009 da Keren Ponzo*

Dici: è faticoso frequentare i bambini.
Hai ragione.
Aggiungi: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, scendere, piegarsi, farsi piccoli.
Ti sbagli.
Non è questo l’aspetto più faticoso.
E’ piuttosto il fatto di essere costretti ad elevarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Di stiracchiarsi, allungarsi, sollevarsi sulle punte dei piedi per non ferirli.

Janusz Korczac

Oggi, 20 novembre 2009, ricorre il ventennale dell’approvazione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, ratificata dall’Italia con legge 176 del 27 maggio 1991.
Nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, le Nazioni Unite hanno proclamato che l’infanzia ha diritto ad un aiuto e un’assistenza particolari, convinti che le famiglie, unità fondamentale della società e ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli, DEVE ricevere la protezione e l’assistenza di cui necessita per poter svolgere integralmente il suo ruolo nella collettività.

È ancora così in Italia?

I tagli orizzontali al welfare e alla scuola allontanano sempre di più il raggiungimento degli impegni sottoscritti con la legge del 27 maggio 1991; il governo ha bloccato gli assegni familiari, tagliato i fondi per la pubblica istruzione a qualsiasi livello e impoverito di fatto lo stato sociale. Dalla mancata apertura dei nuovi asili nido pubblici previsti dal governo Prodi, ai tagli indiscriminati all’Università, passando attraverso il mancato incremento degli insegnanti di sostegno a fronte di un innalzamento della richiesta, il governo non si pone di certo dalla parte dei bambini e delle famiglie.
La tendenza alla scarsa natalità nel nostro paese è dunque spiegabile con la volontà di garantire ai propri figli una possibilità maggiore di mobilità sociale verticale: nascono sempre meno bambini perché costano troppo, in un Paese in cui il governo non garantisce né servizi, né assistenza.
Ad esempio, mentre nel Nord Europa, la copertura degli asili nido è elevatissima (garantendo un’economia di lavoro femminile) e il diritto all’istruzione è davvero gratuito fino all’Università, in Italia viviamo una situazione opposta: pochi nidi, offerta formativa non competitiva e costi elevati dei servizi.
Tutto ciò ci permette di essere proiettati verso il futuro? Ci garantisce una preparazione per le future generazioni in grado di supportare il mercato globale? Risponde allo spirito della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia?
Noi crediamo di no.
Il Partito Democratico ha sempre operato scelte tese a sviluppare servizi che, partendo dai bambini e dalle famiglie, garantissero una crescita sociale a tutti i livelli.
Nuovi nidi significano più lavoro femminile; un’offerta formativa adeguata significa una società pronta alle sfide globali; costi sostenibili dei servizi significano maggiore disponibilità economica delle famiglie e, quindi, una società più disponibile ai consumi.
È in un’ottica di confronto che il settore scuola del PD della Provincia di Vicenza, insieme all’ On.Daniela Sbrollini Coordinatrice Regionale della Consulta Rodari, affronterà nell’incontro-dibattito di venerdì 20 novembre a Valdagno il tema “Bambini: diritti al futuro?”, parlando dell’impatto della legge Gelmini in particolare sugli articoli 28 e 29 della Convenzione.

*coordinatrice Forum Scuola PD Vicenza

No nucleare? Io ci provo

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