Rinnovo Conferenza donne: 2 maggio 2016 ore 18.30

Care amiche,
è il momento di rinnovare la Conferenza Donne Provinciale (per iscriversi basta cliccare in questo link http://goo.gl/v5VvtE), esprimendo insieme una nuova portavoce ed un nuovo esecutivo.
La storia della Conferenza nasce qualche anno fa, in un momento particolarmente difficile per la società italiana, che stava dando di sè, grazie agli inconsulti comportamenti di Berlusconi, ancora al governo, una immagine torva: stava prendendo nuovamente piede e dilagava la convinzione che le donne potessero e dovessero essere solamente “decorative”, protette da un uomo, ed essere contente di potersi presentare al fianco degli illustri uomini di potere; a ciò, si aggiungeva l’aggravamento del problema del femminicidio, contrastato senza pervenire a risultati concreti, proprio per il radicamento sociale delle convinzioni che rappresenta circa le relazioni di coppia.
Da un sussulto di dignità, nato spontaneamente nella società, è nata la voglia di creare uno spazio nuovo anche nel partito: non un organismo”in più”, in aggiunta a quelli già esistenti, ma un luogo deputato al sostegno quotidiano del principio di uguaglianza, per veder riconosciuto finalmente il diritto di ogni donna di appartenere solo a se stessa e di avere un ruolo nella società, anche in campi diversi dal “sociale” e “familiare”, ed anche senza la legittimazione di un uomo.
Sarebbe bello pensare che già ora il respiro di uguaglianza che le ragazze sperimentano ogni giorno, quando siedono nei banchi di scuola a fianco dei loro compagni, sia specchio di ciò che si pensa e si fa nella società: ancora oggi il potere “che conta” è per lo più gestito dagli uomini, ed anche quando le sedie sono formalmente occupate dalle donne, troppo spesso spunta da dietro le loro spalle l’ombra lunga di un uomo.
Purtroppo, la scuola è un luogo felice, almeno da questo punto di vista, ma il sentire comune è diverso: anche le ragazze uscite da scuola 10-20-30 anni fa avevano sperimentato l’uguaglianza con i loro compagni di banco. Gli stessi che, quando hanno potuto, non hanno mai mancato di preferire nelle assunzioni un uomo, piuttosto che una donna in età “fertile” e per questo a rischio maternità, proponendo comunque alle assunte stipendi in percentuale più bassi.
Il comune sentire porta ancora spesso a far ritenere la donna come oggetto di possesso e che esista una “natura” – benigna o maligna – che ne determini il ruolo nella società.
La Conferenza è luogo per sostenere e diffondere le politiche di genere: i servizi dati alle cittadine non sono solo per loro, per sollevarle da compiti ingrati, ma sono servizi per tutti i cittadini, uomini e donne insieme, perchè indistintamente tutti devono farsi carico della crescita dei bambini, dell’assistenza a chi è in difficoltà, della educazione scolastica. Questi sono esempi di bisogni collettivi ed individuali da ritenere pubblici e da soddisfare non solo senza tagli, ma con investimenti.
Avremmo dovuto fare il rinnovo dell’organismo già qualche tempo fa, ma gli appuntamenti elettorali ed il rinnovo di altre cariche interne al partito si sono moltiplicati, assorbendo le nostre energie. Ora, in un momento di tranquillità “istituzionale”, ho inteso creare l’appuntamento di rinnovo.
Allego alla presente il modulo di adesione alla conferenza: non vi è alcun automatismo ed il tesseramento al partito non estende l’appartenenza alla Conferenza.
L’esperienza di questi anni mi porta dire che la Conferenza è una occasione di pensare insieme alla politica: non è un luogo di separazione, in quanto la partecipazione alle iniziative non è mai stata ristretta alle iscritte, ma talvolta è necessario anche un pungolo nel fianco di chi potrebbe non considerare un punto di vista particolare.
Del resto, noi abbiamo una legislazione di uguaglianza recentissima: meno di 40 anni fa il diritto di famiglia ed il diritto penale erano ancora fortemente penalizzanti per le donne; molto recente è la modifica della violenza sessuale come reato contro la persona e non contro la morale!! La legge sul femminicidio, che punisce specificamente l’uccisione di una donna in quanto “donna” è di questi ultimi anni.
Puntare ad una società in cui l’uguaglianza sia realtà rimarrà un sogno, se ci comportiamo come se già l’uguaglianza esistesse, in quanto non è vero.
Questo dico perchè già al momento della creazione della Conferenza molte donne avevano declinato l’invito a partecipare proprio dichiarando di preferire le attività in cui uomini e donne lavorano insieme.
Ma non è questo il punto: se la realtà deve essere ancora costruita o quantomeno stabilizzata e resa maggioritaria, dobbiamo mantenere il cantiere aperto.
Del resto, non ci sono diritti acquisiti definitivamente, anche perchè il reale sentire non è quello della uguaglianza, come non lo è mai stato nella storia dell’umanità: chi ha il potere tende a mantenerselo ed escludere gli altri.
E’ chiaro che nella situazione italiana non sono solo le donne ad essere convinte della necessità dell’uguaglianza sostanziale: il percorso verso l’uguaglianza, iniziato con la Costituzione e con il voto alle donne, che proprio in quest’anno compie e “festeggia” 70 anni, ha salito molti gradini, di una scala che però appare ancora da completare.
A tal proposito, mi permetto un suggerimento per il prossimo Direttivo: nonostante la crisi economica, molte famiglie straniere che erano venute in Italia per ragioni economiche, hanno scelto di rimanere qui nonostante le difficoltà. Presto i loro figli completeranno il percorso scolastico e molte sono le figlie che si trovano ora a confrontarsi con costumi diversi da quelli tradizionali dei loro paesi. Assieme alle loro madri, rischiano di rimanere ombre, dietro persiane appena socchiuse.
Possiamo pensare a strategie per incontrarle?
Le donne, per essere veramente tali, non devono sottomettersi, essere educate alla bellezza e ad una non meglio spiegata “grandezza della loro vocazione”, ma devono essere in grado di assumersi responsabilità importanti nella società. Millenni di sistemi di sopraffazione non rendono la cosa meno odiosa: la convinzione della parità porta a dire che nessuno deve essere “sacrificato” per qualcun altro, e che tutti devono esprimere sentimenti e bisogni, anche quando ciò significa non tacere e non evitare lo scontro. Senza una grande considerazione della propria dignità, non vi è uguaglianza vera. Anzi, la rinuncia al confronto diretto mina la parità.

L’Assemblea è fissata per il 02 maggio 2016 ore 18.30 presso la sede provinciale

Entro il 27 aprile devono essere inviate le adesioni, con la conferma della presenza all’assemblea alla segreteria provinciale compilando il modulo che trovi in questo link http://goo.gl/v5VvtE,oppure rispondendo a questa mail.

Vi aspetto, numerose, ciascuna per portare il proprio contributo.

La Portavoce Provinciale – Claudia Longhi

 

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