26.01.2012 - Giornata della Memoria. Ricordare per poter guardare avanti.

Daniela Sbrollini

Il 27 gennaio 1945 l’armata rossa arrivò e finalmente il mondo cominciò a conoscere l’orrore della Shoah, lo sterminio sistematico degli ebrei, degli zingari, degli omosessuali, dei disabili e degli oppositori politici. Strategia condotta con matematica precisione dai nazisti.

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25.01.2012 - Amianto, Sbrollini: “Positiva l’apertura del Ministro Balduzzi, presto un incontro nazionale sul tema”

Daniela Sbrollini

Mi sembra molto positivo l’impegno assunto dal Ministro della Salute Balduzzi per la convocazione di un incontro nazionale sui temi dell’amianto, delle bonifiche, degli indennizzi alle vittime e ai loro familiari.

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Stefano Fracasso e Giuseppe Berlato Sella

“Inserire nella finanziaria regionale 2011 adeguate risorse per fronteggiare le numerose frane e mettere in sicurezza i territori di Recoaro Terme, Schio, Torrebelvicino e Valli del Pasubio”: questa è la richiesta fatta dai consiglieri regionali del PD, Giuseppe Berlato Sella e Stefano Fracasso e dal consigliere Pietrangelo Pettenò, della Federazione Sinistra Veneta.

Berlato Sella, Fracasso e Pettenò sono firmatari di un ordine del giorno che è stato depositato quest’oggi e che impegna la Giunta Zaia ad “intervenire nelle zone della provincia berica maggiormente a rischio di dissesto, come ha dimostrato l’alluvione di poche settimane fa, tra frane e smottamenti di notevole gravità.  Oramai i terreni non sono più in grado di rallentare la corsa dell’acqua  né di limitarne la portata, anche per colpa di una progressiva diminuzione di risorse e di interventi regionali per la difesa da queste calamità”.

“E’ chiaro che i Comuni non hanno la possibilità economica di far fronte autonomamente a questi investimenti malgrado siano sono comunque i primi ad essere chiamati in causa nel momento dell’emergenza. Ed è altrettanto evidente che deve essere la Regione a farsi carico di programmare gli interventi strutturali, ovvero le manutenzioni delle opere idrauliche esistenti e le sistemazioni ordinarie dei corsi d’acqua. Tutte cose che invece negli ultimi anni non sono assolutamente avvenute”.

“Siamo sinceramente preoccupati – scrivono in conclusione  i tre consiglieri regionali di opposizione nel loro ordine del giorno che verrà messo al voto del Consiglio regionale - per l’incolumita dei cittadini di queste zone del vicentino. Sono davvero indispensabili finanziamenti urgenti ed opere da realizzare in tempi rapidi”.

Scarica il testo dell’Ordine del Giorno.

Vicenza – Riadottare il Ptcp, per inserirvi gli opportuni strumenti e interventi per la prevenzione attiva del rischio alluvioni. E, con l’occasione, accelerare il recepimento delle osservazioni inviate dal territorio. È la richiesta lanciata questa mattina, in una conferenza stampa svolta nella sala rossa di Palazzo Nievo, i rappresentanti dei gruppi di minoranza del Consiglio Provinciale (Partito Democratico, Udc, Vicenza Libera, Liga Veneto Regione Autonoma e Veneto per il Ppe). Presenti Pietro Collareda, Matteo Quero, Ugo Retis, Mauro Beraldin, Francesco Gattolin, Bortolino Sartore e Mario Dal Monte.

“Il Ptcp approvato dalla Provincia di Vicenza – osservano i consiglieri – attualmente è fermo, anche perché sull’uso di certi strumenti pendono ricorsi al Tar. Le osservazioni giunte dal territorio non saranno esaminate prima dell’estate 2011 e quindi la Regione non potrà darne un’approvazione definitiva prima di un anno e mezzo. La nostra proposta è di sfruttare i prossimi mesi per riadattare il Ptcp, inserendo le modifiche indispensabili per il tema della sicurezza idrogeologica, su cui oggi il Ptcp offre solo una mappa delle criticità esistenti. In questo modo, le osservazioni formulate dal territorio potrebbero essere già recepite nel nuovo testo”.

