NUOVO SEQUESTRO DELLA GALLERIA DI MALO: ENNESIMA DIMOSTRAZIONE DEL FALLIMENTO DI ZAIA SULLA PEDEMONTANA

Il nuovo sequestro dei cantieri della Galleria di Malo dovuto alla qualità dei materiali di costruzione impiegati è l’ennesimo frutto delle politiche ventennali del duo Zaia – Galan, che hanno visto cospargere il Veneto di opere in Project Financing con enormi problemi di sostenibilità finanziaria e con una scarsa qualità dei lavori eseguiti. – Così Chiara Luisetto Segretario prov. PD, Daniele Mezzalira e Angelo Tonello che seguono le infrastrutture per il PD vicentino intervengono sulle notizie di questi giorni. – Dopo i project degli ospedali che stanno dissanguando le casse delle Ulss Venete – continuano – dopo i continui ritrovamenti di discariche abusive e di inquinanti nelle acque e nell’aria, ora tocca alla madre di tutte le opere, la perla della politica infrastrutturale del Veneto leghista: la Superstrada Pedemontana Veneta.
Lavori partiti fiacchi (secondo le previsioni, sarebbe dovuta essere completata nel 2016), un progressivo innalzamento del finanziamento pubblico da 300 a 900 milioni di euro, la firma di un contratto assurdo tra Regione e SIS, dove SIS veniva liberata da ogni rischio economico grazie ad un generoso fisso che la Regione gli verserà, senza la certezza che i pedaggi lo copriranno.
Dalle indagini sta emergendo un quadro inquietante: materiali non certificati e sottodimensionati rispetto ai calcoli progettuali, che mettono a repentaglio non solo la realizzazione dell’opera, ma la vita degli operai ed il futuro dell’utenza.
È inaccettabile che nessuno finora abbia controllato in maniera efficace la rispondenza tra quanto viene realizzato ed i progetti; che nessuno abbia verificato che tutte le opere venissero fatte a regola d’arte e con materiali certificati.
Adesso la Regione ha deciso di fare scattare i controlli, ma è già tardi: i controlli andavano fatti dal primo giorno di cantiere e ancor prima nella scelta e impiego coerente dei materiali. Ora, eventuali sistemazioni costeranno di più e saranno più complesse da realizzare, producendo ulteriori ritardi nella conclusione dell’opera.
Questa strada porta la firma di Luca Zaia, il quale deve assumersi di fronte all’intera Regione, la responsabilità dei ritardi e di un lavoro male eseguito. Il governo regionale si credeva superiore rispetto ad altre parti d’Italia, ma la verità che sta sempre più emergendo è quella di un crac delle banche popolari, un inquinamento delle falde, dell’aria, dei terreni, un consumo di suolo incontrollato, opere che faticano ad essere concluse, un sociale ed un sanitario che progressivamente sono consegnati in mano a privati.
Il Veneto produttivo e orgoglioso della propria storia, dal 1995 è fermamente amministrato dalla Lega Nord che promette e inaugura specchietti per le allodole, per trovarsi oggi con quale visione futura in mano? Crediamo che i veneti e i vicentini meritino una gestione più responsabile e trasparente dei propri soldi e della propria terra.

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