Forum Sanità

responsabile: Giovanni Reginato
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Lettera del Responsabile Forum Giovanni Reginato

  • Scritto giovedì 14 aprile 2011 da Giovanni Reginato*

Cari amici,

vorrei darvi qualche informazione riguardo all’attività del forum.

In quest’ultimo periodo è stato elaborato dalla Giunta Regionale un libro bianco sulla sanità del Veneto, relativo al periodo 2000 – 2009: se qualcuno desidera dare un’occhiata, non esiti a contattarmi (è molto voluminoso).

Poi desidero comunicarvi che sta partendo il forum regionale sanità, una sorta di laboratorio che lavorerà in stretta relazione con i vari forum presenti nelle province.

Si è tenuta, qualche giorno fa una prima riunione a Padova presso la sede regionale, coordinata dal Consigliere Regionale Claudio Sinigaglia, nel corso della quale ci è stata consegnata copia del Piano socio sanitario regionale 2011 – 2013, che viene continuamente aggiornato, e le proposte del PD, che furono presentate a Monastier il 25 marzo nel corso dell’assemblea regionale del partito. Vi invio entrambi in allegato.

Nel corso della riunione ci è stato anticipato l’ipotesi abbastanza fondata del commissariamento della Regione: se il disavanzo di 60 – 70 milioni non rientrerà entro il mese di aprile, tale ipotesi diverrà certezza, e non sarà possibile evitare l’addizionale IRPEF, o i ticket o altre misure di prelievo dai cittadini delle risorse mancanti. La Regione si sarebbe impegnata a procedere con un piano d’ammortamento del debito, che ammonta a circa 1 miliardo, per 40 milioni l’anno per 25 anni. Anche perché la capacità d’indebitamento della Regione è già al massimo. Il problema deriva dal fatto che lo Stato non ha i soldi per ripianare il disavanzo, per cui la Regione è in grave difficoltà, acuita da fatto che si è …  data la zappa sui piedi da sola. Per la verità lo scherzetto è cominciato con Galan, che ha tagliato l’addizionale IRPEF (meno 140 milioni), unitamente all’ulteriore colpo di Tremonti, responsabile del taglio statale di 350 milioni: è evidente il vistoso calo delle entrate. Una delle conseguenze è il ritardo nel pagamento del fornitori: si parla di un’esposizione da parte della regione di 2 miliardi di euro.

Per quanto riguarda l’attività del forum nella nostra provincia, posso dire che dovrebbero partire le consulte locali della sanità, come deciso nella riunione organizzativa di gennaio: in alcune ULS esse stanno già lavorando.

Nel documento dell’Assemblea Regionale del PD già ci sono parecchi spunti di riflessione, come pure nel documenti di Piano Socio Sanitario elaborato dalla Regione: potremo organizzare una riunione del forum prossimamente a Vicenza, per commentare i due documenti.

Nel frattempo vi invito a iniziare qualche riflessione sull’attuazione del Piani di Zona, come ci chiede il forum regionale, per poi parlarne con Claudio Sinigaglia, che è disponibile a venire a Vicenza prossimamente.

Mi pare ci sia parecchia carne al fuoco.

A presto

Il coordinatore del forum Giovanni Reginato

*Responsabile Sanità PD Vicenza

Resoconto dell’incontro del 29 novembre

  • Scritto lunedì 13 dicembre 2010 da Giovanni Reginato*

Nel corso dell’ultimo incontro del forum, sono stati esaminati molti argomenti relativi al funzionamento della sanità nel Veneto, e anche alla competenza necessaria da parte di chi vi opera. Si è parlato anche del forum stesso e della sua funzione. Non è possibile riassumere tutto in una breve relazione, ma cercherò di sintetizzare, e di fare anche una proposta, che riguarda l’aspetto operativo.

Abbiamo in più occasioni ribadito la funzione di osservatorio sulla realtà sanitaria veneta vicentina. L’ipotesi di collegamento fra la “rete” delle Amministrazioni con il supporto dei nostri Circoli, da una parte, con il livello regionale dall’altro dovrebbe costituire la chiave per l’azione futura. In sintesi il forum non deve essere un semplice contenitore di lamentele, ma deve proporsi come uno strumento di analisi e di proposta, in grado di dare un messaggio dignitoso e coraggioso.

