“Il riequilibrio di genere non è un tema delle donne ma un tema della democrazia”. Lo dichiara Daniela Sbrollini, deputata Pd, in occasione dell’approvazione, oggi, in aula, a Montecitorio, di una legge sulla rappresentanza di genere negli enti locali, che introduce importanti novità rispetto alla presenza di più donne nei luoghi istituzionali.
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Come deputata della provincia di Vicenza, non posso che essere felice per la nomina di Elisabetta Boscolo quale nuova segretaria generale dell’ente. L’aver saputo valorizzare una risorsa interna qualificata e che negli anni ha dimostrato capacità di gestione è un segnale positivo che va sottolineato con forza.
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Vicenza – “L’Italia chieda scusa al Veneto. E chieda scusa al Veneto prima di tutto il Governo Berlusconi, per la disattenzione con cui ha reagito all’emergenza che ha devastato questa regione”. Lo ha dichiarato il vicesegretario nazionale del Pd Enrico Letta, giunto oggi a Vicenza per portare un messaggio di vicinanza e solidarietà alla città.
Dopo aver incontrato il Sindaco Achille Variati, Letta ha spiegato su quali priorità intende muoversi il Pd nazionale per sostenere la causa del Veneto: “In primo luogo – ha spiegato Letta – serve una sospensione immediata dei tributi, per non soffocare aziende e famiglie già colpite dall’emergenza; in secondo luogo, serve una deroga al Patto di Stabilità per i Comuni delle aree alluvionate; e infine, in Finanziaria, serve uno stanziamento cospicuo per i risarcimenti. I 20 milioni di euro stanziati dal Governo per l’emergenza di più regioni sono l’autentica goccia nel mare del bisogno”.
E alle proposte leghiste in materia di sciopero fiscale, Enrico Letta ha chiarito: “La Lega governa in regione e a Roma. Se non è in grado di ottenere risorse per il Veneto dovrà renderne conto ai cittadini di questa regione”.
Le foto dell’incontro tra Enrico Letta ed Achille Variati.
- Pubblicato giovedì 4 novembre 2010 da Giacomo Possamai
Ci chiamano in molti modi. Generazione xy, bamboccioni, gente senza spina dorsale. Sociologi, filosofi, politici discettano da anni sulla crisi educativa, sui giovani chiusi nel loro bozzolo, sugli errori fatti dai nostri genitori nel crescerci. Ci dipingono come una generazione di ragazzi tendenzialmente apatici, interessati solo al loro orticello, comodi, non educati alla fatica e a fronteggiare le emergenze. Bravi solo a giocare alla playstation e a stare davanti al computer.
E allora facciamo una cosa. Portiamoli tutti in gita a Vicenza i sociologi, i filosofi e i politici. Accompagniamoli davanti alla tenda della Protezione Civile in Piazza Matteotti. Facciamogli vedere le centinaia di ragazzi in coda per il loro turno da volontari, talmente tanti che non ci sono vanghe e guanti per tutti. Ragazzi anche giovanissimi, dai 14 anni in su. Giovani di ogni tipo, anche quelli che non ti aspetteresti proprio di trovare lì. Studenti universitari fuori sede tornati solo per dare una mano, lavoratori che hanno preso una mezza giornata di ferie, ragazzi delle superiori a casa da scuola che vogliono dare una mano. Vengono assegnati ai loro capisquadra e partono vanga in mano e stivali ai piedi. Probabilmente pochi di loro (pochi di noi) hanno mai svuotato una cantina dal fango con un badile o pulito un muro con un idropulitrice. Noi il mitico ’66 l’abbiamo sentito solo dal racconto dei nostri genitori o dei nostri nonni. Ma, davanti al disastro, abbiamo capito che tutti possiamo essere utili e che eravamo noi per primi a doverci muovere. Portiamo quindi i nostri sociologi e i nostri filosofi per le vie della città, nelle case, nei garage, nei negozi per vedere quanti giovani con le casacche gialle e arancioni lavorano con vanghe e carriole. Facciamogli vedere che questa generazione quando arriva il momento di rimboccarsi le maniche lo fa. Mostriamogli come nei momenti duri le generazioni sanno ritrovarsi e apprezzarsi: giovani, adulti e anziani che spostano mobili, spalano fango, puliscono pavimenti, raccolgono sacchi. Insieme, anche se non si conoscono. C’è un’immagine in particolare che mi resterà di questi giorni, come quelle foto “simbolo” che restano nell’immaginario collettivo dopo una guerra o un qualche disastro. L’immagine di un ragazzo giovanissimo che, tornando alla tenda alla fine del turno, vede un vecchietto con la pala in mano che cerca di caricare su una carriola il fango che ingombra l’ingresso di casa sua. Il ragazzo si ferma, attraversa la strada, prende la pala dalle mani del vecchietto e non se ne va finché non ha liberato l’ingresso. Questo è stata, anche, l’alluvione. E’ stata la possibilità di lavorare assieme per sistemare le cose, la possibilità per vite e mondi distanti di condividere un obiettivo. La nostra è una generazione nata tra gli agi e i comodi del suo tempo, chi lo può negare? Ma è la stessa generazione che conta migliaia di ragazzi che pur di trovare un lavoro accettano di andare via di casa, via dal loro Paese o che con una laurea sudata in mano fanno i commessi o i camerieri. E’ la stessa generazione che si sta dando da fare per aiutare chi ha avuto la casa distrutta dall’alluvione e per restituire alla città in cui vivono tutta la sua bellezza.
