Forum Scuola

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Scuola, aggiornamenti in pillole.

  • Scritto venerdì 18 giugno 2010 da Keren Ponzo*

Alcune proposte del PD in merito alla scuola:
BLOCCO ORGANICI INSEGNANTI DI SOSTEGNO. La manovra, bloccando gli insegnanti degli alunni disabili all’organico di fatto 2009-2010, se non per i casi gravissimi, contravviene quanto già stabilito dalla sentenza della Corte Costituzionale, che aveva ribadito l’incostituzionalità del rifiuto di un adeguato sostegno da parte delle scuole per ciascun alunno diversamente abile.
SI PROPONE DI PROCEDERE CON LA STABILIZZAZIONE DEI 150.000 PRECARI, GIÀ PREVISTA NEL PIANO TRIENNALE DELL’ULTIMA FINANZIARIA DEL GOVERNO PRODI. Per rispondere così alle domande di:
-scuola dell’infanzia
-tempo pieno
-laboratori istituti tecnici e professionali
-sostegno agli alunni disabili
ESCLUSIONE DAL PATTO DI STABILITA’ INTERNO DELLE SPESE PER ISTRUZIONE E di EDILIZIA SCOLASTICA. Questa è una richiesta accorata che giunge da tutti i nostri amministratori locali, specialmente di quei comuni di zone sismiche che devono adeguare gli edifici ai nuovi criteri di sicurezza. Si riaprirebbero tanti piccoli cantieri, creando nuovi posti di lavoro.
DETRAIBILITA’ SPESE PER L’EDUCAZIONE DEI BAMBINI E DELLE BAMBINE. Si propone inoltre di aumentare dal 19% al 50% la detraibilità (oggi tetto max 632 euro a figlio) delle spese per i nidi, estendendo la stessa misura a tasse scolastiche scuole superiori, acquisto libri scolastici, costi mense e trasporto scolastico per le scuole pubbliche di ogni ordine e grado.
Queste proposte sono fattibili, fattibili per un governo che VUOLE risolvere i problemi.

*responsabile scuola PD della provincia di Vicenza

Come si sta distruggendo la scuola. Anche nel vicentino.

  • Scritto martedì 15 giugno 2010 da Keren Ponzo*

Ieri passando davanti il provveditorato di vicenza mi è capitato di vedere un assembramento di persone, alcune con bandiere altre senza. Mi sono chiesta come mai e chi fossero. Mi hanno risposto di essere insegnanti, dirigenti scolastici e altre figure della scuola che manifestavano contro i tagli che questo governo sta facendo al settore. Ma è mai possibile che un governo tagli i fondi all’istruzione? parliamo dell’istruzione, quella cosa che permette ai bambini di diventare adulti con molte competenze, di avere un buon posto di lavoro e di affrontare il futuro con conoscenza e quindi a fronte alta.
Non potevo crederci. In televisione non si parla molto di tagli alla scuola.Sembra che vada tutto bene. Allora mi sono informata facendo un giro ininternet. Un giornale fornisce questi dati:Il prossimo anno scolastico nel Vicentino salteranno 500 posti di lavoro (913 in Veneto): 132 insegnanti elementari, 135 di scuola superiore e 45 di media, a fronte di un aumento di alunni – da 539.433 dell’anno che si è appena concluso a 546.837 che siederanno sui banchi a settembre – l’organico diminuisce, passando da 48.215 a 46.582. Io sono una madre di 4 figli: che fine faranno i miei bambini? Solo ora penso alla comunicazione vista a scuola di mio figlio, quello piccolo, che diceva che le prime classi elementari saranno solo di 27 ore. Ma non erano di più? Riusciranno ad insegnare le stesse cose? come faranno ad attuare il programma? Mio figlio non imparerà allora tutto quello che hanno imparato i fratelli che vanno in una scuola a tempo pieno. Il tempo pieno: ma perchè la mamma di Giacomo mi ha detto che non ha trovato posto? Faccio un altro giro su internet e trovo la risposta: a Vicenza e provincia sono state concesse solo 10 classi sulle 39 richieste, situazione che si ripete in tutta italia..altro che accontentare le richieste dei genitori!…ora capisco. altra informazione che non trovo in televisione:- tempo scuola: quest’anno saranno a 27 ore le prime e le seconde. in tre anni le raggiungeranno anche le terze quarte e quinte, che beneficiano per ora di un organico assegnato per 30 ore di scuola. impossibile già dall’anno prossimo mantenere le molte offerte orarie a 32, 34, 36 ore che trovavamo in molte scuola della nostra provincia. o possibile ancora per poco, con uno spezzatino di insegnanti che entra ed esce dalle classi per garantire quegli orari…Ma le famiglie non avevano scelto le 30 ore e il tempo pieno?
Sono confusa. Si sta distruggendo veramente la scuola. E i genitori? Che fanno? che faccio? mi devo muovere, ci dobbiamo muovere. Non voglio che i miei figli abbiano meno possibilità me per il futuro. Devono studiare. e lo devono fare in una scuola che insegni loro nel modo migliore, il numero di ore giusto per diventare grandi uomini e donne domani.Ma la Gelmini che è diventata mamma, in quale scuola, fra qualche anno, iscriverà il figlio? alle private? lì fanno altro che 27 ore. scuola fino alle 18. dicono che vengono preparati meglio i bambini. alla scuola privata. e io che voglio mandarli alla scuola pubblica? devo essere per forza di cose di serie b? voglio una scuola pubblica che funzioni bene e garantisca la qualità di insegnamento per un futuro alla pari con il resto del mondo.
Ok. Ora tocca a noi genitori. Peccato non averlo fatto prima.

