Festa Democratica: POLITICA. L’ex ministro degli Interni venerdì sarà ospite a Dueville Dove è finito il Pd? Festa con Minniti per riorganizzarsi

POLITICA. L’ex ministro degli Interni venerdì sarà ospite a Dueville
Dove è finito il Pd? Festa con Minniti per riorganizzarsi
La segretaria Luisetto: «Cosa c’è da festeggiare dopo le dure sconfitte elettorali? Siamo in difficoltà ma è il momento di ritrovarsi come comunità»
ROBERTA LABRUNA
Venerdì e sabato al villino Rossi di Povolaro va in scena la festa democratica che avrà tra gli ospiti l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti

Il Partito democratico fa festa. Quella che pare una contraddizione in termini, viste le batoste elettorali senza soluzione di continuità, è in realtà davvero un’occasione per ritrovarsi, nonostante tutto, visto che dietro l’angolo c’è la festa democratica in programma per venerdì e sabato al villino Rossi a Povolaro di Dueville. Con un big in agenda: l’ex ministro dell’Interno Marco Minniti. E in un momento in cui un altro big e un altro ex ministro, Carlo Calenda, propone di “andare oltre il Pd”. Già questo fa capire il clima interno, dopo il tracollo iniziato alle politiche di marzo e certificato dai ballottaggi di domenica scorsa. Motivo per il quale la prima domanda che viene in mente è: cosa c’è da festeggiare? Chiara Luisetto, che del Pd provinciale è la segretaria, non nasconde la testa sotto la sabbia e partendo dalla risposta spiega anche il senso della due giorni in calendario: «Siamo in un momento di forte difficoltà, ma un appuntamento come questo ha un senso preciso: ritrovarsi come comunità, che crede in determinati valori e non usa il linguaggio della paura. Abbiamo perso perché il Pd nazionale ha perso la capacità di stare vicino alle persone e di ascoltare, di ascoltare anche il loro disagio». Nel territorio non si parte da zero ed ecco il perché di questa festa, organizzata dal circolo di Dueville e dai circoli vicini, con l’aiuto della segreteria provinciale. «A Dueville – spiega la coordinatrice Farida Bocchese – il partito ha 50 iscritti, che è un bel numero, a loro e a tutti gli altri vogliamo dare il messaggio che ci siamo, che ci stiamo riorganizzando, a partire dal territorio». Uno scollamento nel tempo c’è stato, l’anno passato gli iscritti erano 1.750, la metà di cinque anni prima, ma alle comunali di Vicenza il Pd ha tenuto bene e superato anche la Lega portando a casa il 24 per cento. Insomma, il concetto è che “si può ripartire”. E no, non andando oltre il Pd come sostiene Calenda: «Questa è la nostra casa». Ma se persino le roccaforti rosse non esistono più, è una casa che giocoforza va ristrutturata pesantemente: «Bisogna ricominciare dai sindaci, che danno gambe ai valori. Mi spiego: ciò che è mancato è la sintesi tra i valori del Pd e le competenze dei suoi amministratori», mette a verbale Luisetto. E proprio di amministrazione in senso ampio si parlerà anche nella “scuola” di formazione, aperta a tutti, che con due “lezioni” al mese durerà da settembre a marzo. Pure questo è un modo, in attesa del congresso che verrà, di rimettere insieme i cocci. E intanto si guarda alla festa di questa settimana.Si comincia venerdì alle 17.30 con Minniti intervistato dal direttore de Il Giornale di Vicenza Luca Ancetti, un’ora dopo andrà in scena una tavola rotonda sul tema della violenza contro le donne, cui parteciperà anche Lucia Annibali, e alle 19.30 verranno presentati i progetti “Non dalla guerra” e “Welcome Refugess”. Il giorno dopo, alle 17.30, ci sarà l’ex viceministro Teresa Bellanova e alle 18.30 un dibattito tra il capogruppo regionale del Pd Stefano Fracasso e quello di Fi Massimo Giorgetti su “Un Veneto gialloverde? Valori e politiche oltre il confine Lega-M5s”. Ma il programma, dato che si tratta appunto di una festa, prevede anche altro: musica e cibo. «Immigrazione, violenza sulle donne, il valore della pace, il sociale: ecco – dice il vicesegretario Andrea Zorzan – parleremo di questo, con il nostro linguaggio, che non è il linguaggio degli eccessi, delle sparate, dei ministri in perenne campagna elettorale». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il Giornale di Vicenza – 27 giugno 2018

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