Sono stati esaminati alcuni aspetti del bilancio regionale per la sanità. Si parla come noto di un buco di un miliardo di euro, come da ammissione dello stesso Zaia (fatta per addossare le colpe di tutto ciò al predecessore Galan, ma dimenticando che gli ultimi quattro assessori alla sanità erano leghisti, e veronesi, come quello attuale). La motivazione sta anche (ma non solo) in una contrazione di 350 milioni di euro da destinare al Veneto (complice anche un calo vistoso delle entrate dello Stato, ma certo è che la Lega federalista ha subito un altro schiaffo in faccia dal Governo che sta sostenendo). In realtà, abbiamo 500 – 600 milioni di deficit per la sanità, (MA ALL’ANNO, E CONTINUA AD AUMENTARE), e corrisponde alla somma che la Regione deve stanziare oltre al fondo sanitario, che per il Veneto ammonta ad 8,15 miliardi. Deficit quindi di 5 – 600 milioni di cui 250 di ammortamenti e 230 milioni di extra LEA (i LEA sono i livelli essenziali di assistenza). Nel 2010 la regione ha deciso di erogare tale cifra di prestazioni extra LEA, ma pare che per il futuro, sia segnata la sorte di queste importanti servizi. Si tratta ad esempio di contributi per i disabili, di prestazioni (terapie e riabilitazione) per anziani in casa di riposo, di vaccinazioni contro il papilloma virus, di spese per i celiaci, di costi di analisi del sangue per malattie rare o per chi ha avuto danni da trasfusioni, di assegni di cura per anziani non autosufficienti, di telesoccorso e teleassistenza a casa. Grave responsabilità della Giunta Galan fu l’abolizione dell’IRPEF (nell’imminenza delle elezioni regionali) per i redditi superiori ai 29.500 euro, privandosi di oltre 130 milioni di euro che sarebbero stati destinati alla sanità.

Il Governo ha intenzione di ragionare sulla base dei costi standard: da 2013 il riparto verrebbe distribuito secondo quel criterio. Il budget nazionale di 105 – 106 miliardi non verrebbe più distribuito secondo i criteri in vigore ora (anzianità della popolazione, epidemiologia, come da accordi con le regioni), ma secondo i costi standard: prendono i conti del 2011 delle tre Regioni migliori, ossia quelle che hanno speso di meno, fanno una media e su quella base fanno il riparto. Nel 2011 e 2012 il sistema sarà ancora quello attuale.

Ancora: il project financing: esso è considerato uno strumento non corretto per quanto riguarda la sanità. Anche nell’ULSS di Thiene Schio il problema è sentito, e si teme parecchio per le rate da pagare. Se si fa un mutuo, le rate cadono completamente nella spesa per investimento, mentre nel project cadono nelle quote di trasferimento sanitario, ossia nei soldi che dovrebbero essere usati per la salute. (Di questo argomento si è parlato anche nell’incontro organizzato dai circoli del PD e svoltosi a Fara Vicentino il 3 dicembre, il resoconto del quale è riportato sul Giornale di Vicenza di domenica 5 dicembre: le rate sono pesanti, ammontano a 468 milioni in 24 anni e si teme che l’operazione costi più di un mutuo)

È stato affrontato anche del centro nascite dell’ospedale di Noventa, su cui grava l’incertezza della sopravvivenza: le rassicurazioni dell’assessore Coletto non ci tranquillizzano, perché è prevista una nuova programmazione regionale, che definirà l’assetto degli ospedali. Attendiamo da molti anni il nuovo piano socio sanitario della Regione Veneto, ma sembra che ora ci siamo, e che il 20 dicembre sarà presentato. Tra le indiscrezioni filtra qualcosa, ad esempio sui punti nascita, la normativa Governativa prevede una media ottimale di 1000 parti all’anno, e in Veneto solo la metà di essi la raggiunge. Pare che il piano preveda l’individuazione di un polo di riferimento attorno a cui gravitano altri ospedali, che copriranno solo i primi cinque giorni della settimana, ma saranno chiusi nel week end. Le partorienti dovranno recarsi in tali giorni nei grossi centri di riferimento. Pare tuttavia che i centri con meno di 500 parti all’anno verranno chiusi, e ove si sta fra 500 e 1000 si realizzerà l’aggregazione.

