Campagna di raccolta fondi per il personale sanitario: 12.015 euro raccolti ad oggi!

Il Partito Democratico della provincia di Vicenza ha avviato nelle scorse settimane una raccolta fondi denominata “Dona una Mascherina” per raccogliere donazioni da iscritti e simpatizzanti. Il risultato? Oltre 12000 euro donati ad oggi che hanno permesso di acquistare DPI e supporti da donare alle strutture in emergenza del territorio vicentino.

Queste le parole della Segretaria prov. Chiara Luisetto:

“Abbiamo scelto di rivolgere ai nostri iscritti e simpatizzanti un appello a sostegno del personale sanitario in prima linea in questa emergenza. Hanno risposto in molti, ciascuno con le proprie forze e possibilità, confermando che quando una causa comune è buona, il Partito è una comunità generosa e unita.

Piccole e grandi donazioni hanno costruito una cifra importante, 12.015 euro ad oggi e ancora ne stanno arrivando. Una cifra che ci ha permesso di acquistare 2700 mascherine, per la maggior parte FFp2 certificate e alcune chirurgiche, 700 tute anch’esse certificate da distribuire alle strutture sanitarie, alle case di riposo, alle realtà sociali che ne abbiano necessità. Abbiamo iniziato ieri la distribuzione partendo dalla casa di riposo di Santorso e la prossima settimana, con l’arrivo della maggior parte degli ordini, proseguiremo in area berica, nel bassanese e nelle zone della provincia dove ci venga segnalata una necessità.

Abbiamo atteso i primi quantitativi di mascherine prima di comunicarlo, volevamo infatti poter rendere conto dei soldi spesi con puntualità e coerenza.

Credo sia importante in questa fase andare oltre le polemiche con gesti concreti, un esempio sono i contributi dei circoli dell’Alto Astico e di Noventa Vicentina alle rispettive Protezioni Civili e Caritas e l’impegno costante di tutti i circoli della provincia nel cercare dispositivi certificati da acquistare per rispondere alle richieste che arrivano dai luoghi più coinvolti.

Sappiamo bene che ci sono operatori sanitari e medici che si sono trovati ad operare in condizioni a dir poco difficili e non tutelanti per la propria salute e quella delle proprie famiglie, sappiamo anche che in questi anni i tentativi di smantellamento della sanità pubblica veneta hanno spesso lasciato solo questo personale e parallelamente reso quasi necessario a volte ai malati il ricorso a strutture private. Ma ora crediamo sia chiaro a tutti che senza l’apporto fondamentale di una sanità pubblica, efficiente e finanziata, non avremmo potuto affrontare questa emergenza. L’auspicio e la nostra attenzione saranno rivolti a che questa lezione non venga dimenticata alla fine dell’emergenza, ma ci rafforzi come Regione nella ricostruzione di un socio-sanitario più equo e rispettoso della dignità degli ultimi.”

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