La Senatrice Daniela Sbrollini interviene sulla catastrofe naturale che ha sconvolto il Veneto: “Il Veneto ha bisogno oggi di tutti. Faremo la nostra parte”

<<Il Veneto è in ginocchio. Zone intere delle nostre montagne sono distrutte. Zone bellissime dal valore turistico inestimabile. Un patrimonio naturale fonte economica importante per i comuni montani. Ho sentito amici che vivono sull’Altipiano e mi raccontano dal vivo il disastro di portata epocale.

Tutti dobbiamo fare la nostra parte, indipendentemente dal ruolo. La chiamata del Governatore Zaia non resterà inascoltata. Non è una questione di bandiera o di partito. Ci tireremo su le maniche. Sul posto dobbiamo lasciare lavorare chi sa, ma noi ci daremo da fare.

Domenica 11 saremo nei gazebo, in giro per le piazze del Veneto, seguendo le indicazioni del nostro segretario regionale, per raccogliere fondi a favore delle popolazioni colpite dal maltempo nella nostra regione.

Questo è il momento per la solidarietà, al fianco delle persone, delle imprese e degli amministratori.

Ho scritto a tutti i sindaci dell’altopiano per confermare la mia vicinanza, la solidarietà e l’impegno. Farò la mia parte con attenzione in Commissione ed in Parlamento.

Servono decisioni e risorse subito.

Pur in una logica di collaborazione nell’emergenza non posso non domandare al Governo perché è stata smantellata “Italia Sicura”, la struttura che il Governo Pd ha messo in campo nel 2014 per pianificare e programmare interventi su infrastrutture, scuole e territori a rischio. Un piano finanziario da 12 miliardi di euro gestito con trasparenza, semplificazione burocratica ed efficienza.

Avevamo scelto la strada della prevenzione per superare la logica delle emergenze. 5 Stelle e Lega l’hanno smantellata. Perché?

Inoltre il decreto del Governo che ripartisce il fondo per gli investimenti (35,5 miliardi fino al 2033, stanziati dal governo Gentiloni con la legge di bilancio 2018) destina solo il 5,3% delle risorse per la difesa del suolo e il dissesto idrogeologico. Nel 2018-2019 sono solo 53 milioni su 2 miliardi e 137 milioni. Il 2,5% del totale!

Si può, si DEVE fare decisamente di meglio.

Serve un piano straordinario a favore delle nostre montagne. Dovremo pensare ad iniziative specifiche per gli operatori della filiera agricola e turistica montana. La chiave di volta che tiene in piedi, sano e vitale, il nostro territorio montano passa per la presenza attiva degli agricoltori di altura, che storicamente conservano e curano il territorio.

Devo peraltro sottolineare che l’attuale il Governo ha malauguratamente congelato un prestito della BEI – Banca degli investimenti europea –  di oltre 800 milioni di euro. Erano destinati a una serie di lavori di contrasto del dissesto. Solo in Veneto sarebbero finanziati 35 interventi di cui 21 nelle zone colpite dal maltempo in questi giorni. Purtroppo ora che servono non ci sono. Il Governo deve ripristinarli subito.

Con i colleghi parlamentari noi del Pd stiamo pensando ad una serie di emendamenti alla legge di stabilità per destinare almeno 5 miliardi di quelli previsti per il reddito di cittadinanza per investimenti sulla sicurezza idrogeologica dei territori delle comunità colpite dal maltempo.

Anche il Veneto ha bisogno di un piano straordinario di prevenzione del dissesto idrico e geologico.

Invece di dare la paghetta per stare sul divano, lo Stato metta in sicurezza il territorio, facendo investimenti strutturali e creando così posti di lavoro.

Infine, vista l’emergenza e la natura degli interventi, la Commissione europea potrebbe accettare la manovra e, come ha già fatto in occasione del terremoto in Emilia, potrebbe stanziare fondi propri>>.

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