In questi anni sono stati chiusi diversi ospedali nella nostra provincia, ma in altre province la chiusura non è avvenuta con la stessa celerità: rimangono tuttora aperti in provincia di Verona, ad esempio 22 ospedali (a proposito di Assessori leghisti alla sanità negli ultimi anni), contro i 13 di Vicenza e gli 11 di Treviso. Zaia dice che chiuderanno presto 3 ospedali nel veronese: lo vedremo. Osserviamo anche le province venete non sono uguali nella razionalizzazione della spesa e nella cura dei bilanci: si confermano quelle di Vicenza e Treviso come le più virtuose, non altrettanto Verona, la cui azienda sanitaria presenta un deficit di 250 milioni.  Tuttora nella distribuzione delle risorse per la sanità per le varie province del Veneto persiste una forte sperequazione.

Si sono analizzati anche aspetti relativi alla spesa farmaceutica e alle case di riposo: ad essi dedicheremo incontri specifici in futuro.

Infine vorrei avanzare la proposta di una riunione di carattere esclusivamente organizzativo, allo scopo di creare una sorta di esecutivo del forum, un team di volonterosi che dovranno ideare e programmare gli aspetti operativi delle prossime iniziative.

*Responsabile Sanità PD Vicenza

Forum Sanità: parliamone il 29 novembre

  • Scritto martedì 23 novembre 2010 da Giovanni Reginato*

Cari Amici Democratici,

sono ad invitarvi ad un nuovo incontro del forum sanità. Dall’ultimo appuntamento sono passati alcuni mesi, nel corso dei quali si è svolto il congresso provinciale, con il rinnovo dell’Assemblea e dei Circoli e del Coordinatore provinciale, con l’elezione della Direzione Provinciale e dell’Esecutivo Provinciale.

In questo periodo quasi tutti i giorni la Sanità è finita sui giornali, e anche nelle televisioni, nella maggior parte dei casi, purtroppo, per motivi poco edificanti.

Anzitutto per il buco nel bilancio regionale, che è di proporzioni spaventose: come sapete si parla di un miliardo di euro.

A fronte di ciò i problemi cronici dei nostri ospedali non sono risolti, pensiamo alle liste d’attesa, alla carenza di posti letto, alle carenze di personale, ma anche alle questioni controverse legate alla costruzione di nuovi ospedali e al project financing.

Di questo e altro parleremo nel prossimo incontro del forum, con un occhio al futuro e alle proposte del PD che sono già state avanzate in passato (pensiamo, ad esempio alla proposta di Piano Socio Sanitario regionale).

Vi attendo numerosi.

*Responsabile Sanità PD Vicenza

La sanità veneta nell’era Zaia

  • Scritto martedì 1 giugno 2010 da Giovanni Reginato*

Martedì 25 maggio si è riunito il forum sanità, nella sede provinciale del PD.

L’ultimo incontro del forum si era svolto a Bassano, il primo marzo, nel corso della campagna elettorale. In seguito, dopo il voto e la successiva fase di assestamento, sono state nominata la Giunta e le Commissioni Consiliari. A quel punto, mi sembrava utile un nuovo incontro con i componenti del forum, per fare il punto sulla situazione attuale, commentare le prime prese di posizione dell’Assessore alla Sanità Luca Coletto e del Presidente Zaia, e per valutare le prospettive future e le possibili proposte del PD. All’incontro hanno partecipato anche i due Consiglieri Regionali Vicentini, Giuseppe Berlato Sella e Stefano Fracasso, quest’ultimo componente della quinta commissione. Il loro contributo è stato utile e preciso nel ricordare le pesanti responsabilità e il vuoto politico lasciato dalla precedente amministrazione, sia nei lavori della commissione che del consiglio, e i dati di bilancio, oltre che le prospettive future.