Perché quando arriva il momento del bisogno stacchiamo la play, spegniamo il computer e scendiamo a dare una mano.
*segretario provinciale dei Giovani Democratici
- Pubblicato mercoledì 3 novembre 2010 da Keren Ponzo
Dopo il taglio del tempo pieno e del tempo prolungato, che costa alle famiglie italiane una media di 60 euro a figlio in più al mese – sono i soldi che le famiglie pagno per il doposcuola organizzato dai comuni nelle scuole – dopo i tagli alla ricerca e all’istruzione in genere, il ministro Gelmini utilizza ancora una volta l’ascia per tagliare ancora di più.
A farne le spese questa volta sono le famiglie con un reddito ISEE già basso e cioè quelle famiglie che con enormi salti mortali riescono, anche grazie alle borse di studio, a mandare i propri figli all’università.
In due anni l’ammontare in euro delle borse da erogare è passato da 246 a 25,7 milino, pari ad un meno 89,55%. E nel 2012 si arriverà a 13 milioni scarsi trasformando la borsa universitaria in un premio per élites scelte.
La domanda che ci facciamo è: la scuola e poi l’università saranno ancora per tutti alla fine di questa legislatura? O si andrà sempre più verso una società basata sulle caste dove se sei figlio di avvocato potrai studiare e laurearti e se sei figlio di operai o impiegati è meglio che lasci perdere?
Vogliamo una scuola pubblica di qualità, per tutti, nessuno escluso.
*responsabile scuola PD della provincia di Vicenza
- Pubblicato venerdì 15 ottobre 2010 da Keren Ponzo
Sono giorni intensi, questi, per il mondo universitario, per docenti, ricercatori e studenti. La tanto sbandierata riforma dell’Università, che segue in ordine di tempo la “riforma” sulla scuola primaria e secondaria – uscita a pezzi dal taglio orizzontale dei fondi e dalla visione miope del ministro del ruolo centrale dell’istruzione come volano per uscire dalla crisi – ha prodotto una serie di manifestazioni in tutto il Paese che ha visto il clou ieri, davanti a Montecitorio.
A manifestare erano docenti, ricercatori e studenti la cui preoccupazione unica è il futuro dell’università, messo a repentaglio dai tagli senza senso di un ministro all’istruzione mosso dalla sola mano del ministro Tremonti. Tutto ciò avveniva mentre la discussione in aula terminava con un rinvio perché si è scoperto che forse i soldi per la copertura non ci sono! Ora, se si vuole andare al ristorante pensando ad una cena pantagruelica – che sia o non sia buona poco importa – almeno bisogna preoccuparsi di avere i soldi in tasca, oppure accertarsi prima che il proprio commensale abbia abbastanza fondi per pagare alla fine il conto. Qui il conto alla fine lo pagano sempre gli studenti e i docenti-ricercatori: che sia scuola primaria secondaria o università sono sempre loro a pagare il prezzo più caro. Taglio dei posti di lavoro per i docenti-ricercatori e un futuro senza qualità per gli studenti!
Chiediamo al ministro Gelmini di smettere con le politiche prêt-à-porter e di pensare seriamente ad una nuova politica sull’istruzione partendo da una condivisione del progetto con tutte le parti in causa e partendo dalle proposte del Partito Democratico sulla scuola e sull’università e ricerca.
*responsabile scuola PD della provincia di Vicenza
- Pubblicato giovedì 7 ottobre 2010 da Federico Ginato
Il “caso Arzignano”, con lo scandalo dell’evasione fiscale mi induce ad alcune sottolineature anche alla luce del tentativo da parte del Sindaco di Arzignano di vietare la proiezione in alcune scuole della puntata di Presa Diretta, il programma di Rai Tre che con una inchiesta ha messo a nudo l’imbarazzante mentalità auto-giustificatoria di alcuni pseudo-imprenditori e di alcuni responsabili politici leghisti (vedi segretaria di sezione e vice sindaco).
Ha ragione il procuratore capo della Repubblica, Ivano Nelson Salvarani, quando dice che l’azione della magistratura non è sufficiente se la società civile, i cittadini non si indignano.
Sono assolutamente d’accordo con lui come credo lo siano gli elettori del PD, ma sono altrettanto certo che anche l’elettorato leghista e di centrodestra, sinceramente affezionato ai valori della legalità, del rispetto delle regole e della meritocrazia in campo economico, non abbia gradito la linea del “non ho voluto saperne di più”, del “qui così fan tutti”, e dell’ “evadere è scusabile se si son pagate molte tasse e se così si è costruita la fortuna economica di una città e addirittura di una regione”.
