ALZIAMO LA GUARDIA IN DIFESA DELLA COSTITUZIONE!

  • Pubblicato lunedì 9 febbraio 2009 da Partito Democratico della Provincia di Vicenza

E’ questo il passaparola che rivolgiamo a tutti i cittadini per un rispetto attivo della nostra Costituzione, nelle parole e nei fatti, nella cultura e nella società, nell’impegno istituzionale e politico.

Siamo mossi a ciò dalle pulsioni preoccupanti di un Governo che in questi giorni non esita a cercare il conflitto istituzionale, dichiara di voler cambiare la Costituzione pur di andare dritto per la sua strada, anzi arriva ad attaccarla direttamente tentando di collocarla al di fuori del nostro tempo e del nostro patrimonio di valori e di cultura, discreditando il lavoro dei Padri della Costituzione. In tal modo mina alla base le regole dello stato democratico ed usa categorie di pensiero estranee ai principi della convivenza civile.

E non ci riferiamo solo alle reazioni sul caso Englaro, ma anche al disegno di legge sulla sicurezza con la soppressione della norma che consentiva agli irregolari di rivolgersi ai medici senza timore di essere denunciati (con le immaginabili possibili conseguenze sulla salute pubblica), e alle dichiarazioni sugli immigrati clandestini (“occorre essere cattivi”).

L’articolo 32 della nostra costituzione recita “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.”

In riferimento al caso di Eluana, pur considerando urgente un impegno del Parlamento per una “disciplina legislativa sul fine vita”, riteniamo che vi sia sempre una zona grigia, tra la vita e la morte, nella quale le scelte non possono essere precostituite, ma devono essere guidate dai principi, come l’articolo 32 della Costituzione, e motivate in base ad essi rimanendo affidate alla coscienza e alla valutazione delle singole vicende.

Qui di seguito indichiamo le ragioni del nostro appello:

A) L’insulto ai principi comuni a tutti gli Stati liberal-democratici

Con il decreto legge, prima, e il disegno di legge, poi, il Governo ha tentato e tenta di introdurre una legge individuale retroattiva. È dal medioevo inglese che la legge individuale retroattiva non ha cittadinanza in alcun ordinamento democratico. Il principio è addirittura costituzionalizzato negli Stati Uniti dall’art. I, sez. IX, § 3, e fa parte del codice genetico di qualsiasi democrazia.

Con il decreto legge, prima, e il disegno di legge, poi, il Governo azzera, mette nel nulla una sentenza passata in giudicato. Ciò rappresenta uno strappo alla stessa idea di Stato liberale e democratico. Mai nessuno aveva osato tanto. Persino il fascismo aveva un formale rispetto per le sentenze passate in giudicato.

Il Governo è convinto che la democrazia sia la legge dei numeri: chi ha la maggioranza, decide. Dimentica che in mezzo ci sono due secoli di costituzionalismo. I numeri contano solo nell’alveo del patto fondante sulle regole. I diritti delle persone e dei gruppi non si decidono in base ai numeri. Altrimenti, siccome i neri non avevano i numeri per essere integrati nelle scuole, il vero democratico sarebbe stato il governatore dell’Alabama che li escludeva, forte dei voti dei bianchi. La logica del Governo è precisamente questa. I diritti delle minoranze (di tutti i tipi) e delle persone possono essere annullati se la maggioranza lo decide.

B) L’attacco alla Costituzione italiana

In nessun luogo della Costituzione si parla di diritto alla vita, che è un presupposto per l’esercizio dei diritti e non un diritto in senso stretto. La vita implicitamente tutelata nell’intero testo, caricato e forgiato in questo senso, è comunque una vita “dignitosa”, comunque si intenda questo termine. La Costituzione, nel suo magnifico sistema, non dice: «mantieni in vita comunque»; dice: «tutela la dignità della vita» o, se si vuole, «tutela la vita dignitosa». Nella Costituzione la vita non è un valore assoluto (si ammette la legittima difesa, e persino la guerra purché non per aggressione) (anche nel codice canonico non è assoluta!)

La famiglia, i cui diritti vengono riconosciuti dall’art. 29 della Costituzione, viene totalmente espulsa dalle scelte più intime e dolorose. In suo luogo decidono prelati e onorevoli.

La Costituzione ha pochi articoli (139): uno è stato speso, in nome della dignità delle persone, proprio per vietare i trattamenti sanitari obbligatori, se non per legge (art. 32, c. 1). E soggiunge (c. 2): «La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana». L’intero sistema costituzionale si basa sull’autodeterminazione e, nella lettura della Corte costituzionale, sulla dignità. L’autodeterminazione e la famiglia vengono totalmente estromesse da scelte come quella di cui si sta discutendo.

La Costituzione sancisce la divisione dei poteri, e quindi, come nei principi delle liberal-democrazie, una decisione del potere giudiziario non può essere annullata da una legge (e tanto meno da un decreto-legge).

La Costituzione si alimenta non solo dal testo, ma anche dalle regole che disciplinano i rapporti tra gli organi supremi. Raramente i Presidenti della Repubblica hanno espressamente negato l’autorizzazione alla presentazione di un decreto. Lo hanno fatto solo in casi di evidenti violazioni della Costituzione. In ogni caso mai è accaduto che a pochi minuti di distanza il Presidente del Consiglio ribadisca il testo, affermando che il Presidente non può valutare la costituzionalità del decreto.