In realtà il PD di proposte in tema di sanità ne ha già fatte parecchie, a partire dal Piano Socio Sanitario regionale, depositato ormai 2 anni fa all’attenzione del Consiglio Regionale e della quinta commissione, e mai discusso. A fronte di ciò fa da contraltare la grave responsabilità dell’amministrazione Galan, che nel quindicennio trascorso alla guida del Veneto non ha mai voluto affrontare l’argomento, e non ha mai redatto un nuovo Piano sanitario, dimostrando in tal modo di navigare a vista, in tema di sanità, e di governare l’esistente con un sostanziale vuoto di idee, e senza una visione strategica del futuro. Nel corso dei precedenti incontri, tale argomento è stato già trattato, anche se, ovviamente, in molte occasioni esso riemerge, a dimostrarne l’importanza.

Nell’incontro del 25 maggio sono stati affrontati vari argomenti, ma sono stati particolarmente sentiti quelli relativi al bilancio regionale, al deficit del comparto sanità, e ai conti delle ULSS: cercherò di fare una sintesi, con particolare riguardo a questi temi.

È emerso che il deficit regionale 2009 ammonta a circa 101 milioni di euro, e che i dichiarati 25 milioni in realtà sono il risultato del riaggiustamento artificioso dei conti degli anni precedenti. Oltre a ciò è dolorosa la prospettiva che nel 2010 il deficit raggiunga i 150 milioni di euro, se non interverranno manovre correttive. Si è ricordata inoltre la pesantissima la responsabilità della precedente Giunta, che nell’imminenza delle elezioni regionali abolì l’addizionale IRPEF (dello 0,5 %) ai redditi  superiori ai 29.500 euro, privandosi così di 130 milioni di entrate.

È stato poi posto il tema della sostituzione del Segretario Regionale alla Sanità, Ruscitti: la Lega vuole furbescamente nominare un commissario, cosa che farebbe la Giunta, anziché un Segretario, come spetterebbe al Consiglio. Tutto per avere le mani libere nella scelta di un posto che sarà delicatissimo, in previsione dei prossimi tagli, che saranno invitabili.  HYPERLINK “” \l “top#top” \o “blocked::#top” Continuando con i problemi di bilancio, non poteva mancare l’accenno alla costruzione dei nuovi ospedali, in project financing: in questo modo per molti anni somme ingenti verranno sottratte ai bilanci delle ULSS, con alto rischio di tagliare risorse ai Servizi. La nostra proposta  consiste nell’istituzione di un fondo regionale ad hoc, riservato al project financing.

Dovremo fare i conti, purtroppo con una riduzione dei trasferimenti statali al Veneto per la Sanità, pari a circa 100 – 120 milioni (in meno, in relazione alla finanziaria del Governo): ciò si tradurrà come minimo in un blocco del turn over del personale. Occorre ricordare che in Veneto la spesa complessiva per il personale sanitario negli ultimi anni è calata, maggiormente rispetto alle altre regioni italiane, anche se c’è un aumento pro capite di 25 euro (in 5 anni !!, siamo all’ultimo posto !!), contro gli 87 euro della media in Italia. La traduzione pratica di questi numeri significa organici all’osso, migliaia di giorni di ferie arretrate, migliaia di ore di straordinari, e altre situazioni che abbiamo più volte denunciato e per le quali non abbiamo avuto risposte convincenti. Un blocco del turn over sarebbe devastante, come lo è la mancata stabilizzazione dei precari: se i lavoratori servono vengano messi in ruolo, ponendo fine ad una stressante e demotivante incertezza sul proprio posto di lavoro e sul proprio futuro. La nuova amministrazione regionale non può continuare ad ignorare che negli ospedali del Veneto mancano circa 1000 medici e 2000 infermieri, come denunciava il precedente Assessore Sandri (leghista e veronese, come quello attuale). Ora, che risposte dà o darà l’assessore Coletto ? L’amara verità è che dai nostri Consiglieri Regionali viene stimato in circa 200 – 230 milioni il fabbisogno ulteriore per la sanità Veneta 2010: verranno recuperati probabilmente con nuove tasse, o con ticket. A fronte di tutto ciò, assistiamo a dati a dir poco allarmanti sulle Case di Cura accreditate: spendiamo, negli ultimi 5 anni 16 euro in più per abitante, enormemente al di sopra della media italiana, che ne spende 2,5 in meno. L’Italia spende meno per le Case di cura, e noi, in evidentissima controtendenza, aumentiamo di moltissimo la spesa pro capite la sanità privata, diversamente rispetto ad esempio alla Lombardia, che spende 5 euro in meno.