L’immagine emersa dal caso Arzignano e sconsolatamente denunciata anche da Salvarani, di certo fa vergognare tutti quei cittadini e amministratori che sono certamente dalla parte di chi crea lavoro nel rispetto delle regole, della libera e sana concorrenza e di una meritocrazia del reddito che ad Arzignano è spesso mancata.
Tutti i nuclei famigliari che beneficiano dell’indotto economico generato dal settore concia della vallata del Chiampo, sono giustamente fieri di questo miracolo economico, frutto della qualità e della capacità di intraprendere. Ma sono anche, contemporaneamente, persone che pagano le tasse, le multe, e che rispettano le regole. Che non pensano che federalismo fiscale e sviluppo economico siano obiettivi da perseguire a tutti i costi, facendo i furbi o gli ingordi, oppure ostentando sfacciati proclami auto-assolutori. Perché, lo dico da vicentino al 100%, l’impressione sarebbe quella di imitare i peggiori difetti di quel Sud Italia dal quale troppi amministratori e ideologi leghisti si sentono distanti. Non sempre a ragione, anzi a torto, come gli altarini scoperti di Arzignano hanno purtroppo dimostrato, ferendo nell’orgoglio tutti i cittadini di ogni credo politico che ogni mattina si svegliano alle 7, o anche prima, per tirare la carretta ogni giorno, senza togliere nulla a nessuno. Né allo Stato, né alla collettività, né al tessuto economico.
I soldi che si volatilizzano nel nulla con l’evasione fiscale non si traducono certo in buste paga più pesanti per i lavoratori o in servizi ai cittadini.
Se il modello leghista di amministrazione pubblica è quello emerso dal caso Arzignano, allora sarà bene voltare pagina.
*segretario provinciale del Partito Democratico
- mercoledì 29 settembre 2010
È ora disponibile sul sito una selezione delle foto della Festa Democratica di Valdagno. Ringraziamo l’autore delle foto Lino Stella che le ha gentilmente messe a disposizione.



- mercoledì 29 settembre 2010
La Federazione Provinciale delle Donne Senegalesi e la Comunità Senegalese della provincia di Vicenza invitano a partecipare al
1° TORNEO PER L’INTEGRAZIONE DEI POPOLI DI DIVERSE CULTURE
Un evento sportivo-culturale per promuovere e far conoscere la cultura senegalese nel vicentino e favorire l’integrazione delle comunità africane presenti nel territorio.
Sabato 2 ottobre si svolgeranno le finali del torneo di calcio tra le varie comunità senegalesi della provincia di Vicenza e tra i bambini di 9 anni di nazionalità senegalese e italiana.
Il Partito Democratico della provincia di Vicenza ha contribuito all’organizzazione dell’iniziativa e sostiene questo importante momento di incontro e dialogo tra popoli attraverso il linguaggio universale dello sport.
PROGRAMMA
SABATO 2/10/2010
Campo Sportivo di Via F. Baracca (Zona Ferrovieri) – Vicenza
ORE 15.00: FINALE 3° E 4° POSTO
ORE 16.00: INCONTRO SQUADRE “PULCINI”
ORE 16.50: ANIMAZIONE SUONATORI “DIEMBE’” CON BALLO DELLE DONNE DELLA FEDERAZIONE SENEGALESE
ORE 17.30: FINALE 1° E 2° POSTO ALLA PRESENZA DELLE AUTORITA’ DEL COMUNE DI VICENZA
VI ATTENDIAMO NUMEROSI
- domenica 19 settembre 2010
Domenica 19 alle ore 17.00 alla Festa Democratica provinciale di Valdagno:
Confronto PD – LEGA
IL FEDERALISMO E IL RUOLO DEGLI ENTI LOCALI.
Intervengono:
sen. Marco Stradiotto, membro della Commissione per l’attuazione del federalismo fiscale
sen. Paolo Franco, vicepresidente per la Lega Nord della Commissione per l’attuazione del federalismo fiscale
Giuseppe Berlato Sella, Consigliere regionale e membro della Commissione Statuto
Alberto Neri, Sindaco di Valdagno

- domenica 5 settembre 2010
Il PD regionale mette a disposizione della provincia di Vicenza un pullman per la giornata conclusiva della Festa Democratica Nazionale di Torino, domenica 12 settembre. Di seguito è riportato il programma della giornata.
Ore 7.00 partenza (parcheggio Mercato Nuovo)
Ore 7.15 altro punto di raccolta al parcheggio autostrada Vicenza ovest
Ore 9.30 sosta in autogrill per colazione
Ore 12.30/13.00 arrivo a Torino
Ore 13.00/14.30 pranzo libero presso i punti di ristoro ai Giardini Reali
Ore 14.30/16.00 giro libero tra le attrazioni della festa
Ore 16.00 intervento di Bersani in Piazza Castello
Ore 18.00 ritrovo per partenza
Ore 22.30 circa arrivo a Vicenza
Per ulteriori informazioni e per prenotare, contattate la segreteria telefonando allo 0444569552 dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 19 dal lunedì al venerdì oppure inviando una mail a segreteria@pdvi.it con nome, cognome e numero di telefono.