Tra le regole che caratterizzano, oltre a tutte le liberaldemocrazie, anche quella italiana, vi è una certa qual indifferenza dei governi sui temi etici. La presentazione del decreto-legge e poi del ddl da approvare d’urgenza viola prassi consolidate di astensione su questi temi (v. le prassi in materia di divorzo e aborto; la deriva “maggioritaria” arriva con la fecondazione assistita).

C) Le contraddizioni

In nome della famiglia, col “pacchetto sicurezza” si mandano a rischio di morte, nello stesso giorno in cui si approva il decreto per Eluana, i bimbi delle madri irregolari. Dato che i medici “potranno” (il Governo aveva scritto “dovranno”) denunciare i clandestini, chissà con quale coraggio le mamme di un bimbo che sta male si presenteranno a un ospedale per curarlo. Si chiederanno: mi denuncia o no? Si tratta di una vera e propria istigazione a delinquere, sia per i genitori di figli malati, sia per i medici (a prescindere da altre incostituzionalità).

Claudio Veltroni, Marina Cenzon, Enrico Peroni, Luigi Poletto, Federico Formisano, Ingrid Bianchi, Bruna Redolfi De Zan, Samantha Pegoraro, Adolfo Bartolomei, Rosanna Filippin, Isabella Sala, Stefano Poggi, Giacomo Possamai, Lucio Pegoraro.

Per questo  ti invitiamo a sottoscrivere l’appello allegato sul sito

http://firmiamo.it/indifesadellacostituzione

Aperta la nuova sede provinciale. Filippin: orgogliosi della nostra diversità

  • Pubblicato lunedì 22 dicembre 2008 da Partito Democratico della Provincia di Vicenza

Una maratona di dodici ore, per aprire ai cittadini le porte della nuova sede provinciale. E’ stata l’iniziativa promossa sabato dal Partito Democratico di Vicenza. Ad aprire la giornata, con una conferenza stampa, il segretario Rosanna Filippin e gli onorevoli Massimo Calearo e Daniela Sbrollini. Che per il 16 gennaio annunciano anche l’arrivo a Vicenza del segretario nazionale del Pd, Walter Veltroni.
“Mai come in questi giorni – ha dichiarato la Filippin riferendosi al dibattito in corso a livello nazionale – rivendichiamo la nostra autonomia e la nostra diversità. A livello provinciale abbiamo rinnovato la classe dirigente, superato le divisioni correntizie e avviato l’elaborazione di una proposta politica basata sulle domande del nostro territorio. Non solo non abbiamo atteso che Roma calasse dall’alto le sue ricette. Oggi diciamo al vertice nazionale del Pd di prendere esempio dalla base e da chi costruisce il Pd nei territori”.
La Filippin ha anche affrontato la questione delle inchieste che coinvolgono alcuni esponenti del Pd in altre realtà del paese: “Camminiamo a testa alta. Siamo orgogliosi di appartenere ad un partito con un chiaro e severo codice etico. Chiediamo solo che questo codice venga applicato. Quello che non accettiamo, invece, sono le lezioni di morale da chi ha sempre contrastato il lavoro della magistratura, cercando scudo in leggi ad personam”.
Massimo Calearo, coordinatore dei parlamentari veneti, ha ribadito il concetto: “L’esperienza dei territori, a partire da quella dei Sindaci, è un esempio ed è un esempio da cui il Partito Democratico deve ripartire, per tornare a vincere nel Veneto e in Italia”. Daniela Sbrollini, ha aggiunto: “C’è una battaglia importante, che il Pd conduce in Parlamento ogni giorno, che non può essere ignorata. Ed è la battaglia contro le misure del Governo, che taglia risorse agli enti locali e alla spesa sociale, con conseguenze pesanti che imprese, famiglie e lavoratori, purtroppo, rischiano di pagare duramente nei prossimi mesi”.
La giornata del Pd è proseguita, con il saluto portato dal Sindaco di Vicenza Achille Variati, dal segretario regionale Paolo Giaretta e dai consiglieri regionali Claudio Rizzato e Giuseppe Berlato Sella.

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  • Natale in casa Pd: sabato 20 dicembre a Vicenza

    • Pubblicato lunedì 15 dicembre 2008 da Partito Democratico della Provincia di Vicenza

    Sabato 20 dicembre, a Vicenza, la nuova sede provinciale del Partito Democratico sarà aperta per la prima volta al pubblico. Per dodici ore, da mezzogiorno sino a mezzanotte, puoi partecipare ad una maratona democratica, con ospiti, dibattiti e una festa finale.

    La giornata inizia alle 12 e proseguirà sino alla notte. L’appuntamento è a Vicenza, in via dell’oreficeria 32. Non mancare!

    DIVERSAMENTE DA QUANTO IN PRECEDENZA COMUNICATO, L’ONOREVOLE ENRICO LETTA NON POTRA’ PARTECIPARE ALL’INIZIATIVA

    Partito Democratico di Vicenza: online il nuovo sito

    • Pubblicato venerdì 28 novembre 2008 da Partito Democratico della Provincia di Vicenza

    Una grafica completamente rinnovata, uno spazio maggiore per le iniziative del Partito Democratico nel territorio, un quadro aggiornato dei Circoli presenti nei diversi Comuni, materiali di comunicazione e di discussione sui temi più caldi dell’agenda politica, a partire dalla scuola e dalla crisi economica.

    A pochi giorni dall’inaugurazione della nuova sede provinciale, il Partito Democratico di Vicenza inaugura intanto la sua nuova casa online, sulla rete. Per scrivere alla redazione, basta inviare un messaggio a info@vicenzaperilpd.it. Puoi anche inviare una foto. Sarà caricata sul canale Flickr del Partito Democratico di Vicenza.

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