Comunicato stampa: il Governo impugna la Legge antimoschee per anticostituzionalità: viola la libertà di culto

Ecco una bella notizia: la cosiddetta legge regionale “antimoschee” è stata impugnata dal Governo che ha ravvisato elementi di anticostituzionalità Ma è bene sapere che gli stessi consiglieri veneti che l’avevano presentata erano assolutamente consapevoli dell’incostituzionalità e quindi del futuro incerto della legge

Hanno voluto presentarla comunque per pura propaganda, per dire ai Veneti: vedete noi volevamo regolamentare le moschee, i parcheggi (!!!) ecc.., ma il governo ce lo impedisce.

In realtà non lo impedisce il governo, ma la Costituzione che nel nostro paese non ammette la discriminazione in materia religiosa. E in questa legge la discriminazione c’è, eccome! Purtroppo i tempi della Corte Costituzionale sono lunghi e l’eventuale annullamento non sarà operativo prima di un anno e mezzo. Periodo di tempo nel quale questa famigerata legge sarà in vigore e ciò porterà a parecchie limitazioni oggettive nella libertà di culto nella nostra regione. Che ancora una volta si fa conoscere al di fuori per queste chiusure di stampo razzista.

I recenti provvedimenti della Regione sono stati definiti “Leggi leghissime” per ricordare  tristemente le Leggi fascistissime del 1925 e 1926, approvate da un Parlamento completamente in mano al Partito fascista, come lo è ora il Consiglio regionale Veneto.

Già avviene purtroppo che in assemblee pubbliche consiglieri ed assessori  della Regione minaccino controlli nei confronti di alcuni progetti di nuovi centri di cultura islamica, sempre, a loro dire, molto preoccupati che non ci siamo parcheggi a sufficienza vicino al luogo di culto.

Intanto il Governo il primo passo per contrastare questa deriva razzista lo ha fatto.

Le motivazioni dell’incostituzionalità sono tante e palesi: le Regioni non possono legiferare sugli edifici di culto perché è competenza dello Stato, il termine “adeguato” utilizzato più volte nei confronti degli edifici si presta a una discrezionalità e lascia la decisione all’arbitrio dei Comuni, il fatto di porre a referendum la costruzione di un luogo di culto è anticostituzionale perché non puoi sottoporre a referendum uno dei principi fondamentali dell’uomo.

E infine la norma transitoria che lascia ai Comuni il tempo di adeguare i loro piani urbanistici, esclude proprio le associazioni (come sono giuridicamente costituite le moschee) esponendole ad uno sfratto immediato.

Il Partito Democratico provinciale sta valutando , in questo anno e mezzo di transizione , un possibile supporto legale a quanti, comuni cittadini o associazioni,  a causa di questa legge, patiranno una limitazione in uno dei diritti fondamentali dell’uomo, la libertà di culto.

 

Giulia Andrian

Referente Forum Immigrazione

Partito Democratico Provinciale

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