*responsabile scuola PD della provincia di Vicenza

Lunedì 31 maggio il Partito democratico si mobilita in difesa della Scuola. I parlamentari del Pd saranno presenti in decine di scuole in tutta Italia per raccogliere indicazioni e dati sulle conseguenze dei tagli del governo ai danni della qualità della scuola pubblica italiana.
Per la provincia di Vicenza l’onorevole Daniela Sbrollini visiterà il secondo comprensivo di Montecchio Maggiore, comune già noto per la desolante decisione di togliere la mensa ai bambini i cui genitori non erano in regola con il pagamento della quota prevista e per il numero sempre maggiore di cittadini stranieri.

Le nostre proposte sulla scuola

  • Scritto venerdì 5 marzo 2010 da Keren Ponzo*

Il mondo della scuola è stato pesantemente sconvolto dalla “riforma Gelmini”, sconvolto nella forma e nella sostanza, avendo alla base esclusivamente un taglio indiscriminato dei fondi che ha colpito posti di lavoro e servizi.
I più colpiti, ma i meno presi in considerazione dal Ministro, sono stati gli studenti di ogni ordine di studi che si sono visti scivolar via una scuola di qualità per questioni neanche lontanamente riconducibili ad un progetto educativo.
I tagli del Governo alla scuola Pubblica di 8 miliardi di euro, 87.341 docenti e 44.500 ATA in tre anni, sono insostenibili per il nostro sistema educativo e scolastico.
Il Partito Democratico si è impegnato da subito in prima fila per cercare di impedire questo scempio, cercando, col dialogo, di far tornare il Ministro sulle sue decisioni- e su quelle del Ministro Tremonti, il vero deus ex machina della riforma- .
A Vicenza e in tutta la provincia abbiamo promosso incontri con i genitori e con gli insegnanti per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema prima ancora che i decreti attuativi venissero promulgati e ancora altri incontri successivamente sono stati fatti.
Il Forum Scuola PD ha svolto la sua attività fin dagli inizi del 2008 producendo una serie di proposte, derivate anche dal lavoro svolto con gli insegnanti intervenuti nei vari incontri, che sono state discusse in sede nazionale.
Ora, ad iscrizioni terminate, la situazione è più pesante di ogni più temibile previsione.
Il PD non si è fermato e con voce ancora più forte sta discutendo alcune proposte in Parlamento, cercando ancora una volta il dialogo e non lo scontro, che produrrebbe solo un muro contro muro. Non possiamo, però, farlo da soli: abbiamo bisogno di confrontarci direttamente col mondo della scuola per mettere a punto quelle che per noi sono le proposte su cui puntare, per poter formulare altre ipotesi di lavoro per il Ministro.
Insieme siamo più forti ed è per questo che Vi invitiamo a sentire e discutere le PROPOSTE sulla scuola del Partito Democratico il giorno 11 marzo alle ore 18.30 in sede provinciale PD a Vicenza, via dell’Oreficeria 32.

*responsabile scuola PD della provincia di Vicenza

Con Berlusconi libri a pagamento per tutti.