E’ del tutto evidente che per la sanità veneta si preparano anni di ulteriori sacrifici, dopo quelli di vacche magre appena trascorsi. In tal caso occorre guardarsi in faccia e dare contenuti agli slogan che a lungo sono stati sbandierati: che cosa vuol dire federalismo ? Anzitutto assunzione di responsabilità, che deve valere a tutti i livelli. Nella nostra Provincia, e anche in quella di Treviso, vi sono tutto sommato buoni standard di prestazioni, e i sacrifici li abbiamo già fatti, quando si effettuava il riparto dei fondi regionali per le ULSS: sarebbe disdicevole far ricadere ancora su di noi gli ulteriori tagli  che purtroppo si prevedono: i Vicentini hanno già dato.  Unanime è stata, fra i componenti del forum, l’accordo su questo punto.

Non manca fra i democratici il senso di responsabilità, e la consapevolezza che le risorse non sono infinite. Occorre avere il coraggio di dire che alcuni ospedali non hanno più ragione di esistere, se non quella di voler averne uno vicino ad ogni campanile. Oggi questo non è più possibile, pena lo spreco di denaro pubblico (che potrebbero essere usate in altro modo, ad esempio sulla prevenzione), e, in alcuni casi un incremento del rischio clinico: basti solo l’esempio dei reparti d’ostetricia dove si fanno solo cento parti all’anno, in cui possiamo dire che vengono meno anche i criteri di sicurezza.

In conclusione, il forum deve costituire un osservatorio attentissimo sulla realtà sanitaria veneta ed in particolare della nostra provincia, in strettissima relazione con gli operatori del settore, con gli amministratori locali (da seguire, a tale proposito, i lavori delle conferenze dei Sindaci e del loro coordinamento), con le associazioni di volontariato (delle quali il PD costituisce sicuramente un interlocutore affidabile), e ovviamente con i circoli del Partito Democratico.

*Responsabile Sanità PD Vicenza

Sanità veneta. Il punto del forum provinciale.

  • Scritto lunedì 1 febbraio 2010 da Giovanni Reginato*

Venerdì 22 gennaio si è svolto il secondo incontro del forum sanità: stavolta siamo scesi maggiormente sullo specifico, rispetto all’incontro di dicembre, e abbiamo parlato del piano socio sanitario regionale, la proposta di legge del PD presentata ormai due anni fa e mai discussa, e delle finanziarie nazionale e regionale, in riferimento alla sanità e al sociale.

Come all’appuntamento di dicembre, ci siamo trovati in buon numero, a dibattere di vari argomenti, segno che quando si parla di sanità e la salute l’interesse è grande, ma anche della consapevolezza che molta strada ancora c’è da fare per migliorare la situazione, anche nella nostra Regione. Siamo convinti anzi, che essa rischia di perdere pezzi di un sistema socio sanitario che ancora regge, rispetto ad altre realtà della Penisola.

Ben lungi dal presentare un resoconto dettagliato della serata, desidero solo ricordare brevemente, alcuni degli argomenti emersi. Sono stati descritti i punti principali del piano socio sanitario, riguardanti ad esempio le proposte per l’abbattimento delle liste d’attesa, i poteri delle autonomie locali e le proposte per la nomina dei Direttori Generali, la programmazione ospedaliera, i problemi delle aree vaste, le rideterminazioni degli ambiti ULSS; e anche il delicato tema della continuità assistenziale (fra ospedale e territorio), le case della salute, le UTAP, ed altri argomenti di carattere sociale.

