Riflessioni dalla Segretaria provinciale‏

Cari amici, compagni e segretari,

ho lasciato passare qualche giorno, prima di esprimermi sui risultati delle amministrative, perché ritengo che a caldo non si possa fare un’analisi lucida e obiettiva. Ora voglio condividere con voi qualche riflessione, affinché possa essere di aiuto nel futuro per contribuire a una ripartenza del PD tutto.

I segnali di una sconfitta c’erano, ed erano evidenti a tutti, soprattutto per chi lavora nei territori ed è in continuo contatto con la gente. Io ne ho avuto conferma in questi primi sei mesi del mio mandato.

Nonostante ci sia ancora molto lavoro da fare davanti a noi, riconosco e do il giusto merito a questo governo in quanto ha lavorato molto, più di ogni altro. Anche se le riforme fatte non hanno messo tutti d’accordo, dobbiamo ricordarci la situazione reale del paese con la quale questo governo è portato a confrontarsi e a configurare le proprie idee di rinnovamento. Innanzitutto abbiamo maggioranze diverse nei due rami del parlamento, e la situazione di affaticamento economico e di bilancio è sicuramente un grande limite che grava su molte scelte. Siamo comunque riusciti a portare a casa riforme e provvedimenti importanti che erano sospesi da anni tra camera e senato (vedi unioni civili, riforma scuola, riforma del lavoro, legge dopo di noi, riforma costituzionale, legge elettorale ecc.) dando prova di riuscire a dare delle risposte che questo paese stava aspettando da tempo.

Il voto delle amministrative è, a mio avviso, il risultato di un insieme di fattori tra cui l’espressione della necessità di un cambiamento della classe dirigente. Questa istanza, che obiettivamente in questi ultimi anni fa da ritornello nelle varie tornate elettorali, e va considerata in tutta la sua importanza, per contro porta molti cittadini a dare ai politici un giudizio che prescinde dalle competenze e dai risultati ottenuti nel campo e mette tutto e tutti nel calderone rispondendo con un voto che va verso figure che si riconoscono nell’antipolitica.

Ora non è tempo di rivendicazioni o peggio di piagnistei, ma di rimboccarci le maniche. I cittadini non sono più legati come un tempo alla casacca politica, scelgono di volta in volta, e noi possiamo ancora dimostrare di fare quello che prima di ogni altra cosa si aspettano, cioè che riusciamo a dialogare con tutti e che siamo in grado di ascoltare tutti, molto umilmente. Inoltre credo che la buona pratica dell’ascolto vada perseguita anche all’interno del nostro organismo, dando spazio anche chi all’interno del nostro partito è più critico, e che proprio per questo può contribuire a farlo crescere con idee nuove e proposte. Solo dando spazio alle diverse opinioni interne al nostro partito riusciremo a convertire le divergenze di pensiero in stimoli preziosi e costruttivi, lontani dalla logica dei personalismi, ritrovando un senso di unità che ci darà la forza per dimostrare che sappiamo raggiungere risultati propri di una buona politica che è vicina ai problemi reali dei cittadini. Solo con questo spirito, unito alla voglia di riscatto e di fiducia riusciremo a crearci delle nuove possibilità continuando nella nostra azione di governo e vincendo le sfide più importanti come quella del referendum che porterà ad una riforma costituzionale.

Chi ha vinto le amministrative dovrà dimostrare che oltre alle parole ci sono i fatti: amministrare città importanti e complesse come Torino e Roma non sarà una passeggiata. Comunque mi auguro per il bene di tutti i cittadini di queste città che i risultati siano positivi; ma se così non fosse, dovremmo essere pronti, mettendo in campo persone, competenze e programmi che mettano al centro i cittadini, a partire dai più deboli e svantaggiati.

Attendo vostre riflessioni, e spero di poter confrontarmi con voi al più presto.

Cari saluti,

 

Veronica Cecconato

Segretaria PD Vi

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