  • Scritto martedì 24 novembre 2009 da Keren Ponzo*

”Il Governo ha soppresso con la finanziaria lo stanziamento di 103 milioni di euro per la fornitura gratuita dei libri di testo nella scuola dell’obbligo. E’ l’ultimo scippo del governo alle famiglie, alla scuola e agli enti locali”. Lo ha detto Manuela Ghizzoni, capogruppo del Partito Democratico in commissione cultura alla Camera.
Continua Ghizzoni:“Il ministro Gelmini intervenga immediatamente per porre rimedio a questo ennesimo scippo. La gratuità dei libri nella scuola elementare è prevista per legge dal 1964. Dal 1998 e con le successive leggi finanziarie, fino a quella del 2007 del governo Prodi, la gratuità è stata estesa alle scuole secondarie in forme legate al reddito. Di segno opposto la politica del governo Berlusconi che ha completamente cancellato queste risorse. Ci sono poi due aspetti gravi di questo ennesimo colpo di mano. Da un lato il governo taglia ancora una volta risorse fondamentali per la scuola e il diritto allo studio e non ha nemmeno il coraggio di farlo alla luce del sole, semplicemente non rinnova lo stanziamento di risorse stabilito dal centrosinistro nel 2007. Dall’altro lato l’esecutivo non toglie il diritto, ma intende scaricarne l’onere sulle famiglie e sugli enti locali. Se la finanziaria non verrà cambiata, i Comuni verranno privati dello stanziamento e, in base alla leggi vigenti, saranno costretti ad erogare i libri gratuiti alla scuola primaria a loro spese. Non possono scaricare tutti i tagli di Tremonti sui cittadini e sugli enti locali già in difficoltà. Ancora una volta la maggioranza si riempie la bocca col federalismo e poi vara misure centraliste che deprimono gli enti locali, ormai considerati dei bancomat dalla maggioranza”.
L ‘art. 3 della Costituzione cita: “È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. Sarà ancora così per le famiglie con meno possibilità, che vivono, magari, anche in comune che non può intervenire economicamente a sostegno anche della spesa dei libri scolastici?Il diritto allo studio sarà ancora garantito?
Auspichiamo allora un intervento netto del ministro Gelmini, almeno in quest’ambito, per evitare ulteriori pesanti ripercussioni sulle famiglie e sulla scuola.

*responsabile scuola PD della provincia di Vicenza

Sui diritti dei bambini oggi in Italia

  • Scritto venerdì 20 novembre 2009 da Keren Ponzo*

Dici: è faticoso frequentare i bambini.
Hai ragione.
Aggiungi: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, scendere, piegarsi, farsi piccoli.
Ti sbagli.
Non è questo l’aspetto più faticoso.
E’ piuttosto il fatto di essere costretti ad elevarsi fino all’altezza dei loro sentimenti. Di stiracchiarsi, allungarsi, sollevarsi sulle punte dei piedi per non ferirli.

Janusz Korczac

Oggi, 20 novembre 2009, ricorre il ventennale dell’approvazione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, ratificata dall’Italia con legge 176 del 27 maggio 1991.
Nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, le Nazioni Unite hanno proclamato che l’infanzia ha diritto ad un aiuto e un’assistenza particolari, convinti che le famiglie, unità fondamentale della società e ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli, DEVE ricevere la protezione e l’assistenza di cui necessita per poter svolgere integralmente il suo ruolo nella collettività.

È ancora così in Italia?

I tagli orizzontali al welfare e alla scuola allontanano sempre di più il raggiungimento degli impegni sottoscritti con la legge del 27 maggio 1991; il governo ha bloccato gli assegni familiari, tagliato i fondi per la pubblica istruzione a qualsiasi livello e impoverito di fatto lo stato sociale. Dalla mancata apertura dei nuovi asili nido pubblici previsti dal governo Prodi, ai tagli indiscriminati all’Università, passando attraverso il mancato incremento degli insegnanti di sostegno a fronte di un innalzamento della richiesta, il governo non si pone di certo dalla parte dei bambini e delle famiglie.
La tendenza alla scarsa natalità nel nostro paese è dunque spiegabile con la volontà di garantire ai propri figli una possibilità maggiore di mobilità sociale verticale: nascono sempre meno bambini perché costano troppo, in un Paese in cui il governo non garantisce né servizi, né assistenza.
Ad esempio, mentre nel Nord Europa, la copertura degli asili nido è elevatissima (garantendo un’economia di lavoro femminile) e il diritto all’istruzione è davvero gratuito fino all’Università, in Italia viviamo una situazione opposta: pochi nidi, offerta formativa non competitiva e costi elevati dei servizi.
Tutto ciò ci permette di essere proiettati verso il futuro? Ci garantisce una preparazione per le future generazioni in grado di supportare il mercato globale? Risponde allo spirito della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia?
Noi crediamo di no.
Il Partito Democratico ha sempre operato scelte tese a sviluppare servizi che, partendo dai bambini e dalle famiglie, garantissero una crescita sociale a tutti i livelli.
Nuovi nidi significano più lavoro femminile; un’offerta formativa adeguata significa una società pronta alle sfide globali; costi sostenibili dei servizi significano maggiore disponibilità economica delle famiglie e, quindi, una società più disponibile ai consumi.
È in un’ottica di confronto che il settore scuola del PD della Provincia di Vicenza, insieme all’ On.Daniela Sbrollini Coordinatrice Regionale della Consulta Rodari, affronterà nell’incontro-dibattito di venerdì 20 novembre a Valdagno il tema “Bambini: diritti al futuro?”, parlando dell’impatto della legge Gelmini in particolare sugli articoli 28 e 29 della Convenzione.

*responsabile scuola PD della provincia di Vicenza

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