L’On. Sbrollini ha sottolineato, tra l’altro, due aspetti importanti: il Governo Berlusconi, ha iniziato tagliando addirittura il Ministro della Sanità, a confermare la scarsa sensibilità per temi sanitari e sociali. L’altro aspetto riguarda la Finanziaria 2010 di Tremonti: essa parla solo di tagli, che si aggiungono a quelli dell’anno scorso, e si tratta di numeri enormi, 7 miliardi di euro. Anche se riguarda l’intero territorio nazionale è una cifra di tutto rispetto, che, per i Pazienti può significare ulteriori ticket o maggiori liste d’attesa, e per chi lavora in sanità, organici sempre piu’ ristretti, e maggiori difficoltà nell’assistenza. Triste considerazione riguarda la comunicazione: i mass media riportano poco e male questi argomenti, e la popolazione non è adeguatamente informata, a meno che non abbia a toccare con mano per esperienza diretta quanto sta succedendo. In pratica non ha gli strumenti per poter giudicare obiettivamente l’operato del Governo: il risultato si traduce in un forte consenso di cui ancora godono il Premier e i suoi Ministri.

Il Consigliere Regionale Rizzato, ha spiegato i tagli nel bilancio regionale: si tratta di 35 milioni di euro, solo nel settore sociale: su 700 milioni la riduzione è del 5 %. Non poco in tempi di crisi: si andrà a concentrare sui finanziamenti ai Comuni, i cui bilanci sono già in difficoltà, anche a causa dei vincoli rigidi del patto di stabilità, e, giocoforza sulle famiglie. Se si tagliano i finanziamenti alle scuole Paritarie, queste saranno indotte ad aumentare le rette; tagli anche per giovani ed anziani. Boccata d’ossigeno viene dall’approvazione della legge regionale sulla non autosufficienza, proposta dal PD: bene anche l’istituzione degli Hospice (reparti per malati terminali), almeno uno in ogni ULSS, sempre su proposta del PD.

La presentazione iniziale del piano e i risvolti socio sanitari dei tagli nazionali e regionali presenti nelle finanziarie, hanno introdotto gli argomenti e gli spunti del successivo dibattito: gli interventi dei presenti sono stati come sempre interessanti e ricchi di argomentazioni circostanziate e precise. Alcuni degli interventi hanno riguardato il mondo del volontariato: possiamo ben affermare che la consistente presenza di volontari nelle corsie degli ospedali e nel territorio denotano grande sensibilità e spirito di servizio della nostra gente. Questo è un vanto della nostra Regione, risultato della diffusione del solidarismo cattolico con l’impegno sociale di larghi strati della popolazione. In molti casi inoltre il volontariato copre le carenze dello Stato.

È stato toccato poi un altro tema interessantissimo, che riguarda gli organici ospedalieri: per poter erogare un servizio in sicurezza, la Sanità e il Sociale non possono lavorare con personale precario: ci vuole stabilità e sicurezza del posto di lavoro, il precario, se si ritiene svolga un lavoro utile, sia stabilizzato.Altre considerazioni importantissime hanno riguardato la disabilità, e il fondo sulla non autosufficienza: il PD non può esimersi dal prestare piu’ attenzione alle famiglie, che in molti casi sono pesantemente penalizzate anche economicamente, quando in casa c’è un disabile o un non autosufficiente. Ancora sui finanziamenti in sanità: erronea è la definizione di ULSS virtuosa, quando essa fa quadrare il suo bilancio, lasciando magari tuttavia sul tappeto le questioni assistenziali: il termine virtuoso va riservato alle ULSS dove i bisogni di salute vengono tempestivamente affrontati e portati, per quanto possibile, a soluzione.

La buona riuscita della serata mi induce a proporre un nuovo incontro per la seconda metà di febbraio: come ho accennato, mi sembrerebbe interessante ascoltare la voce dai territori e dalle ULSS, le istanze e le esigenze locali, utili ad elaborare i punti programmatici necessari ad affrontare la difficile sfida delle Regionali di marzo.

*Responsabile Sanità PD Vicenza

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