“L’esigenza di adeguare gli strumenti della Provincia in questa materia è già stata riconosciuta, nell’ultima seduta del Consiglio, con un ordine del giorno approvato all’unanimità. Rivolgiamo la nostra proposta – hanno concluso i consiglieri provinciali – alla Giunta e a tutte le forze politiche del Consiglio. I prossimi mesi possono trascorrere nell’immobilismo, oppure essere sfruttati in modo produttivo. Ma adesso è il momento di scegliere”.

Padova – Una raccolta fondi nazionale, per solidarietà alle vittime dell’alluvione, e un progetto organico per uscire dall’emergenza depositato in Senato, che il Governo potrebbe recepire come decreto legge o come ordinanza di protezione civile. Sono le due iniziative messe in campo dal Partito Democratico Veneto, presentate oggi in conferenza stampa da Rosanna Filippin, segretario regionale, Laura Puppato, capogruppo in Consiglio regionale, e i senatori Paolo Giaretta,Marco Stradiotto Felice Casson.

“I primi 300 milioni di euro stanziati – spiegano – sono un primo passo utile, che però da solo non basta. Serve un pacchetto di misure mirate non solo agli interventi più urgenti, ma anche ad investimenti sulla sicurezza idraulica del territorio. Servono oltre 3 milioni di euro in tutto: una somma importante, da finanziare in parte mediante riduzioni della spesa dei Ministeri, in parte mediante un’aliquota di solidarietà (1.5%) sui capitali regolarizzati tramite lo scudo fiscale”.

“Le risorse stanziate nell’immediato dal Governo – spiegano Giaretta, Stradiotto e Casson – sono utili, ma da sole non bastano. Per dare certezze al Veneto proponiamo al Governo di adottare in tempi rapidi, come decreto legge o come ordinanza di protezione civile, il mix di misure raccolte nel nostro Ddl. Non si tratta solo di risarcire dei danni. Si tratta anche di alleggerire, per uscire dall’emergenza, il carico fiscale e contributivo che grava su imprese, famiglie, lavoratori, enti pubblici. Ecco perché, oltre ai soldi per ricostruire, servono il blocco del Patto di Stabilità per le spese causate dall’alluvione e la sospensione dei tributi. E poi si deve pensare alla prospettiva, con investimenti appropriati per impedire che calamità del genere possano ripetersi. Serve un mix articolato di strumenti, che è per l’appunto ciò che proponiamo”.

Al via anche una campagna nazionale del Pd per raccogliere fondi a sostegno del Veneto alluvionato. I fondi raccolti saranno destinati al recupero di tre realtà, una per ciascuna delle province colpite (Verona, Vicenza, Padova), particolarmente colpite dall’alluvione.

Per sottoscrivere a favore degli alluvionati, è possibile versare un contributo (specificando come causale “ALLUVIONE VENETO”) attraverso conto corrente postale o conto corrente bancario. Questi i riferimenti:

C/C Postale n. 87349882 intestato a Partito Democratico,  Piazza Sant’ Anastasia, 7  -  00186 Roma

Conto corrente bancario  IBAN IT45Y033 0903200 6803000 93335 intestato a  Partito Democratico
BANCA INFRASTRUTTURE INNOVAZIONE E SVILUPPO GRUPPO INTESA S. PAOLO


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Vicenza – “L’Italia chieda scusa al Veneto. E chieda scusa al Veneto prima di tutto il Governo Berlusconi, per la disattenzione con cui ha reagito all’emergenza che ha devastato questa regione”. Lo ha dichiarato il vicesegretario nazionale del Pd Enrico Letta, giunto oggi a Vicenza per portare un messaggio di vicinanza e solidarietà alla città.

Dopo aver incontrato il Sindaco Achille Variati, Letta ha spiegato su quali priorità intende muoversi il Pd nazionale per sostenere la causa del Veneto: “In primo luogo – ha spiegato Letta – serve una sospensione immediata dei tributi, per non soffocare aziende e famiglie già colpite dall’emergenza; in secondo luogo, serve una deroga al Patto di Stabilità per i Comuni delle aree alluvionate; e infine, in Finanziaria, serve uno stanziamento cospicuo per i risarcimenti. I 20 milioni di euro stanziati dal Governo per l’emergenza di più regioni sono l’autentica goccia nel mare del bisogno”.

