Emilia Laugelli

Care amiche e amici,

ecco le ragioni per le quali ho scelto di candidarmi alle primarie del partito del prossimo 30 dicembre. E’ una sfida per me, ma alla quale vado incontro per passione e senso di responsabilità.

Sono stata amministratrice del Comune di Schio per 14 anni consecutivi. Sono entrata in politica dalla porta centrale: il governo di un Comune. Ho imparato tanto, è stata la mia università delle relazioni. È un patrimonio che mi è servito per la vita.

E in un momento come questo ciascuno di noi, in ogni ambito, è chiamato a offrire il proprio contributo per un cambiamento mai come oggi necessario per imprimere una svolta al nostro Paese. A maggior ragione questo cambiamento è indispensabile nella politica alla quale spetta determinare le scelte per il futuro. Prima ancora il cambiamento è necessario nei partiti: troppo spesso ci si è dimostrati più preoccupati del potere fine a se stesso, della visibilità, del mantenimento di rendite di posizione, confinando in secondo piano il perseguimento del primo, fondamentale obiettivo della politica: costruire il bene comune. A questo faro dobbiamo tornare a guardare.

Si parla molto oggi di ‘Politica come servizio’, ma affinchè non sia solo uno slogan ad effetto chiediamoci: che cos’è oggi ‘fare servizio’ se non trovare risposte concrete per migliorare le condizioni di vita di chi sta male? Da assessore ai servizi sociali per 14 anni nel Comune di Schio so quanto possano essere grandi i drammi che si vivono nelle nostre famiglie. Drammi che oggi, ovunque, sono stati aggravati dalla crisi, dal lavoro che non c’è, da una nebbia in cui brancolano i giovani che vogliono costruirsi un futuro, dallo smantellamento dello stato sociale.

Qualche settimana fa per la prima volta abbiamo assistito alla prima manifestazione di protesta di famiglie, associazioni, cooperative e volontari contro i tagli operati dalle istituzioni proprio a chi ha più bisogno: una politica degna di questo nome non è così che opera.

Una politica degna di questo nome si chiede, per prima cosa, a cosa ciascun politico può rinunciare per i propri cittadini: a cominciare dai parlamentari.

Se la distanza tra la politica e la gente oggi è così grande è anche perché la politica ha dimostrato di non saper rinunciare a granché dei propri privilegi. Servono azioni concrete.

Per questo condivido con entusiasmo la proposta di Federico Ginato di autoridurmi anch’io, in caso di elezione, l’indennità parlamentare del 30% mettendola in un fondo da destinare ad un progetto vicentino.

Ma prima vogliamo fare uno sforzo insieme per dare un segnale molto più forte? Chiediamo a presidenti della Camera e del Senato di poter creare un fondo in cui far confluire quel 30% di chi aderisca a questa proposta per destinarlo in maniera vincolata a un fondo unico sociale che va ai Comuni e che è stato molto tagliato in questi ultimi anni? per la non autosufficienza, per la cassa integrazione in deroga. Sarebbe un segnale forte per dimostrare che la politica non solo rinuncia a soldi per sé, ma sa anche destinarli laddove il sistema pubblico ne ha bisogno. Si tratterebbe solo di un primo piccolo passo, cui ben altri dovranno seguire, ma costituirebbe un segnale importante: è necessario agire in modo da ridare credibilità alle istituzioni. Far sì che i cittadini tornino ad avere fiducia nella politica e nello Stato e in ciò che può fare per risollevare il Paese e che non si traduca solo in una parola: sacrifici, soprattutto per i più deboli. L’Italia deve fare ogni sforzo per progettare il rilancio e la crescita con adeguate politiche industriali e del lavoro, ma la ripresa non può

avvenire a spese dei più deboli: il grado di civiltà di una nazione si misura dall’attenzione che riserva proprio a loro.

So cosa significa per un’amministrazione lavorare per trovare risposte per chi non ce la fa. Collaborare per trovare l’intesa per fare la cosa più giusta, non la più conveniente: la più giusta. A volte è stato molto duro, tenere presente il bene comune: scegliere la strada meno frequentata ha significato mettere da parte la convenienza, anche quella personale. Ma questa è Politica.

So anche che lavorando con l’obiettivo del bene comune si possono moltiplicare le azioni positive e far camminare i progetti sulle gambe di molti: le moltissime associazioni che si ritrovano nel centro servizi per il volontariato, il mondo della cooperazione sociale e anche le associazioni imprenditoriali sono state al nostro fianco. Sì può creare questa sinergia, e ciò che mi propongo di dare è estendere ad un territorio più vasto questo modello di collaborazione. Ed è questo stesso modello di collaborazione che vorrei si potesse realizzare tra tutti coloro che saranno eletti nel vicentino per il Pd. E’ il lavorare insieme, uniti per lo stesso obiettivo che potrà fare la differenza. Lo dobbiamo a questo territorio.

Se sarò eletta sarò fiera di poter costituire, insieme agli altri, l’elemento di aggancio tra questo territorio cui sento di appartenere e il luogo dove si operano le scelte per il Paese con lo stesso approccio che mi ha contraddistinto in passato.

Ho avuto la fortuna di esprimere il mio impegno politico in un’area che ha saputo coniugare crescita industriale e benessere sociale, cultura e tutela dell’ambiente, attenzione alla scuola e capacità di vedere nelle giovani generazioni una spinta propulsiva. Sono gli stessi gangli vitali attorno ai quali costruire il futuro dell’Italia.

Con una politica forte dell’esperienza, ma nuova.

Emilia Laugelli

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