PD Provinciale sull’accoglienza profughi

Il prefetto di Vicenza Soldà ha convocato l’8 Giugno 121 sindaci della Provincia di Vicenza per comunicare a chiare lettere che, sulla disponibilità ad accogliere richiedenti asilo, non accetta più ulteriori rinvii o giustificazioni.

Purtroppo solo 71 sindaci  si sono presentati, e fra gli assenti, molti non ospitano nel loro territorio nemmeno uno dei 1636 richiedenti asilo gestiti ad oggi dalla Prefettura.

Questa situazione disomogenea crea nel territorio vicentino squilibri che giustamente il Prefetto ha intenzione di sanare. E’ bene ripeterlo: non è un’emergenza, ma è una situazione strutturale a cui fare fronte con responsabilità perché ci colpirà anche nei prossimi anni.

E’ bene ricordare che il diritto di asilo è tra i diritti fondamentali dell’uomo riconosciuti dalla nostra Costituzione. L’articolo 10, terzo comma, della Costituzione prevede, infatti, che lo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto di asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge.

Consideriamo inoltre che per la Dichiarazione Universale dei diritti dell’Uomo: «Ogni individuo ha il diritto a un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’abitazione, alle cure mediche e ai servizi sociali essenziali». In base a questo principio già un giudice ha riconosciuto il diritto d’asilo ad un migrante cosiddetto economico. La distinzione quindi tra chi fugge da persecuzioni e chi fugge da condizioni di povertà  estrema probabilmente in futuro non sarà così facilmente utilizzabile, come abbiamo fatto finora.

Non voler gestire il problema o pretendere che se ne facciano carico altri amministratori è mettere la testa sotto la sabbia, sperando che passi la tempesta.

Questi amministratori irresponsabili devono sapere che la tempesta non passerà.

Ma se  gestiremo l’accoglienza  con intelligenza, potrebbe anche portare integrazione di nuovi futuri cittadini, di cui il nostro territorio avrà sempre più bisogno, viste le preoccupanti proiezioni dei demografi.

Il presidente dell’Inps Boeri ,proprio qualche tempo, ha diffuso questi dati: Nel 2014 i lavoratori extracomunitari hanno versato all’Inps contributi per circa 8 miliardi di euro, a fronte di prestazioni pensionistiche pari a circa 642 milioni di euro e non pensionistiche pari invece a 2.420 milioni. Il saldo positivo risulta essere poco meno di 5.000 milioni. Calcoli ulteriori dimostrano che i contributi versati dagli immigrati servono a pagare la pensione di oltre 600mila italiani ogni anno, contribuendo così alla tenuta del sistema previdenziale.

Non sono seri quegli amministratori che seguono gli umori e i mal di pancia dei loro elettori per avere facile consenso, ma lasciano che un problema risolvibile (4 persone da accogliere per ogni comune) diventi un problema di ordine sociale.

Il Partito Democratico provinciale ritiene che sia corretto non creare dei punti di aggregazione troppo sovrappopolati, ma è necessario distribuire nel territorio le persone che arrivano nella maniera più diffusa possibile.

Il Partito democratico è fortemente critico verso quegli amministratori che si fregiano  di essere nella lista di quelli che non accolgono nessuno, perché questo atteggiamento, non solo fa diventare un problema là dove non dovrebbe essere un problema, ma lo acutizza caricando i numeri e le responsabilità sui comuni limitrofi .

 

Riteniamo invece ,particolarmente efficace ,ai fini della gestione del problema e dell’integrazione dei richiedenti asilo, il Protocollo per l’accoglienza diffusa siglato tra Prefettura e alcuni comuni dell’Altovicentino, nel quale i sindaci possono stabilire dove, come e con che cooperative avverrà l’accoglienza. In cambio di questa collaborazione la Prefettura si è impegnata a non superare un tetto di 2 richiedenti asilo ogni 1000 abitanti. Speriamo che questa strada sia imboccata anche dalle altre amministrazioni della Provincia.

Purtuttavia essendo il problema strutturale, come tale deve essere trattato e la gestione da parte della Prefettura, che è di tipo emergenziale, deve essere sostituita progressivamente da un’organizzazione che oltre all’accoglienza abbia come obiettivo centrale l’integrazione. In realtà questo strumento c’è già: il progetto SPRAR, il Servizio per la protezione dei richiedenti asilo e rifugiati. Sarebbe opportuno a nostro avviso che progressivamente tutti i richiedenti asilo siano gestiti attraverso questo servizio che nei 15 anni della sua attività ha dimostrato di funzionare molto bene. Ora sarà necessario ampliarlo e soprattutto promuovere l’adesione a questo progetto, che è su base volontaria, da parte di tutte le amministrazioni.

 

Veronica Cecconato

Segretaria Provinciale

Partito Democratico della Provincia di Vicenza

 

Giulia Andrian

Referente Forum Immigrazione

Partito Democratico della Provincia di Vicenza

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