E alle proposte leghiste in materia di sciopero fiscale, Enrico Letta ha chiarito: “La Lega governa in regione e a Roma. Se non è in grado di ottenere risorse per il Veneto dovrà renderne conto ai cittadini di questa regione”.

Le foto dell’incontro tra Enrico Letta ed Achille Variati.

I bamboccioni nel fango

  • Pubblicato giovedì 4 novembre 2010 da Giacomo Possamai

Ci chiamano in molti modi. Generazione xy, bamboccioni, gente senza spina dorsale. Sociologi, filosofi, politici discettano da anni sulla crisi educativa, sui giovani chiusi nel loro bozzolo, sugli errori fatti dai nostri genitori nel crescerci. Ci dipingono come una generazione di ragazzi tendenzialmente apatici, interessati solo al loro orticello, comodi, non educati alla fatica e a fronteggiare le emergenze. Bravi solo a giocare alla playstation e a stare davanti al computer.

E allora facciamo una cosa. Portiamoli tutti in gita a Vicenza i sociologi, i filosofi e i politici. Accompagniamoli davanti alla tenda della Protezione Civile in Piazza Matteotti. Facciamogli vedere le centinaia di ragazzi in coda per il loro turno da volontari, talmente tanti che non ci sono vanghe e guanti per tutti. Ragazzi anche giovanissimi, dai 14 anni in su. Giovani di ogni tipo, anche quelli che non ti aspetteresti proprio di trovare lì. Studenti universitari fuori sede tornati solo per dare una mano, lavoratori che hanno preso una mezza giornata di ferie, ragazzi delle superiori a casa da scuola che vogliono dare una mano. Vengono assegnati ai loro capisquadra e partono vanga in mano e stivali ai piedi. Probabilmente pochi di loro (pochi di noi) hanno mai svuotato una cantina dal fango con un badile o pulito un muro con un idropulitrice. Noi il mitico ’66 l’abbiamo sentito solo dal racconto dei nostri genitori o dei nostri nonni. Ma, davanti al disastro, abbiamo capito che tutti possiamo essere utili e che eravamo noi per primi a doverci muovere. Portiamo quindi i nostri sociologi e i nostri filosofi per le vie della città, nelle case, nei garage, nei negozi per vedere quanti giovani con le casacche gialle e arancioni lavorano con vanghe e carriole. Facciamogli vedere che questa generazione quando arriva il momento di rimboccarsi le maniche lo fa. Mostriamogli come nei momenti duri le generazioni sanno ritrovarsi e apprezzarsi: giovani, adulti e anziani che spostano mobili, spalano fango, puliscono pavimenti, raccolgono sacchi. Insieme, anche se non si conoscono. C’è un’immagine in particolare che mi resterà di questi giorni, come quelle foto “simbolo” che restano nell’immaginario collettivo dopo una guerra o un qualche disastro. L’immagine di un ragazzo giovanissimo che, tornando alla tenda alla fine del turno, vede un vecchietto con la pala in mano che cerca di caricare su una carriola il fango che ingombra l’ingresso di casa sua. Il ragazzo si ferma, attraversa la strada, prende la pala dalle mani del vecchietto e non se ne va finché non ha liberato l’ingresso. Questo è stata, anche, l’alluvione. E’ stata la possibilità di lavorare assieme per sistemare le cose, la possibilità per vite e mondi distanti di condividere un obiettivo. La nostra è una generazione nata tra gli agi e i comodi del suo tempo, chi lo può negare? Ma è la stessa generazione che conta migliaia di ragazzi che pur di trovare un lavoro accettano di andare via di casa, via dal loro Paese o che con una laurea sudata in mano fanno i commessi o i camerieri. E’ la stessa generazione che si sta dando da fare per aiutare chi ha avuto la casa distrutta dall’alluvione e per restituire alla città in cui vivono tutta la sua bellezza.

