
1° quesito
“Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione”
Si propone l’abrogazione dell’art. 23 bis della Legge n. 133/2008, così come modificato dall’art. 15 del decreto legge 135/2009 (Decreto Ronchi) relativo alla privatizzazione dei servizi pubblici locali, compreso quello idrico.”
Questa norma significa contrastare l’accelerazione sulle privatizzazioni imposta dal Governo e impedire la definitiva consegna al mercato dei servizi idrici in questo Paese.
2° quesito
Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma”.
Si propone l’abrogazione dell’art. 154 del Decreto Legislativo n. 152/2006 (Codice dell’Ambiente), limitatamente a quella parte del comma 1 che dispone che la tariffa per il servizio idrico sia determinata tenendo conto dell’”adeguatezza della remunerazione del capitale investito”.
Abrogando questa parte dell’articola sulla norma tariffaria:
-si impedisce di fare profitti sull’acqua
-si determina una riduzione della tariffa pagata da ogni cittadino

3° quesito
“Abrogazione del decreto legge 25 giugno 2008, n. 112, limitatamente all’art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare”.
Già il referendum del 1987 aveva chiaramente dimostrato come gli italiani fossero contrari al nucleare come forma di approvigionamento energetico, ritenendolo non abbastanza sicuro.
Oggi come allora, rimangono i problemi della sicurezza, dello smaltimento delle score e dell’effettiva utilità economica del nucleare. Forse anche in Italia dovremmo iniziare a prestare a fonti di energia rinnovabili: più sicure, economiche e durevoli.

4° quesito
“Abrogazione dell’articolo 1, commi 1,2,3,5,6 dell’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante “disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza”.”
Questo referendum mira ad abrogare la legge 51/2010, che prevede la possibilità di “congelare” i processi in corso per il Presidente del Consiglio dei Ministri e i Ministri stessi. Inutile sottolineare che la norma, ancora una volta, è sembrata una legge ad personam volta a tutelare gli interessi particolari di Silvio Berlusconi dopo che la Corte Costituzionale aveva dichiarato l’incostituzionalità del cosiddetto “Lodo Alfano”.