Perché quando arriva il momento del bisogno stacchiamo la play, spegniamo il computer e scendiamo a dare una mano.

*segretario provinciale dei Giovani Democratici

Italia, paese da ricchi

  • Pubblicato mercoledì 3 novembre 2010 da Keren Ponzo

Dopo il taglio del tempo pieno e del tempo prolungato, che costa alle famiglie italiane una media di 60 euro a figlio in più al mese – sono i soldi che le famiglie pagno per il doposcuola organizzato dai comuni nelle scuole – dopo i tagli alla ricerca e all’istruzione in genere, il ministro Gelmini utilizza ancora una volta l’ascia per tagliare ancora di più.

A farne le spese questa volta sono le famiglie con un reddito ISEE già basso e cioè quelle famiglie che con enormi salti mortali riescono, anche grazie alle borse di studio, a mandare i propri figli  all’università.

In due anni l’ammontare in euro delle borse da erogare è passato da 246 a 25,7 milino, pari ad un meno 89,55%. E nel 2012 si arriverà a 13 milioni scarsi trasformando la borsa universitaria in un premio per élites scelte.

La domanda che ci facciamo è: la scuola e poi l’università saranno ancora per tutti alla fine di questa legislatura? O si andrà sempre più verso una società basata sulle caste dove se sei figlio di avvocato potrai studiare e laurearti e se sei figlio di operai o impiegati è meglio che lasci perdere?

Vogliamo una scuola pubblica di qualità, per tutti, nessuno escluso.

*responsabile scuola PD della provincia di Vicenza

La riforma senza soldi

  • Pubblicato venerdì 15 ottobre 2010 da Keren Ponzo

Sono giorni intensi, questi, per il mondo universitario, per docenti, ricercatori e studenti. La tanto sbandierata riforma dell’Università, che segue in ordine di tempo la “riforma” sulla scuola primaria e secondaria – uscita a pezzi dal taglio orizzontale dei fondi e dalla visione miope del ministro del ruolo centrale dell’istruzione come volano per uscire dalla crisi – ha prodotto una serie di manifestazioni in tutto il Paese che ha visto il clou ieri, davanti a Montecitorio.

A manifestare erano docenti, ricercatori e studenti la cui preoccupazione unica è il futuro dell’università, messo a repentaglio dai tagli senza senso di un ministro all’istruzione mosso dalla sola mano del ministro Tremonti. Tutto ciò avveniva mentre la discussione in aula terminava con un rinvio perché si è scoperto che forse i soldi per la copertura non ci sono! Ora, se si vuole andare al ristorante pensando ad una cena pantagruelica – che sia o non sia buona poco importa – almeno bisogna preoccuparsi di avere i soldi in tasca, oppure accertarsi prima che il proprio commensale abbia abbastanza fondi per pagare alla fine il conto. Qui il conto alla fine lo pagano sempre gli studenti e i docenti-ricercatori: che sia scuola primaria secondaria o università sono sempre loro a pagare il prezzo più caro. Taglio dei posti di lavoro per i docenti-ricercatori e un futuro senza qualità per gli studenti!

Chiediamo al ministro Gelmini di smettere con le politiche prêt-à-porter e di pensare seriamente ad una nuova politica sull’istruzione partendo da una condivisione del progetto con tutte le parti in causa e partendo dalle proposte del Partito Democratico sulla scuola e sull’università e ricerca.

*responsabile scuola PD della provincia di Vicenza

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Eventi del 2 febbraio 2012
  • RINVIATA - Tasse: lotta all'evasione e federalismo fiscale

    Dove VICENZA - Villa Lattes in via Thaon di Revel 44

    Cosa RINVIATA A DATA DA DESTINARSI - Serata di dibattito sui temi dell'evasione e sugli effetti del federalismo fiscale sulle casse

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Eventi del 3 febbraio 2012
  • La Giornata della Memoria

    Dove CREAZZO - Saletta Massimo D'Antona, Piazza del Comune 14/b

    Cosa Nei giorni che anche l'Italia dedica alla memoria della SHOAH, il Partito Democratico di Creazzo/Monteviale vuole offrire ai cittadini un'occasione

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